Inter e Milan: addio Champions League, per qualche anno puntate solo al campionato. Al via la prima puntata dell’inchiesta di CronacaMilano sul calcio italiano

Il titolo, un po’ forte e provocatorio, potrebbe essere la corretta sintesi di ciò che accadrà nei prossimi anni: un’Europa sempre più lontana per le nostre squadre di club, e successi continentali o internazionali sempre più inarrivabili per la nostra nazionale.

PARTIAMO DAI DATI – Il Report Calcio 2011 mette in allarme l’Italia ed i suoi club, soprattutto quelli che cercano di ambire a livello europeo con le altre big d’Inghilterra, Spagna e Germania.

  • Nel 2000 il fatturato della Serie A era di 0,9 miliardi di euro, di poco inferiore a quello della Premier League, 1,1 miliardi di euro e praticamente doppio rispetto allo 0,53 di Bundesliga, Liga Spagnola e Ligue 1 francese.
  • Le posizioni si sono ribaltate nel corso degli ultimi 10 anni, tant’è che a primeggiare è sempre la Premier League con 2,4 miliardi di euro di fatturato, seguita da Bundesliga a 1,55, Serie A a 1,53 e Liga Spagnola a 1,5. La Ligue 1 francese chiude quinta a 1,2.
  • Nel giro di questo decennio il risultato si è raddoppiato per l’Inghilterra ed addirittura triplicato per Bundesliga e Liga Spagnola. L’Italia invece ha saputo crescere solamente del 70%.
  • Di questo passo grazie all’apertura agli investitori stranieri, vedi Psg di Al Thani, ed ai fondi che riceveranno per l’organizzazione degli Europei del 2016, anche i francesi ci supereranno avendo più che raddoppiato il proprio fatturato in questo ultimo decennio. La data del sorpasso? Il 2016.

LA COMPETITIVITA’ – Se si esclude il successo nel maggio 2010 dell’Inter in Champions League, la competitività del calcio italiano è in drastico calo da almeno quattro anni.

  • Sono lontani i tempi in cui, primavera 2003, il Belpaese poteva schierare ben tre formazioni: Inter, Juventus e Milan nella regina madre delle competizioni europee; stagione conclusa con la finalissima tutta italiana dell’Old Trafford tra bianconeri e rossoneri.
  • Ed appaiono ancora più una chimera gli ultimi successi in Coppa Uefa, l’attuale Europa League, datati anni ‘90; in dieci anni, dalla stagione 1989 al 1999 l’albo d’oro della seconda competizione europea vanta la presenza di otto successi italiani: 3 volte l’Inter, 2 il Parma ed uno per Juventus e Napoli.

LE CAUSE DEL DECLINO – Questo declassamento vede alla base dei fattori molto chiari, limpidi e semplici ai quali sembra difficile porre rimedio se non attraverso un’azione sistemica:

  • Regimi fiscali differenti
  • Fatturati nettamente inferiori
  • Stadi obsoleti e non vivibili
  • Basso appeal verso i campioni affermati e gli investitori esteri

LE FASI DELL’INCHIESTA – Questa inchiesta sulla situazione del calcio italiano si dividerà in più fasi nelle quali cercheremo di trattare, nel modo più lineare ed approfondito possibile, i fattori scatenanti di questo ormai inevitabile e continuo  declino.

  • Parleremo del Fair Play Finanziario tanto voluto da Platini ed, almeno inizialmente, auspicato dai presidenti italiani, presentando i vari punti di cui si compone ed analizzando come potrebbe influire sul nostro sistema calcio.
  • Discuteremo delle differenze di fatturato delle società italiane in rapporto a quelle inglesi e spagnole, raffrontando i bilanci di Inter e Barcellona, le ultime due società che hanno conquistato la Champions League.
  • Analizzeremo la situazione, estremamente volatile ed incerta, del calcio inglese. Primo per fatturato e stadi ed ultimo per virtuosità e sostenibilità economica.
  • Spiegheremo il tanto agognato Ranking Uefa, unica vera classifica che conta per dimostrare chi è in grado di primeggiare in Europa.
  • Tratteremo la questione stadi mettendo in luce la correlazione esistente tra impianto di proprietà e risultati sportivi, andando ad analizzare nel particolare ciò che è riuscito a fare la Juventus.
  • Esporremo poi uno dei modelli organizzativi periodicamente di moda nei salotti del calcio italiano: l’azionariato popolare.

LE CONCLUSIONI – L’analisi metterà in mostra, purtroppo, un rapporto non soddisfacente per il calcio italiano.

  • Almeno nel futuro prossimo sarà difficile tornare a competere con i club inglesi,  spagnoli e tedeschi, tuttavia la situazione potrebbe cambiare rotta, unicamente qualora venga modificato parte del sistema calcio Italia, dal 2016, quando i club italiani potrebbero tornare ad essere competitivi in Europa.
  • Se non ci saranno deroghe alla normativa del FPF le conseguenze più gravi potrebbe subirle però l‘Inghilterra, fondata su un sistema di tecno-calcio che si discosta di molto dai risultati reali che sta avendo, ad esempio, la Germania.

Matteo Torti

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