Tevez al Milan a gennaio, l’argentino vicinissimo alla società rossonera, dettagli

Carlitos Tevez, classe 1984, rappresenta la mina vagante del mercato di riparazione di gennaio. L’argentino si trova in patria ed ha rotto definitivamente con il suo, ormai ex, club: il Manchester City di Roberto Mancini e, soprattutto, dello sceicco Mansur bin Zayd Al Nahyan che, dopo diverse controversie legali, sembra pronto a venderlo. In pole position, in Italia, c’è il Milan di Silvio Berlusconi, tornato saldamente in sella dopo le note vicende politiche.

 

CARLITOS TEVEZ: SCOPRIAMOLO ASSIEME – Nato a Ciudadela (Argentina) il 5 febbraio del 1984 è un attaccante potente ed agile in grado di agire sia da prima punta che da seconda. Tra i suoi punti di forza, oltre al tiro potente, troviamo la resistenza e la capacità, oltre che la bravura, di agire sull’intero fronte offensivo.

  • Cresciuto nelle giovanili degli All Boys, Tevez si aggrega alla Primavere del Boca Juniors a soli 13 anni. Esordisce in prima squadra il 21 ottobre del 2001 contro il Talleres de Còrdoba all’età di 17 anni.
  • Tra il 2001 ed il 2004, con la squadra argentina, mette assieme 75 presenze siglando già 26 reti; uno score niente male per un non ancora ventenne. Qui vince il campionato argentino di apertura (2003), la Copa Libertadores e la Coppa Intercontinentale contro il Milan (2003) e la Coppa Sudamericana.
  • Nel 2004 si rende protagonista del trasferimento più costoso della storia del calciomercato sudamericano: passa al Corinthias per 20 milioni di dollari. In due stagioni realizza 31 reti in 53 partite ed alza al cielo un Campionato Brasiliano.
  • L’anno seguente, nell’agosto del 2006, l’argentino abbandona i compagni del Corinthias e fa di tutto per trasferirsi in Europa dove lo abbraccia il West Ham. A Londra vive una stagione travagliata chiusa con solo 7 centri a fronte di 26 partite.
  • Nel 2007, a soli 23 anni, arriva l’occasione d’oro: arriva la chiamata di Sir Alex Ferguson e del Manchester United; con i Red Devils esordisce il 15 agosto contro il Portsmouth e mette a segno il primo gol un mese dopo contro il Chelsea. Qui vive un’annata strepitosa: 19 gol in 48 partite e bacheca riempita dal successo nella Premier League e dalla Champions League (dove segna 5 reti).
  • Il 13 luglio del 2009 approva al City di Manchester per poco più di 30 milioni di euro; Mancini ne fa il bomber offensivo e lui ripaga il tecnico di Jesi con 29 marcature in 42 partite. L’anno dopo replica: sono 24 le reti in 43 presenze.
  • La stagione in corso, invece, inizia male: è il 27 settembre quando Mancini lo invita ad entrare in campo nella gara di Champions contro il Bayern. L’Apache rifiuta ed il tecnico, al termine del match, dichiara apertamente che non farà più scendere in campo l’attaccante che, si rifugia nella propria terra.

 

MILAN: CHE OCCASIONE – A 27 anni di età e con un futuro ancora tutto da scrivere, per Carlitos Tevez sembra essere arrivato veramente il momento di mettere la testa a posto. Quale miglior club per farlo se non il Milan?

  • Quello che fino a qualche settimana fa era solamente un sogno di mercato dei tifosi rossoneri, ieri, è diventato realtà: Kia Joorabchian, agente dell’argentino, è arrivato nella sede di via Turati dove ad attenderlo c’era Adriano Galliani.
  • Il vero nodo è rappresentato dall’ingaggio del 27enne: 8 milioni di euro sono troppi per le casse rossonere ed, anche se si tratterebbe di un prestito semestrale, la società rossonera, forte della volontà del City di cederlo, starebbe trattando per pagare solamente il 60% degli emolumenti percepiti dalla punta.
  • L’idea che è balenata in testa al duo Berlusconi-Galliani è quella di portare a Milanello il “focoso” attaccante argentino ripetendo l’operazione Ibrahimovic: spalmare il riscatto, fissato a 18/20 milioni di euro, su 3 o 4 anni e definire un prestito oneroso per il primo semestre del 2012 sulla base di 5 milioni di euro.
  • Dopo due ore di trattativa, il manager di Carlitos è uscito dalla sede senza rilasciare dichiarazioni ma, con ragionevole certezza, si può definire che le trattative per far vestire a Tevez la casacca rossonera sono partite.

 

CARLITOS: IL NUOVO SHEVCHENKO? – Forza fisica, grande mobilità, agilità, capacità di saltare l’uomo, tiro potente, voglia di lavorare per la squadra, ruolo da prima o seconda punta. Carlitos Tevez sembra poter essere, realmente, l’erede dell’ucraino Andrij Shevchenko.

  • La punta argentina, non potendo disputare la Champions League, arriverebbe per far rifiatare Robinho ed Ibrahimovic in campionato e permettere al duo brasil-svedese di concentrarsi al meglio per la Coppa dalle grandi “Orecchie”.
  • L’idea dei rossoneri, che lo tessererebbero come extracomunitario, sarebbe quella di portarlo, come successo con Cassano la scorsa stagione, addirittura nel ritiro di Dubai per poterlo rimettere in forma e permettergli di scendere in campo verso la fine del mese di gennaio.
  • E già si sprecano i commenti ed i sogni di chi si immagina l’argentino in coppia con Ibrahimovic: una coppia stratosferica che tutta Europa è pronta ad invidiare.

 

TEVEZ – MILAN: LE CONFERME – E le conferme della trattativa tra Carlitos Tevez ed il Milan arrivano direttamente dal procuratore dell’argentino e da Piersilvio Berlusconi:

  • L’agente iraniano del giocatore del Manchester City sentenzia così: “Ho sentito Carlos e sarebbe contento di venire in Italia. Abbiamo parlato con il Milan i grandi club italiani ci interessano. Tevez vuole giocare in un grande club”.
  • Dice la sua anche Piersilvio, figlio del presidente Berlusconi: “Tevez è un campione,  mi piace davvero ma credo che la rosa al momento possa andare bene anche così”.

 

TEVEZ AL MILAN? ATTENTO PATO – Chi sicuramente non è contento della trattativa intavolata dalla dirigenza rossonera è Alexandre Pato.

  • Il brasiliano è chiamato ad una prova di forza, di maturità e di contuinità nella seconda parte della stagione; con l’assenza di Cassano ed i continui guai fisici di Inzaghi, il giovane brasiliano dovrà riuscire a migliorare l’intesa con Ibrahimovic ed a ritagliarsi un ruolo importante all’interno della rosa rossonera.
  • Se il campo o, come successo spesso con il “Papero”, l’infermeria non dovessero portare a questi risultati, la dirigenza di via Turati potrebbe anche dare avvio alla sua cessione, illustre si ma fino ad un certo punto.
  • Se è vero che: “Quando gioca segna”, c’è anche da dire, essendo Pato spesso oggetto di guai muscolari, che: “Quando non gioca non segna”. Ed è questo ciò che preoccupa maggiormente i vertici del Diavolo: ad ora Pato non può rappresentare il perno sul quale fondare una squadra, diversamente da quanto accaduto con Ibrahimovic.

 

Matteo Torti

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