Ranking Uefa per Club e Nazioni, come funziona, come si assegnano i punteggi e conseguenze per l’Italia

Lontani anni luce da Inghilterra e Spagna, superati dalla Germania ed incalzati da Francia e Portogallo: è questa la situazione dell’Italia nel ranking Uefa aggiornato al termine della stagione 2010/11.


RANKING PER CLUB – Mettendo da parte i dati a livello di Nazione, se si analizzano i coefficienti raggiunti dai club italiani presenti nella top ten la situazione è allarmante:

  • Inter e Milan occupano rispettivamente la nona e la decima posizione nella classifica Uefa aggiornata al 31 maggio 2011 con un punteggio di 100.110 per i neroazzurri e 94.110 per i rossoneri.
  • La distanza dalla capolista Manchester United, ferma a quota 151.157 è abissale ed i due club milanesi sono stati superati anche da club “minori” come il Porto che nell’ultima stagione ha fatto incetta di trofei nazionali e non, aggiudicandosi tra l’altro l’Europa League.


COEFFICIENTI STAGIONALI PER NAZIONI – Se il ranking, calcolato nel quinquennio 2006/07 – 2010/11, ci pone ancora in quarta posizione, la nostra classifica peggiora se si analizzano i risultati europei ottenuti nell’ultima stagione dalle squadre che rappresentano il nostro Paese:

  • Nella top five svetta il Portogallo che è riuscito a schierare ben tre squadre nelle semifinali dell’Europa League, un po’ come successo nel 2003 in Champions League con Inter, Milan e Juventus.
  • Immediatamente dietro troviamo Inghilterra e Spagna, sempre presenti con Manchester United e Barcellona alla fase cruciale delle ultime cinque Champions League.
  • Staccata di oltre 3mila punti (15.666 contro i 18.800) troviamo la Germania e, solo al quinto posto, intravediamo l’Italia che, complice le premature uscite di Milan, Roma ed Inter dalla Champions League, il mancato superamento dei preliminari della Sampdoria ed i disastrosi risultati ottenuti in Europa League, si attesta a 11.571 punti.
  • Il Belpaese è incalzato da Olanda (11.166), Russia (10.916) e Francia (10.750).


LA MEDIA DEL QUINQUENNIO 2006/07 – 2010/11 – E che il disastro non sia opera dell’ultimo anno lo si comprende agevolmente andando ad analizzare i punteggi ottenuti dai principali paesi calcistici europei nel quinquennio oggetto di analisi per l’Uefa:

  • L’Inghilterra, prima nella classifica, ha totalizzato una media di 16.585 punti con un massimo di 17.928 ed un minimo di 15mila; risultato di poco inferiore al massimo totalizzato dall’Italia, nella stagione 2009/10 conclusasi con la vittoria in Champions League dell’Inter di Mourinho (15.428).
  • La Spagna ha totalizzato una media poco inferiore a quella inglese: 15.466 punti con la punta di 19mila punti totalizzati nella stagione 2006/07, quando l’Europa League fu una questione tutta spagnola: Siviglia – Espanyol.
  • Interessante analizzare invece il trend ottenuto dalla Germania: nel 2006/07 totalizzò solamente 9.500 punti, ben 2.428 in meno rispetto alla nostra Italia. Nel quadriennio successivo però questo divario si è praticamente invertito: una media annuale di 2637,5 punti recuperati sull’Italia.
  • Curioso il fatto che, nonostante la vittoria in Champions League dell’Inter nel 2009/10, in quello stesso anno la Germania abbia totalizzato ben 18.083 punti contro i 15.428 del nostro Paese.
  • L’Italia, che dal 2006 ad oggi ha totalizzato una media di 11.996 punti è incalzata non tanto dalla Francia, media di 10.702, quanto piuttosto dal Portogallo, media di 8.919 punti in crescita negli ultimi due anni, soprattutto grazie agli ottimi risultati ottenuti in Europa League.


RANKING UEFA: DI COSA SI TRATTA? – Ma in sostanza cos’è questo tanto discusso ed analizzato Ranking Uefa?

  • Si tratta di un sistema introdotto per definire il numero di club che ogni nazione può iscrivere alle coppe europee: Champions ed Europa League.
  • In base al punteggio ottenuto viene assegnato, in ordine decrescente, il numero di squadre che potranno partecipare alle suddette competizioni.
  • Un’ulteriore applicazione del Ranking Uefa è quella che consente di stabilire, in base alla classifica dei coefficienti, le teste di serie utili per i sorteggi delle due coppe europee.
  • Il Ranking Uefa prende in considerazione i risultati ottenuti nelle competizioni europee, da tutti i club, durante l’ultimo quinquennio.


