Juventus Arena, scopriamo tutto sul nuovo stadio della Juventus

Juventus Arena: è questo il nome provvisorio dell’impianto sportivo di proprietà della Juventus Football Club, costruito nel quartiere Vallette di Torino sulle macerie dell’ex delle Alpi.

 

LA STORIA – Il 18 marzo del 2008 il consiglio di amministrazione della Juventus F.C. S.p.A. ha deciso di approvare il progetto per la realizzazione del nuovo stadio, destinato a sorgere sull’area del vecchio stadio delle Alpi.

  • Il delle Alpi, di proprietà comunale, è stato progettato dallo Studio Hutter in occasione dei Mondiali ‘90.
  • Nel giugno del 2003 la società bianconera ha acquistato per 25 milioni di euro il diritto di superficie per 99 anni dell’area dello stadio.
  • Il comune di Torino ha ceduto gratuitamente al Torino F.C. 1906 l’area dell’ex Stadio Comunale (l’attuale Stadio Olimpico), usato dapprima come campo d’allenamento per i bianconeri, dietro l’impegno di ristrutturarlo in vista dei XX Giochi Olimpici Invernali svolti nel capoluogo piemontese nel 2006.
  • Nel 2006 lo stadio delle Alpi è stato chiuso alle attività sportive per venire poi abbattuto nel marzo 2009. Pochi mesi dopo è iniziata la costruzione del nuovo impianto sportivo juventino.

 

LA STRUTTURA – Massimi standard di sicurezza e niente barriere architettoniche; tra quindici giorni verrà inaugurato lo stadio bianconero. Iniziamo a scoprirlo:

  • 105 milioni di euro di investimento complessivo per 41mila posti disponibili; una capienza inferiore agli oltre 69mila posti del delle Alpi che dovrebbe riuscire a fornire l’immagine di spalti pieni ad ogni match di campionato.
  • La struttura, tipicamente inglese, ospiterà panchine in prima fila all’interno della tribuna; le gradinate disteranno 7,5 metri dal campo di gioco ed in caso di emergenza l’impianto si potrà svuotare in meno di 4 minuti.
  • Accanto al nuovo Stadio della Juventus è stato costruito un centro commerciale di oltre 34mila metri quadrati; si chiamerà Area 12 ad indicare la forza che dovrà avere questo polo per il club bianconero.
  • Area 12 prevederà al proprio interno 60 tra punti vendita, bar e ristoranti, ipermercato E.Leclerc Conad, un negozio Obi ed uno Euronics. Inoltre saranno presenti uffici, servizi logistici, verde e parcheggi. Il tutto dovrebbe portare alla creazione di circa 800 posti di lavoro.

 

IL NAMING RIGHT: DI COSA SI TRATTA? – Non potrà essere un’azienda dell’automotive, per rispetto alla Fiat, e nemmeno una dello sportwear, per rispetto del contratto con Nike, ma in ogni caso la società di corso Galileo Ferraris sarà la prima in Italia ad attuare la pratica del Naming Right.

  • Con questa operazione si va di fatto a vendere il nome dello stadio ad uno sponsor; gli esempi più immediati sono l’Allianz Arena a Monaco piuttosto che l’Emirates di Londra.
  • La Juventus ha stretto un’intesa con Sportfive, società specializzata nel marketing sportivo del gruppo Lagardère: il club bianconero incasserà oltre 75 milioni di euro per 12 anni, ossia 6,5 milioni di euro all’anno fino al 2023.
  • Sportfive gestirà in esclusiva il nome dell’impianto, che verrà assegnato ogni quattro anni, oltre che la vendita del 50% dei palchi e dei 650 posti della tribuna premium.
  • L’azienda che darà il nome al nuovo stadio della Juventus, fatta eccezione per i limiti già sopra citati, potrà venire da qualsiasi settore: “Dal beverage come dal settore bancario-assicurativo, e potrebbe anche essere non italiana“; sono queste le parole di Luca De Ambroggio, ad di Sportfive Italia.

 

PAROLA AL CAPO DEL PROGETTO: JEAN-CLAUDE BLANC – Da molti visto come uno dei fattori che ha scatenato il fallimento delle passate stagioni, il francese Jean-Claude Blanc ha conseguito, se guardiamo l’aspetto Stadio, un ottimo risultato.

  • È proprio all’ex ad bianconero che si deve buona parte del merito se ora la Juventus ha un proprio stadio di proprietà: “Cerchiamo di avere una strategia di lungo termine in un calcio nel quale la visione si ferma di solito alla partita della domenica successiva. L’accordo con Sportfive ci permette di avere risorse da investire sulla squadra e essere ancora più competitivi sul terreno di gioco”.
  • La parola chiave del progetto è stata la programmazione: “Importante è stato avere una linea diretta con Platini, quando ci ho parlato ho capito che il fairplay finanziario non era un gadget ma una cosa seria. Ho capito che sarebbero servite nuove risorse. I diritti tv sono gestiti collettivamente, il marketing era già abbastanza buono, ma lo stadio ci permetterà di tornare a livello altissimo, non solo in Italia, ma anche in Europa. Inter e Milan hanno la fortuna di avere uno stadio grande, con un bacino molto importante, ma non è un elemento decisivo per il fatturato. Serviranno altri introiti e noi siamo in vantaggio sugli altri, perchè lo stadio è pronto e i ricavi, anche se occorre tempo, cominciano già a vedersi“.
  • L’ex direttore commerciale del club torinese, Marco Fassone, ha in passato dichiarato che l’obiettivo della Vecchia Signora, nel primo anno del nuovo impianto, è quello di generare un fatturato da stadio pari a 30-35 milioni di euro.

 

ABBONAMENTI IN CRESCITA: I PRIMI RISULTATI – Ed a promuovere l’operato generale della Juventus, non si sa se sia più la curiosità per lo stadio o per i tanti colpi dell’estate in corso, sono gli stessi tifosi bianconeri:

  • Alla chiusura della campagna abbonamenti sono state vendute ben 23mila tessere, il 56% in più della scorsa stagione quando gli abbonamenti si fermarono a 14.600.

 

IL PLAUSO – Nonostante l’accesso facilitato alla costruzione dello stadio di proprietà, va fatto un grande applauso all’iniziativa della Juventus che è riuscita, almeno su questo fattore, ad allinearsi con i grandi club europei.

  • In un calcio in cui si devono contenere le perdite e si dovrà puntare al pareggio del bilancio, avere buoni risultati in termini di ricavi da stadio diventa un fattore fondamentale per continuare ad essere competitivi.
  • Dopo le ultime due disastrose stagioni appare difficile sostenere questa tesi, ma nel futuro prossimo la squadra italiana che meglio farà in Italia ed in Europa potrebbe essere proprio la Vecchia Signora.
  • Specie per un club quotato come quello bianconero, l’obiettivo è quello di dar vita ad una gestione sostenibile: le performance economiche non possono più essere messe in secondo piano rispetto ai risultati sportivi. Questi due fattori dovranno inevitabilmente andare a braccetto.

 

LA PROSSIMA PUNTATA – Terminata la parentesi sulla situazione stadi in Italia concentriamoci sull’ultimo aspetto economico-gestionale al quale abbiamo già accennato in precedenza:

  • L’azionariato popolare come forma di organizzazione e gestione delle nostre società: è veramente attuabile in Italia?


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Matteo Torti

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