Inter Trabzonspor 0 a 1 Champions League, l’Inter perde la “Trebisonda”

I dettami di Moratti influenzano il neo tecnico neroazzurro, Gian Piero Gasperini che prontamente modifica la formazione schierandosi con una difesa a quattro composta da Jonathan, Lucio, Ranocchia e Nagatomo. A centrocampo out Stankovic per un affaticamento all’adduttore e dentro capitan Zanetti, Cambiasso ed Obi. Davanti spazio a Sneijder e Pazzini con Zarate che deve prontamente rifarsi dopo la disastrosa prova di domenica sera.

 

Senoul Gunes, allenatore della squadra turca di Trebisonda, mette in campo il classico 4-2-3-1 affidandosi a Tolga in porta; difesa con Celutska, Giray, Glowacki e Cech. A centrocampo dentro Colman e la stella Zokora. Dietro l’unica punta Paulo Henrique, non Ganso, agiranno Alazinho, Serkan e Halil Altintop, fratello del più conosciuto centrocampista del Real Madrid. Lo slovacco Vittek, autore di una doppietta contro l’Italia agli scorsi Mondial di SudAfrica va, a sorpresa, in panchina.

 

“Processi, scommesse, divieti e scioperi ci fanno passare la voglia di tifare …”: è questo lo striscione esposto dalla Curva Nord che nei primi venti minuti decide di non sostenere i propri beniamini. Gesto unico e simbolico, sicuramente positivo e da accogliere.

 

La partita inizia con ritmi piuttosto blandi: i turchi sono molto ordinati ed i neroazzurri non forzano più di tanto il match e così per annotare qualcosa bisogna attendere il 24’ quando Pazzini, su una ripartenza turca, rifila una gomitata al volto a Cech.

 

Ma se la prima occasione degna di nota è una gomitata, per parlare di calcio giocato l’attesa si protrae addirittura al 31’ quando Zarate, da dentro l’area, cerca di sorprendere l’estremo difensore ospite con un rasoterra sul primo pallo: Tolga si salva in angolo.

La seconda occasione interista arriva sull’angolo seguente: Pazzini si trova la palla buona in mezzo all’area ma, sbilanciato, non riesce ad impattare. La retroguardia del Trabzonspor spazza agevolmente.

 

Tra il 35’ ed il 40’ va in scena lo show negativo dell’argentino Zarate: perde malamente palla per ben due volte dopo essersi ostinato nel voler dribblare pure la bandierina del corner e si fa ammonire per un calcione rifilato a Paulo Henrique.

 

Nella prima frazione di gioco non succede più nulla; il pubblico, complice i noiosissimi primi 45 minuti, continua con lo sciopero del tifo non sostenendo in alcun modo i propri giocatori né, tantomeno, il tecnico.

 

La ripresa inizia con gli stessi effettivi, nonostante le tristi ed incupite soluzioni offensive neroazzurre consiglierebbero l’ingresso di uno tra Milito ed Alvarez per donare linfa vitale all’attacco del Biscione.

 

Gasperini al 54’ ha la stessa nostra idea ed inserisce i due argentini al posto di Obi e Pazzini, passando al suo 3-4-3: Zanetti torna in difesa ad aiutare Ranocchia e Lucio, mentre Sneijder, Cambiasso, Nagatomo e Jonathan formano la mediana. Davanti Zarate ed Alvarez esterni con Milito punta centrale.

 

L’occasione più nitida del match arriva al 72’: fuorigioco sbagliato dalla difesa turca e palla che arriva a Milito. L’argentino, dal dischetto del rigore, tenta di far passare la palla sotto le gambe di Tolga, ma fallisce. Nell’azione seguente altro gol divorato dalla punta ex Genoa: il suo colpo di testa, su cross di Zanetti, finisce di poco alto.

 

Il tecnico turco, al 74’, vede la propria squadra spenta e tenta il colpaccio: dentro Vittek al posto di Paulo Henrique. Nell’azione seguente, sugli sviluppi di un corner, è Celustka che, sfruttando una disattenzione difensiva di Lucio, supera un disattento Julio Cesar. Clamoroso vantaggio turco a San Siro.

 

Gasperini, in completa confusione, usa l’ultimo cambio; dentro la baby promessa Coutinho e fuori un evanescente Zarate: ancora una volta l’argentino si fa notare più per i suoi leziosismi che per l’apporto effettivo dato alla squadra.

 

La reazione al gol incassato arriva solamente all’87’: Sneijder vede l’inserimento di Alvarez; l’argentino al limite dell’area “esplode” un debole tiro che si spegne a lato.

 

Dopo quella al Renzo Barbera di Palermo, domenica sera, altra figuraccia per l’Inter: mai in partità, raramente pericolosi, difficilmente aggressivi. Verrebbe da dire, una prestazione raccapricciante.

 

Neroazzurri che soffrono troppo l’assenza di Eto’o: manca un uomo che sappia saltare brillantemente l’uomo creando la superiorità numerica. L’unico modo per arrivare nell’area avversaria è quello di creare gioco, aspetto che manca totalmente, almeno adesso, all’Inter di Gasperini.

 

Forse aveva ragione il tecnico di Grugliasco: non è un problema di difesa a 3 piuttosto che a 4. Tuttavia in queste circostanze il responsabile numero 1 è sempre l’allenatore. La delicatissima sfida di San Siro, sabato, contro la Roma sarà già in grado di definire meglio il futuro del Gasp. Se perde è esonero.

 

Nell’altro match del girone interista, il Lille pareggia in casa con il Cska Mosca per 2 a 2: per i francesi vanno in rete Sow al 45’ e Pedretti al 57’, mentre per gli ospiti doppietta di Doumbia al 72’ e al 90’.

 

L’altra italiana in campo oggi, il Napoli, esce dallo stadio del City con un dignitosissimo 1 a 1: di Cavani al 69’ e Kolarov al 75’ le reti.

 

Matteo Torti

 

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