Calcio italiano: affonda, ma i campioni arriveranno lo stesso? Facciamo un'analisi completa

Aguero, Giuseppe Rossi e Sanchez: sono questi i tre big, nemmeno poi così tanto affermati, che hanno scatenato le passioni dei tifosi italiani, specialmente neroazzurri e bianconeri, nelle prime settimane del calciomercato.

 

IL LORO DESTINO – Come facilmente si poteva prevedere, quando sul piatto devono essere messi 40 milioni di euro è impossibile che la “guerra” sia vinta da una società italiana. E così è stato anche per i tre sopra menzionati:

 

  • L’argentino, genero di Maradona, è stato prelevato a suon di petroldollari dal Manchester City di Mansour bin Zayed: 45 milioni di euro per il cartellino.
  • Il cileno Alexis Sanchez, nonostante una presunta prelazione dell’Inter a gennaio, è finito al Barcellona di Guardiola per 29 milioni di euro più un’altra dozzina di bonus.
  • L’italianissimo Giuseppe Rossi in forza al Villareal, dopo essere stato nel mirino di Marotta, ad della Juventus, ha finito per rimanere, almeno ad oggi, ancora nel club spagnolo. La richiesta di 35 milioni di euro ha spiazzato le pretendenti.

 

GLI ULTIMI CAMPIONI SBARCATI IN ITALIA – Se si esclude qualche ottimo giovane come Pato, Hamsik, Cavani e Bojan, gli ultimi campioni arrivati nel nostro Paese sono Eto’o ed Ibrahimovic.

  • Le strade per arrivare a due big come il camerunense e lo svedese sono state però abbastanza agevoli; se su di loro ci fosse stata la concorrenza di qualche big inglese o spagnola siamo convinti che il destino ultimo non sarebbe stato l’approdo in Serie A.
  • Nel dettaglio: il camerunense è arrivato ad Appiano Gentile, assieme ad un conguaglio di oltre 40 milioni di euro in seguito alla folle idea di portare Zlatan lo svedese alla corte di Guardiola. La stagione seguente le perplessità sollevate dal tecnico blaugrana su Ibrahimovic hanno consentito il viaggio di ritorno a Milano, sponda rossonera, per una cifra di poco superiore ai 25 milioni di euro.

 

IL FUTURO PROSSIMO – Se questa tendenza continuerà, sarà possibile l’approdo nel Belpaese di qualche big del calcio mondiale durante le prossime finestre di calciomercato?

  • Adriano Galliani, ad del Milan, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, riferendosi al famoso Mister X dell’estate rossonera si è così espresso: “Se arriverà un mister X accadrà negli ultimi giorni di mercato e non sarà certo uno da 40-50 milioni di euro”.
  • Le parole del dirigente rossonero sono chiare ed inequivocabili: attualmente qualsiasi società italiana non può permettersi di sborsare queste assurde cifre per acquisire un giocatore, anche se il più forte del mondo.
  • Ed infatti così è successo: Fabregas, ripetutamente accostato al Milan, è finito al ben più ricco Barcellona. Ed anche Samuel Eto’o, uno dei pochi big fino all’anno scorso in Italia, è uscito dalla porta principale preferendo i 20,5 milioni di euro annui del difficile calcio russo.
  • La strategia deve essere quella attendista: cercare di aspettare che siano gli altri a fare la prima mossa ed, eventualmente, agire di conseguenza andando a pescare dal mazzo altrui lo “scarto” da valorizzare come accaduto con successo negli ultimi anni con i vari Samuel, Cambiasso, Sneijder, Ibrahimovic e Robinho.

 

ARGENTINA E BRASILE: MERCATO SEMPRE PIU’ DIFFICILE – Se un tempo, specialmente il Milan, si affidava al mercato brasiliano per scovare giovani talenti che dopo pochi mesi erano già campioni affermati, Kakà, Pato e Thiago Silva, ora la favola del “Brasile: terra di conquista” sta cambiando.

  • I più blasonati club verdeoro, anche grazie all’appoggio di sponsor facoltosi, hanno alzato le richieste per i propri gioielli; alcuni esempi? 50 milioni per Neymar, 45 per Ganso e 40 per Lucas.
  • Cifre assurde e fuori mercato per adolescenti, in alcuni casi non ancora 20enni, che hanno disputato qualche decina di partite in patria e che, negli appuntamenti internazionali come la Copa America, deludono inesorabilmente.
  • Già con Pato i tempi del “Brasile: terra di conquista” erano terminati: il papero è costato 22,5 milioni di euro ai rossoneri ed è stato forse l’ultimo grande colpo messo a segno da una società italiana che ha dovuto affrontare la concorrenza di big stranieri: nell’occasione Chelsea e Real Madrid.
  • L’innalzamento delle cifre richieste per i possibili, futuri, campioni trascina all’insù anche i prezzi dei cartellini dei medi giocatori. Ecco allora che per acquisire un certo Danilo bisogna versare 13 milioni di euro o per Casimiro, sconosciuto ai più, ne vengono chiesti 15. Tempi molto lontani rispetto a quando il Milan acquistò Kakà a meno di 10 milioni di euro.
  • E non c’è solo il Brasile ad aver adottato un processo di “indipendenza”; anche l’Argentina ha visto crescere i prezzi dei propri talenti. Alvarez e Lamela ne sono un esempio: costati entrambi poco meno di 15 milioni di euro, fino ad un lustro fa ne sarebbero bastati circa la metà.
  • Per i fatturati dei club italiani investire 12/15 milioni di euro su un prospetto non è più così tanto facile: l’operazione neroazzurra con Ricky Alvarez, tra cartellino ed ingaggio, viene a costare praticamente 25 milioni di euro. E se questo giocatore, malauguratamente, risulterà essere un flop, che mercato potrà avere? Va bene l’età giovane e lo stipendio relativamente contenuto, ma si rischia di bruciare 7/8 milioni di euro rivendendolo l’anno seguente.

 

MA ALLORA COSA SUCCEDERA’? – Difficile prevedere se il 31 agosto un  Fabregas qualsiasi o un Tevez qualunque vestiranno le casacche rossonere o neroazzurre. L’accadimento di questa ipotesi è subordinato ad un fattore non trascurabile:

  • Se su un big si dovesse muovere con decisione il Barcellona, il Real Madrid, piuttosto che un club inglese è evidente che le velleità italiane di acquisire il suddetto giocatore crollerebbero all’istante.
  • Qualora si aprisse una competizione tra una big europea ed un club di spicco italiano, come Inter e Milan, è praticamente scontato che la “guerra” venga vinta dalla prima.
  • Dire quindi come sarà il futuro prossimo per il calcio italiano non è cosa affatto semplice: per mettere a segno colpi alla Ibrahimovic o Robinho serve molto lavoro, sotto traccia, un’elevata dose di capacità ed una invidiabile fortuna.

 

LA PROSSIMA PUNTATA – Ormai siamo arrivati al termine della nostra inchiesta sul calcio italiano che ci ha accompagnato per tutto il mese di agosto.

  • Non ci resta che riassumere le tesi ed arrivare ad alcune semplici conclusioni.


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Matteo Torti

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