Inter Napoli 0 a 3 Serie A sesta giornata, Inter: ok l’arbitro, ma che figura!

Ranieri perde Milito, ma recupera Pazzini; al fianco dell’italiano spazio a Forlan con Alvarez a supporto. A centrocampo dentro Obi, capitan Zanetti e Cambiasso. Mentre in difesa ritorno la “freccia neroazzurra” Maicon che si schiererà al fianco di Lucio, Samuel e Chivu. Julio Cesar a difendere i pali. Mazzarri, complice la caviglia malconcia del “matador” Cavani, è costretto a modificare il tridente delle meraviglie: Lavezzi ed Hamsik davanti con Pandev ad aiutarli. A centrocampo spazio, sulle fasce, a Maggio e Zuniga ed in mezzo Gargano ed Inler. Difesa titolare con Cannavaro, Campagnaro ed Aronica. Tra i pali De Sanctis.

 

I neroazzurri iniziano subito bene: al 2’ minuto percussione di Maicon in area, il brasiliano viene fermato da Aronica. Passano due minuti ed è Alvarez a creare un pericolo alla porta difesa da De Sanctis: palla fuori.

 

Nei minuti successivi è il Napoli che cerca di tenere in mano il gioco, mentre l’Inter si affida alle ripartenze; al 13’ è Forlan che scaglia un bel tiro che si spegne di poco fuori. Tre minuti dopo cross di Maicon dalla destra e testa di Pazzini: sfera che termina alta.

 

I partenopei, per la prima volta, si fanno vedere al 19’: cross di Campagnaro e testa di Zuniga che, fortunatamente per Julio Cesar, non inquadra la palla. Al 30’ è ancora il colombiano a farsi trovare pronto su un cross di Inler: Zuniga impatta male la palla ed il pericolo non si concretizza.

 

La seconda parte della prima frazione di gioco è tutta appannaggio degli ospiti: al 38’ ottima chanche per Pandev che, su assist veloce di Lavezzi, si impappina con la sfera e non riesce a colpire la sua ex squadra.

 

Tre minuti dopo arriva l’episodio che, in parte, condiziona il match dei neroazzurri: Obi affossa Maggio sul lato destro dell’area di rigore. Fallo giusto, ma il contatto avviene fuori dall’area. Rocchi non vede il “particolare” e fischia il penalty alla squadra di Mazzarri: rosso per il giovane nigeriano che era già stato ammonito al 10’ per un fallo a centrocampo. Scatta la panolada neroazzurra e le proteste, veementi, del tecnico Ranieri: allontanato dall’arbitro.

 

Al 42’ Hamsik si fa pagare il rigore dall’estremo difensore brasiliano neroazzurro, tuttavia Campagnaro è il più lesto a ribattere in rete, dando così il vantaggio agli ospiti. Altre proteste visto che l’Hugo partenopeo era già in area al momento della battuta dello slovacco, tuttavia c’è da precisare che anche Lucio e Samuel erano già dentro la propria area.

 

Il primo tempo si chiude con l’arbitro Rocchi assoluto protagonista: dopo il rosso, per doppia ammonizione, ad Obi, sventola il giallo anche a capitan Zanetti ed Julio Cesar: entrambi per proteste.

 

Il secondo tempo si apre con sonori fischi per il direttore di gara e con poche occasioni da rete; la prima arriva al 51’ con un cross di Pazzini sul quale l’argentino Alvarez, ancora fuori dal gioco neroazzurro, non arriva.

 

Verso il 55’ è però il Napoli ad emergere: Lavezzi ci prova dopo un “uno contro uno” con Zanetti, ma la palla finisce alta. Passano solamente sessanta secondi ed è Maggio a siglare il raddoppio, approfittando della dormita colossale di Nagatomo ed Julio Cesar.

 

Mai domi, gli Azzurri ci provano anche al 66’: Hamsik, lasciato tutto solo dalla difesa neroazzurra, crossa in mezzo per il solissimo Zuniga. Il colombiano, anch’esso indisturbato, spedisce alto a porta vuota.

 

Il tris, nell’aria, arriva però al 75’: Lavezzi serve sul filo del fuori gioco Hamsik il quale supera Julio Cesar decretando il tracollo della squadra di Ranieri o, meglio, di Baresi visto che il tecnico testaccino si è fatto allontanare dall’arbitro in un momento cruciale del match.

 

Dopo la terza rete realizzata, la partita si spegne e trascorre lentamente fino al triplice fischio finale. L’Inter, che a ragione non ha digerito il rigore fischiato ai neroazzurri, non si cuce la bocca ed esplode con le dichiarazioni.

 

Ranieri “di Setubal” ha proprie, un po’ eccessive, speranze: “Sarebbe diabolico se fosse originato tutto dalle polemiche dello scudetto 2006”, bollando poi il direttore di gara Rocchi come: “Inadeguato” ed accusandolo come uno che “Non capisce niente di calcio”.

 

A rincarare la dose, semmai ce ne fosse bisogno, ci pensa il presidente Moratti che, in pratica, si auto deferisce: “Questo arbitro Rocchi non è all’altezza del suo ruolo, questo ci dà fastidio, spero cambi qualcosa. E’ inadeguato. Questa partita è stata stupidamente, ma molto stupidamente, rovinata dal direttore di gara. Non si può parlare di altro, rispetto a questa gara, il Napoli ha fatto la sua ottima prestazione ma Rocchi ha rovinato tutto. Mi auguro di non ritrovarmi mai più di fronte questo personaggio”.

 

Che il fallo di Obi su Maggio non fosse in area è chiaro e limpido a tutti, ma credo che non ci si possa nascondere dietro quel torti subito per motivare ciò che l’Inter ha fatto o, meglio, non ha fatto: il monito più urgente da lanciare è sulla difesa; l’abbiamo già detto dopo la, fortunata, vittoria contro il Cska Mosca: tre reti subite in due gare sono troppe, le sei attuali in tre match sono un’enormità. Il motivo? Il centrocampo latita, non supporta a dovere una difesa dove il duo Lucio-Samuel è sempre in apena e dove Chivu sembra un corpo estraneo.

 

Ora arriva la sosta e, nonostante siano otto i convocati neroazzurri dalle Nazionali, sarà bene che Ranieri lavori sulla fase difensiva della propria squadra se non vuole, in tempi rapidi, essere defenestrato come successo a Benitez e Gasperini.


Matteo Torti

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