Trofeo TIM: trionfa l’Inter, Juve 1-0 e Milan 2-1 messi al tappeto

Bari – Il calcio d’estate regala la ” prima serata di gala” al San Nicola di Bari. Inter, Juventus e Milan hanno dato vita al Trofeo Tim. Giunto alla dodicesima edizione, la rassegna estiva regala i primi spunti della stagione che verrà. Le principali contendenti al titolo finale cominciano a studiarsi in tre mini-gare da 45 minuti.

Orfane dei reduci da Euro 2012, da Pirlo a Buffon, passando per Sneijder, Montolivo e Marchisio, Inter,Milan e Juventus hanno dato comunque spettacolo, mettendo in vetrina qualche giovane interessante. Longo, Mbaye, Belec, Masi, Leali, Ganz, Pazzagli e De Sciglio, questi i ragazzi sotto la ” lente d’ ingrandimento ”  dei rispettivi allenatori.

Senza Del Piero, ex bandiera bianconera, Ibra e Thiago Silva passati al PSG, gli “esodati” Julio Cesar, Maicon e Stankovic, il Trofeo Tim mantiene, comunque, il fascino di sempre,  soprattutto in virtù degli intrecci di mercato che hanno caratterizzato i giorni precedenti la manifestazione e che potrebbero colorire il mese di Agosto con ulteriori colpi di scena.

Da Lucio che affronta la sua ex squadra, a Matri che potrebbe abbracciare Allegri in questi giorni, dopo la crescita a Milanello e le stagioni al Cagliari sotto la guida del “Conte Max”, senza dimenticare la situazione Pazzini che vede sia Juve che Milan alla finestra a seguire gli sviluppi della vicenda legata al “Pazzo”.

Nel segno di “Cou” – Inter – Juventus è la prima sfida della serata. I campioni d’Italia bianconeri con l’organico rimaneggiato in virtù delle assenze post-Europeo, scendono in campo con Storari in porta, difesa a tre composta dall’ex di turno Lucio, Caceres ed il giovane Masi. De Ceglie e Lichsteiner sulle corsie esterne, Asamoah, Vidal e Marrone in mezzo, Matri e Quaglarella in attacco.

Stramaccioni risponde con Handanovic tra i pali, Jonhatan, Chivu, Ranocchia ed il giovane 17enne Mbaye sulla linea difensiva a quattro. Guarin, Cambiasso Capitan Zanetti sulla mediana. Palacio e Coutinho dietro l’unica punta Diego Milito.

Partita vivace. Le squadre, nonostante le numerose assenze e le gambe appesantite dai carichi di lavoro di preparazione, danno vita a quarantacinque minuti piacevoli. Avvio di gara equilibrato ed intenso. La banda Stramaccioni comincia subito a buon ritmo trovando il gol all’ undicesimo minuto con Coutinho. Clamoroso svarione dell’ ex Lucio (due errori su due uscite in maglia bianconera) su assist di Milito che spiana la strada a Coutinho abile a tu per tu con Storari a piazzare un diagonale sul palo lungo.

Dopo il vantaggio nerazzurro la Juve prova a reagire alzando il ritmo ed il baricentro. Meglio i bianconeri sul piano del gioco ma poche occasioni gol. La diga eretta davanti Handanovic non consente alla formazione di Conte di avere particolari chance per pervenire al pareggio. L’unica capita sui piedi di Quagliarella che batte a colpo sicuro trovando, però, la prodigiosa deviazione dell’estremo difensore nerazzurro. Finisce 1-0 in favore dell’Inter.

Top e Flop – La prima gara del Trofeo Tim offre spunti interessanti da ambo le parti.  Coutinho decide la gara e si mette in mostra con qualche buona giocata. Bene i giovani Mbaye (Inter), Masi (Juve). Ranocchia sembra rigenerato dalla “Strama-cura”: autoritario, preciso e sicuro. Lucio è sicuramente il Top of the Flop del match. Errore grave, anche dovuto dal cattivo manto erboso del San Nicola, ma un giocatore della sua esperienza avrebbe potuto leggere meglio sia la traettoria della palla che un eventuale rimbalzo fasullo. Palacio in ombra, non ha ancora assimilato i movimenti del nuovo sistema di gioco nerazzurro.

Decide Vucinic – Il secondo match vede il Milan affrontare la Juventus, uscita sconfitta dal primo confronto con l’Inter. Conte cambia qualche pedina rispetto la prima partita, schierando Pepe a destra e Ziegler a sinistra. Padoin al posto di Marrone in mezzo Boakye e Vucinic in attacco. Per il resto formazione uguale ai primi quarantacinque minuti.

Allegri, orfano di Ibra e Thiago Silva ceduti al PSG, Montolivo ancora in vacanza, manda in campo Amelia tra i pali, De Sciglio, Yepes, Bonera e Taiwo a formare la difesa a quattro. Emanuelson, il neo arrivato Traorè ed Ambrosini a centrocampo. El Shaarawi-Boateng dietro l’unica punta Robinho.

Ritmi condizionati dalla precaria lucidità dei giocatori di entrambe le formazioni. La Juve, comunque, mostra una miglior forma rispetto alla compagine allenata da Allegri. Vucinic sfiora il gol dopo cinque minuti di gara, ma la sua conclusione da posizione defilata termina di poco a lato.

