Crisi Inter, altro ribaltone sulla panchina neroazzurra?

Era solo un mese fa che avevamo parlato dell’insediamento di Claudio Ranieri sulla panchina neroazzurra e, a differenza di altri, avevamo sostenuto che qualora la società non lo avesse prontamente supportato, prima di Natale ci saremmo ritrovati a sfogliare la rosa dei papabili sostituti del tecnico testaccino. Il momento, nonostante non lo si voglia ammettere, sta per arrivare.


RANIERI & GASPERINI: POCA DIFFERENZA – Un punto conquistato dal primo contro Palermo, Roma e Novara e tre conquistati dal tecnico romano contro Bologna, Napoli e Catania. Ne è valsa veramente la pena di cambiare tecnico?

  • Benitez e Gasperini, cacciati inesorabilmente dallo spogliatoio prima e da Moratti poi, probabilmente si stanno sfregando le mani vedendo la situazione nella quale si trova, ad oggi, Ranieri.
  • Tre punti conquistati in tre partite, in campionato, ed una vittoria ottenuta in Champions League, non sono certo i risultati sperati dal presidente neroazzurro nel momento in cui ha deciso il divorzio dal tecnico ex Genoa.
  • Ma allora cosa potrebbe accadere? Dopo l’insidiosa trasferta di Champions contro il Lille, il tecnico testaccino dovrà affrontare, in sei giorni, Chievo in casa, Atalanta a Bergamo e Juventus a San Siro.
  • Proprio il match contro i bianconeri potrebbe essere il crocevia, non tanto della stagione neroazzurra, quanto piuttosto del futuro interista di Ranieri.
  • L’agonismo tra Inter e Juventus, da sempre molto accesso, si è acuito a seguito della vicenda Calciopoli-bis; la sfida, proprio per questo motivo, si presenta ancora più importante e significativa del derby contro i cugini milanisti. Ranieri è obbligato a vincerla poiché una eventuale brutta figura potrebbe costargli caro.


UNA SQUADRA PIATTA – I 31/36 anni di età media tra gli undici titolari mandati in campo dall’Inter nella trasferta di Catania sono un dato che lascia poco spazio all’immaginazione.

  • Fatta esclusione per i “giovani” Nagatomo, Muntari e Pazzini, i restanti otto giocatori scesi in campo dall’inizio sono ben oltre i trent’anni e, come ovvio che sia visto le numerose stagioni alle spalle, sono piuttosto usurati fisicamente.
  • A differenza di quanto accadeva due o tre anni fa, quando l’Inter ha vissuto il massimo splendore dell’era post-Calciopoli, il centrocampo composto da Cambiasso, Stankovic e capitan Zanetti non riesce a supportare una difesa che con le primavere in più di Maicon, Lucio, Samuel e Chivu ha perso brillantezza e lucidità nei momenti chiave. Inoltre l’assenza di un campione del calibro di Eto’o rende difficile all’Inter vincere quei match difficili che, in precedenza, venivano portati a casa grazie alla giocata del singolo.
  • Ad oggi chi potrebbe mettere a segno questa “giocata del singolo”? Alvarez? Coutinho? Obi? Muntari? Milito? Pazzini? L’unico sembra essere Sneijder che però, come sempre, fatica a trovare una discreta continuità fisica.
  • Ed è inevitabile questo declino visto che, anche gli innesti dell’ultima sessione di calciomercato, non hanno dato dimostrazione almeno fino ad ora, di essere giocatori da Inter: Jonathan corre ma conclude poco, Poli non si è ancora visto e Castaignos ed Alvarez, presentati come gli eredi di Henry e Kakà, sembrano più adatti per il torneo di Viareggio, magari con Coutinho.


E IL FUTURO? – Le ultime due sconfitte, contro Napoli e Catania, hanno mostrato tutti i limiti strutturali di questa squadra che, anche il buono e gentile Ranieri, non può risolvere in qualche settimana.

