Intervista a Dino Meneghin, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro

Milano – “Un grande campione deve essere prima un grande uomo”, parola di Dino Meneghin. In occasione della presentazione della sua biografia, “Passi da Gigante“, presso la sala delle conferenza de “la Feltrinelli” di Piazza Piemonte a Milano,  il presidente della FIP ha ripercorso le tappe più significative della sua gloriosa carriera. Non esaltando i suoi successi e  le sue prestazioni, ma mettendo in risalto quelle qualità che hanno fatto di Dino Meneghin un esempio per tutti: l’essere uomo prima di essere un campione.

 

I 12 scudetti, le 7 Coppe Campioni, la Coppa Korac e, soprattutto, l’oro Olimpico di Francia ’83, sono passati in secondo piano, perchè il messaggio trasmesso dal numero uno della FIP è rivolto ai giovani che si avvicinano alla pallacanestro.

 

“Non arrendersi mai, superare gli ostacoli, essere determinati”, questo è il credo di Dino Meneghin. Quei valori che lo hanno portato in alto, superando le difficoltà che contraddistinguono il cammino di tutti gli uomini. Sottolinea in particolare un aneddoto dei tempi delle juniores “quando ero ragazzo agli allenamenti il coach mi chiedeva se avessi fatto i compiti prima di entrare in campo, io risposi di si ma non ero stato tanto convincente”, vale a dire che coniugare lo sport e la scuola è la prerogativa principale per i ragazzi. Puntare tanto sui settori giovanili, sul mini-basket. Oggi, come sottolinea Meneghin, “sono pochi i giocatori italiani che vengono valorizzati. Bisogna puntare di più sulla crescita dei ragazzi e lanciare i più meritevoli nel basket che conta.”

 

Il tema giovani e sport, è l’argomento dominante durante la conferenza stampa, ma c’è spazio anche per i ricordi con i compagni di “viaggio”. Presenti alla conferenza ospiti illustri, da coach Dan Peterson a Massimo Lucarelli. Quest’ultimo dice di aver invidiato Meneghin ai tempi di Varese: “Come giocatore lo invidiavo perchè era determinato, non si arrendeva mai. Sapevo che sarebbe diventato grande – continua Lucarelli – al di là del campo. Ricoprire la carica di Presidente della Federazione è il giusto tributo per un grande uomo di basket.”

 

Infina, dopo oltre un’ora di conferenza tra battute e aneddoti con gli ex compagni, Meneghin sottolinea il fatto di essere amareggiato per non aver potuto misurarsi con i campioni dell’NBA: “L’unico rammarico che porto dietro è il fatto di non aver potuto giocare e confrontarmi con i campioni del basket d’oltreoceano. La chiamata dei New York Knicks – prosegue Meneghin –  arrivò quando ero infortunato al menisco e non me la sono sentita di rischiare questa avventura.”

Giovanni Parisio

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