Ritmo lento dei rossoneri, Boateng predica nel deserto. Pepe è il più vivace per la banda Conte. L’esterno bianconero dopo un’azione personale batte a rete trovando la deviazione in scivolata di Yepes. Proteste del numero sette bianconero per un presunto tocco di mano del difensore colombiano. Esordio in maglia bianconera del giovane Leali tra i pali al 26mo minuto.

Rigore in favore della Juve che arriva dopo qualche istante. Ingenuo tackle di Traorè in area che stende Vucinic e regala la massima punizione ai bianconeri:lo stesso montenegrino trasforma spiazzando Amelia.

Milan pericoloso al 40′ con Kevin Prince Boateng: la sua conclusione della distanza viene deviata dal giovane Leali, chiamato in causa per la prima volta nel match. Robinho raccoglie la palla vagante al limite dell’area ma spara abbondantemente a lato. Lo stesso brasiliano sciupa una ghiotta chance nei minuti di recupero, bravo Lucio a recuperare sull’attaccante rossonero. Finisce 1-0 in favore della Juve.

Guai in vista per Antonio Conte: Vucinic e Pepe hanno lasciato anzitempo il terreno di gioco per fastidi muscolari, mentre Caceres è vittima di un trauma distorsivo al ginocchio destro.

Top e Flop – Gara dal ritmo basso e dalle poche emozioni. Juve e Milan non ancora al top non danno vita ad una gara con spunti importanti. Pepe ha giocato una buona partita, dando vivacità sulla corsia destra. Vucinic decide la gara dopo una prestazione abbastanza convincente. La formazione di Allegri ha tanto da lavorare, soprattutto in attacco dove Robinho è inesistente e quando chiamato in causa particolarmente impacciato. Traorè macchia la prestazione con il fallo da rigore.

Nel segno di Palacio – Gli ultimi 45 minuti del trofeo Tim regalano il primo Derby milanese tra Inter e Milan. La banda Stramaccioni già in forma Europa League. Il tecnico romano mischia le carte schierando un atipico 4-2-3-1 con Blec tra i pali, Capitan Zanetti, Chivu, Silvestre e Mbaye in difesa. Guarin e Cambiasso a far da diga davanti la difesa. Nagatomo, Palacio e Coutinho dietro Milito.

Risponde Allegri con Amelia, Antonini nelle vesti di capitano, Acerbi e Albertazzi centrali, Mesbah a sinistra. Traorè ed il giovane Cristante in mezzo, Boateng, Valoti ed El Shaarawi a supporto dell’unica punta Ganz, figlio d’arte.

Rossoneri che partono meglio dei “cugini”. Dopo solo tre minuti di gioco Boateng testa i riflessi di Vid Belec dalla distanza costringendo il portiere nerazzurro alla deviazione in angolo. Inter non al 100% che non riesce a rendersi pericolosa.

Milan in vantaggio al minuto 14 grazie ad El Shaarawi che approfitta di una leggerezza di Chivu, simile all’errore di Lucio, per battere Belec: 1-0. Primo gol subito nel pre-campionato dalla formazione allenata da Stramaccioni. Lo stesso rumeno prova a farsi perdonare con un calcio di punizione, ma la conclusione termina sul fondo.

Entra in campo al 20′ anche il giovane Pazzagli, figlio dell’ex numero 12 rossonero degli anni ’90, che rileva Amelia tra i pali rossoneri.  L’Inter, dopo una gara sottotono, agguanta il pareggio grazie al colpo di testa perentorio di Fredy Guarin che al 24′ batte Pazzagli su pregevole assist di Palacio.

Al 34′ i nerazzurri ribaltano il parziale grazie ad un ispirato Rodrigo Palacio. Imbeccato da Cambiasso, dopo una punizione battuta velocemente, l’argentino supera in velocità Acerbi e batte Pazzagli con un preciso diagonale: 2-1 per la formazione di Stramaccioni che fà della velocità in ripartenza la propria arma in più.

I rossoneri nel finale provano generosamente a pareggiare, ma l’Inter difende bene evitando ogni pericolo. La gara si chiude con il punteggio di 2-1 in favore della formazione di Stramaccioni che conquista l’ ottavo successo nel trofeo Tim.

Top e Flop – L’ultima gara del trofeo Tim regala un rigenerato Rodrigo Palacio. L’argentino dopo i 45 minuti in ombra contro la Juve, cambia decisamente ritmo, rivelandosi decisivo ai fini del risultato e del gioco nerazzurro. Gol e assist, segnali di ripresa. Chivu impreciso: errore grossolano sul gol di El Shaarawi. “Il Faraone” rossonero, come Boateng, si mette in mostra nella formazione di Allegri. Milan, però, ancora cantiere aperto.

Curiosità – Dopo la rete del vantaggio rossonero nel derby contro l’Inter, a bordo campo si è giocata un’altra partita: i General Manager impegnati a calcolare l’età media dei giocatori delle rispettive squadre. Questo perchè con i rossoneri in vantaggio per 1-0, a parità di punti in classifica e parità nella differenza reti, avrebbe vinto il trofeo la squadra più giovane. Guarin poco dopo scioglie ogni dubbio portando l’Inter davanti a tutti.

Giovanni Parisio

Foto Sky.it

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