  • Tredici gol subìti in solo sei match sono troppi per una squadra che vuole ambire allo scudetto; specie se si considera che nell’ultimo scudetto, il Milan, ha preso meno del doppio delle reti attuali dell’Inter, 24.
  • Oltre ad essere la peggiore difesa del campionato, la squadra di Gasperini prima e Ranieri poi ha messo assieme la magrezza di otto reti; tolte le tre inutili contro il Palermo e quelle vane di Novara e Catania, all’attivo resta solo il tris calato in quel di Bologna all’esordio di Ranieri.
  • L’anno scorso il super offensivista Leonardo ha concluso con una media gol incassati pari a 1,22; praticamente la metà di quella messa assieme da Gasperini e dal difensivista Ranieri.
  • C’è poi da considerare la differente forza offensiva: la mancanza di Eto’o si fa sentire, l’evanescenza di Milito e Forlan è preoccupante ed il buon Pazzini, se non gli arrivano i cross, fatica a far male alle difese avversarie.


LILLE: UNA TRASFERTA DA NON SOTTOVALUTARE – Per l’Inter di due anni fa la trasferta di Lille sembrava poter essere abbordabile mentre, nelle condizioni attuali, sembra un muro piuttosto difficile da superare.

  • I campioni di Francia uscenti nell’ultimo turno hanno vinto 3 a 1 in trasferta contro l’Auxerre ed occupano la quarta posizione nella Ligue 1. In dieci partite hanno totalizzato 19 punti, soltanto uno in meno della big Lione. All’attivo hanno 18 gol fatti ed 11 subìti.
  • Un trend di questo tipo mette paura ad un’Inter che, ancora una volta, dovrà fare i conti con gli indisponibili: Forlan tornerà a metà novembre, Thiago Motta è un dubbio costante, Cordoba non è inserito nella lista Champions e Samuel si rivedrà, al più, nel match contro la Juventus.
  • Gli unici motivi per i quali sorridere sono il rientro di Julio Cesar e del fantasista Sneijder; sarà l’olandese a doversi caricare sulle spalle una squadra avulsa e piatta e cercare di fornire quanti più assist possibili alle due punte, verosimilmente Zarate e Pazzini.
  • In difesa, gli infortuni di Samuel e Ranocchia e l’indisponibilità di Cordoba, potrebbe dar seguito all’esordio da titolare del giovane Caldirola di fianco a Lucio, non migliorando di certo la già precaria situazione arretrata.
  • A centrocampo ancora straordinari richiesti al duo Cambiasso & capitan Zanetti: un tour de force che non sta producendo altro che effetti negativi: difesa non protetta ed attacco non supportato.


RANIERI: ATTENTO AL FUTURO – Lille, Chievo, Atalanta e Juventus diranno veramente quale sarà il futuro di Ranieri sulla panchina neroazzurra.

  • La trasferta di Lille, dopo l’iniziale sconfitta con il Trabzonspor, è già decisiva: uscire dalla Francia senza aver ottenuto almeno un punto significherebbe complicare, e non poco, la possibilità di qualificarsi alla fase finale della Champions League.
  • E non è da sottovalutare il tris ravvicinato del campionato: tre match in sei giorni che potrebbero catapultare l’Inter nelle zone che le competono o che potrebbero affossarla ulteriormente provocando l’ennesimo ribaltone.
  • In tutto questo contesto stride il silenzio della società: Ranieri, stai attento. Presto potresti finire sulla graticola.


MORATTI, SMOBILITARE NE E’ VALSA LA PENA?

  • Concludiamo con uno spunto: tutta questa volontà di smobilitare i campioni e risparmiare nei sostituti, non porterà Moratti a perdere ancora più soldi di quanti ne avrebbe spesi confermando Eto’o o sostituendolo a dovere?
  • Una mancata qualificazione alla fase finale di Champions ed un’eventuale non approdo a quella dell’anno prossimo, infatti, potrebbe costare all’Inter un mancato introito di 60-80 milioni di euro.
  • Ai posteri, o meglio, ai lettori,gli ardui commenti.


Matteo Torti

2 COMMENTI

  1. Ora che l’onda lunga di farsopoli si è esaurita il morattone è tornato ad essere il vero problema di questo gruppetto di poveri disgraziati che vivono nell’utopia di vincere ancora qualcosa, ma senza rubare per loro non c’è scampo

  2. la cosa peggiore è che le varie richieste di risarcimento che pioveranno a breve lasceranno poche possibilità di buttarsi in spese folli (quindi addio ai vari messi, mourinho e benquerenqua…)

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