Scudetto Inter 2006 non revocato, reazioni della Juventus, e Abete chiede la rinuncia alla prescrizione

Alla Figc il caos regna sovrano: con un voto contrario e due astenuti il Consiglio Federale ha oggi approvato la delibera nella quale si dichiara che non sono presenti i presupposti necessari affinchè avvenga la revoca dello scudetto 2006 assegnato all’Inter nella calda estate di Calciopoli.

 

IL RISULTATO – La decisione, nell’aria dopo i pareri emersi in seguito alla riunione consultiva del Consiglio Figc, è stata presa oggi pomeriggio e sui 23 votanti solamente Dante Cudicio, esponente dell’Associazione allenatori, ha votato a favore della revoca.

  • Con Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A, assente, sono stati due gli astenuti: il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ed il presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi, che in precedenza aveva dichiarato di essere favorevole alla revoca del titolo assegnato ai neroazzurri.

 

ABETE: “ABBIAMO SEGUITO LE REGOLE” – E’ un Abete fuorioso quello che risponde alle critiche che lo vedono come Ponzio Pilato del calcio: “Tutto si può dire, tranne che si è deciso di non decidere. Si è deciso di rispettare le regole”.

  • Il presidente della federcalcio continua poi: “Avremmo potuto anche non dare risposta all’esposto, ma la Figc ha ritenuto giusto certificare una posizione ufficiale in modo tale che anche la società che non ritenesse di condividere questo tipo di delibera possa procedere ad un iter”.

 

NON COMPENTENTI O INCOMPETENTI? – E’ questa la domanda che gli appassionati di calcio si stanno facendo in queste ultime ore;

  • Le dichiarazioni di Abete, un colpo al cerchio ed uno alla botte, fanno emergere particolari imbarazzanti che, come succede raramente, uniscono tifosi interisti e juventini: sarebbe ora di cambiare le persone che siedono, e che ciclicamente ruotano, sulle poltronissime della federazione.
  • Giancarlo Abete, come un perfetto mediatore, nella conferenza stampa del post-Consiglio Federale prima ha sostenuto: “Mi sarei augurato la rinuncia alla prescrizione da parte dell’Inter”. Poi ha concluso: “Anche se ci fosse stato un atto amministrativo a monte, la proposta del presidente federale sarebbe stata la non revoca dello scudetto”.
  • Ma allora qual è la posizione della federazione? Che senso ha avuto, nel maggio 2010, accogliere l’esposto della Juventus quando già si conosceva di non aver il diritto di giudicare su tale atto?

 

E “L’ETICA NON VA IN PRESCRIZIONE” CHE FINE HA FATTO? – I paradossi di Abete non finiscono qui; come non ricordare la famosa frase pronunciata dal presidente federale “L’etica non va in prescrizione”?

  • Ecco la risposta odierna: “L’etica, come detto, non è mai andata in prescrizione. Comprendo, però, la complessità della vicenda e l’importanza delle tifoserie”.
  • Sembra quindi emergere in modo ancor più netto, a prescindere dal naturale campanilismo delle due tifoserie, la voglia di evitare di mettersi contro i poteri forti del calcio.

 

LA REAZIONE DELLA JUVENTUS – Come scontato, qualsiasi decisione del Consiglio Federale avrebbe scontentato una delle due parti; ad uscire, a suo parere, danneggiata è la Juventus, che tramite una nota sul proprio sito ufficiale si esprime così circa la decisione di non revoca dello scudetto 2006:

  • “L’esito dell’odierno Consiglio Federale conferma la completa disparità di trattamento per situazioni analoghe. L’esposto presentato 14 mesi fa dalla Juventus ha permesso un approfondimento, al quale purtroppo non ha fatto seguito nessuna assunzione di responsabilità da parte degli organismi sportivi, che anzi si sono spogliati del loro ruolo politico di governo”.
  • “È del tutto evidente che, a tutela dei suoi milioni di tifosi, dei suoi azionisti e dei suoi dipendenti, la Juventus debba proseguire nel doveroso accertamento dei fatti e nella ricerca della parità di trattamento. La società ha pertanto dato mandato ai suoi legali di individuare i migliori strumenti di tutela presso la giustizia amministrativa e internazionale”.
  • “Parallelamente il management e i legali stanno procedendo alla valutazione dei danni economici che tali comportamenti possano aver cagionato. Dal momento che la decisione odierna è lontana dall’aver ristabilito equità e giustizia, la Juventus intende far valere in ogni sede competente le norme internazionalmente applicabili”.

 

GLI SCENARI FUTURI – La nota ufficiale della Juventus lascia tutt’altro che chiusa la questione; la società bianconera sembra piuttosto decisa a rivolgersi ad altri organi, si spera competenti, per avere una risposta netta e chiara sulla questione:

  • Il primo passo dei legali bianconeri potrebbe essere la presentazione del ricorso all’Alta Corte del Coni per rivolgersi poi al Tar del Lazio.
  • In ultima istanza c’è anche la possibilità che la Vecchia Signora possa presentarsi al Tas di Losanna.

 

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Matteo Torti

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