RANKING UEFA: COME SI ASSEGNANO I PUNTEGGI? – Abbiamo già detto che a contare sono esclusivamente i risultati ottenuti dai club in Champions ed Europa League:

  • Ogni vittoria vale 2 punti, il pareggio 1 e la sconfitta 0 (valori dimezzati per i turni preliminari).
  • Sono previsti anche alcuni bonus: 4 punti per l’ingresso nella fase a gruppi di Champions, 5 punti per la qualificazione agli ottavi dello stesso torneo ed 1 punto per ogni turno successivo ad eliminazione diretta superato.
  • Il punteggio totale si ottiene sommando ai punti conquistati da ogni squadra un coefficiente fisso pari al 20% del coefficiente nazionale relativo alla stagione in corso.
  • Il coefficiente per Paese si ottiene sommando i punti ottenuti dalle squadre che partecipano a competizioni europee, dividendoli poi per il numero di club ammessi per ogni nazione.


ITALIA: DAL 2012/13 UNA SQUADRA IN MENO IN EUROPA – I risultati ottenuti nel quinquennio 2006/07 – 2010/2011 saranno validi per la definizione del Ranking per la stagione 2012/13.

  • Come analizzato sopra l’Italia ha perso il terzo posto a favore della Germania pertanto, dalla stagione 2012/13, potrà schierare una formazione in meno in Champions League: solamente le prime tre classificate del campionato che si concluderà il prossimo maggio 2012 parteciperanno alla “coppa dalle grandi orecchie”, mentre all’Europa League saranno qualificate la quarta, la quinta e la vincente della Tim Cup, ovvero la sesta del campionato.
  • Questo declassamento nel Ranking Uefa farà si che una tra Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli e Roma, senza considerare eventuali sorprese, ogni anno resterà fuori dall’Europa.
  • Oltre all’immagine, il mancato accesso alle coppe europee comporterà anche minori introiti che, in un bilancio già scarno di ricavi come quello delle società italiane, non farà altro che ridurre il budget previsto per il calciomercato in ottemperanza alla normativa del Fair Play Finanziario.
  • Come spesso ripetuto, tutto ciò non farà altro che aumentare il gap tra l’Italia, ed i suoi club, e le società delle altre nazioni europee.


PLATINI: PERCHE’ I RANKING NON SONO DIVISI? – Da almeno sei anni a questa parte, la personalità del calcio italiano più attiva sulla questione ranking è stato l’ad del Milan, Adriano Galliani.

  • Il plenipotenziario rossonero ha sempre ribadito l’importanza di osservare la classifica che delinea le classificate nelle competizioni europee.
  • Da sempre Galliani ha sottolineato come i risultati negativi nell’attuale Europa League avrebbero provocato seri danni alle big italiane, costrette prima o poi a cedere il posto alla Germania.
  • La profezia ha avuto seguito e così è successo; un unico dubbio ci assale: perché per i cattivi risultati ottenuti dalle squadre italiane in Europa League, il nostro Paese deve perdere un posto in Champions? Non sarebbe più opportuno avere ranking divisi e penalizzare coloro che non si prodigano adeguatamente in Europa League?


LA PROSSIMA PUNTATA – Dopo averne parlato molto con riferimento alle nuove normative sul Fair Play Finanzario, cerchiamo di addentrarci meglio sulla questione stadi in Italia.


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Matteo Torti

1 COMMENTO

  1. Galliani, il solito italiano furbacchione!
    Il ranking uefa nazionale dei club nelle coppe rappresenta la forza di un campionato rispetto agli altri. Pertanto, a prescindere dalla coppa i risultati ottenuti DEVONO essere valutati complessivamente: per esempio una squadra che vinca l’europa league ottiene molti punti per la propria nazione, ma, se questi valgono solo per l’europa league, non potrà mai andare in champions perchè la sua nazione non può aumentarne i posti. Ne avrebbe sempre e solo uno e hai voglia di fare strada con una sola squadra.
    L’uefa non rappresenta solo le 5 maggiori nazioni d’europa, rappresenta 52 federazioni e quindi fa benissimo a tutelarle spalmando il ranking su tutte e due le competizioni.
    E poi, se in italia ci sono solo 2 o 3 squadre competitive a livello europeo, e GIUSTO che la classifica uefa releghi l’italia in posti di secondo, terzo piano.
    Galliani e il suo Milan vadano ad i scriversi in premier league, ma non lo fanno dato che si ritroverebbero nella metà bassa.
    Il campionato italiano NON E’ per niente competitivo, ed è l’ottavo campionato a livello europeo, superato dall’inglese, tedesco, spagnolo, francese, portoghese, russo e ucraino!
    Tra 2 anni la classifica uefa lo confermerà!

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