Serbia Italia 1 a 1 Qualificazioni Europei 2012, dopo Juventus Milan è ancora Marchisio show

Al Marakana di Belgrado Prandelli si affida alla sua ItalJuve: sono ben sei i giocatori bianconeri schierati in campo. Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio e Pirlo. Completa la difesa Maggio, a centrocampo invece spazio anche a De Rossi e Montolivo, mentre l’attacco è sulle spalle del duo Cassano-Rossi.


Come tutti si auspicavano il tifo serbo mette da parte l’orgoglio, il nazionalismo o forse, più banalmente, l’ignoranza e decide di regalare uno spettacolo di colori e cori nello stadio della Stella Rossa. Unico neo la valanga di fischi piombati sugli Azzurri al momento dell’inno di Mameli.


I serbi, spinti dal grande calore del proprio pubblico, iniziano subito forte: dopo sedici secondi il laterale ex Lazio, Kolarov, scappa sull’out di sinistra e calcia un violento tiro che Buffon si lascia scappare.


Sugli sviluppi della rimessa, ripartenza travolgente degli Azzurri che si portano in vantaggio: Cassano passa a Rossi che vede lo smarcamento in area di Marchisio: stop e destro di precisione che prende in controtempo Jorgacevic.


La risposta dei padroni di casa arriva all’8’: Tosic dalla sinistra crossa bene per Krasic. Lo juventino strozza il pallone per quello che non è né un cross né un tiro. L’occasione buona per i serbi arriva al 26’: sugli sviluppi di un cross battuto da Krasic, il tiro scagliato da Tosic finisce sulle gambe di Ivanovic. La deviazione fortuita ma cercata del difensore del Chelsea mette fuori tempo Buffon. Tabellino nuovamente sul risultato di parità.


Nonostante il pareggio raggiunto, dopo l’inizio sprint le occasioni da gioco scarseggiano, anche se le due squadre non lesinano a pressare e dare il là a ripartenze. Rossi avrebbe sul suo piede sinistro l’occasione per siglare il doppio vantaggio, tuttavia il suo cucchiaio si spegne sulla spalla dell’estremo difensore serbo.


Al 41’ altra ripartenza serba: Stankovic serve Krasic sull’estremo destro dell’area: colui

che è stato designato “L’erede di Nedved” strozza ancora una volta il tiro, favorendo il recupero  a Barzagli e Bonucci.

 

Gli Azzurri, che tanto bene avevamo fatto nei minuti iniziali del match, chiudono la prima frazione di gioco in affanno. E così come si è chiuso il primo tempo, si apre la ripresa. Al 57’ altro fallo inutile di Bonucci e punizione per Kolarov: il terzino del City, dai 30 metri, scaglia un tiro violentissimo sul quale Buffon riesce ad opporsi.

 

I padroni di casa attaccano con maggiore enfasi e forza: al 53’ altra grande ripartenza per i serbi che con Tosic si portano in pochissimi secondi nella metà campo Azzurra. Palla a Kolarov che, dalla sinistra, calcia bene. Buffon blocca in tuffo. Italia troppo molle, prevedibile e schiacciata.

 

Al 59’ altra sfida Kolarov-Buffon: dalla destra punizione insidiosa del laterale serbo che arriva pericolosamente in area: fortunatamente Pantelic non riesce ad impattare la sfera che scivola sul fondo.

 

Al 64’ altra opportunità per gli uomini allenati da Petrovic: cross dalla destra di Ivanovic e colpo di testa di Pantelic; palla di poco sopra la porta difesa da Buffon. Anche Prandelli si accorge delle difficoltà fisiche dei suoi ed al 66’ decide di compiere la prima sostituzione: dentro Giovinco al posto di Cassano.

 

Al 69’ il migliore in campo degli Azzurri, Claudio Marchisio, è costretto ad uscire per una presunta distorsione alla caviglia sinistra. Il suo posto viene preso da Nocerino: Prandelli vuole cercare di mettere freno alle continue azioni offensive dei serbi.

 

All’80’ ultimo cambio per il ct italiano: dentro Aquilani al posto di uno spento e mai nel gioco Montolivo. Con la qualificazione già in tasca, l’unico obiettivo è quello di uscire dal Marakana senza subire una sconfitta.

 

All’82’, complice la momentanea inferiorità numerica dei serbi, Rossi e Giovinco cercano di approfittarne sfondando in area: uno-due tra i due “mini” attaccanti che, al momento del tiro in porta, vengono fermati da Subotic.

 

Nel finale i serbi attaccano in modo più disordinato e non riescono più, fortunatamente per noi, a creare problemi alla retroguardia Azzurra. Il pareggio consente all’Italia, già qualificata alla fase finale di Euro 2012, di mantenersi in vetta a quota 23, mentre i padroni di casa salgono a 15 e, per poter accedere ai playoff, dovranno vincere martedì contro la Slovenia.

Matteo Torti

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