Inter – Vaslui 2 a 2 Europa League playoff, risove Guarin al 92’

Milano – All’Inter di Stramaccioni piace rischiare. Anche contro il Vaslui i nerazzurri soffrono fino all’ultimo tenendo in bilico la qualificazione. Forti del risultato dell’andata, 2-0 in Romania, maturato la scorsa settimana, l’undici meneghino appare rilassato soprattutto nel primo tempo. La grinta e la fame di vittorie chiesta dal tecnico romano, vengono meno nella prima frazione, salvo poi migliorare nel secondo tempo nonostante l’inferiorità numerica.

 

Tuttavia l’Inter porta a casa la qualificazione, obiettivo primario alla vigilia della gara. Come attenuante si può menzionare la mancanza di pedine fondamentali soprattutto a centrocampo. Mudingay infortunato, Gargano e Pereira non disponibili in quanto non figurano nella lista UEFA, Guarin a mezzo servizio che parte dalla panchina e Maicon che saluta Milano per approdare al City.

 

Elementi che costringono Stramaccioni a ridisegnare la squadra inventando la mediana, utilizzando un turnover forzato. Nella gara odierna è emerso un altro segnale importante: manca il vice-Milito.

 

Rodrigo Palacio, autore di una prova generosa ma spesso fuori dal gioco, non può fungere da prima punta, soprattutto quando di fronte trova una difesa che fa della fisicità il proprio punto di forza. Tanto meno se la squadra non supporta l’argentino con il gioco palla a terra.

 

In difesa, Walter Samuel non in perfette condizioni fisiche, va spesso in difficoltà. Il rigore scaturito dal fallo di Castellazzi su Antal, è frutto di un fuorigioco fatto male dall’argentino, che tiene in posizione regolare l’esterno alto del Vaslui. Juan Jesus e Silvestre hanno disputato una buona gara, così come Jonhatan.

 

IL SALUTO DI JULIO – Sette anni di vittorie. Sette stagioni in cui si è sentito a casa, amato e ben voluto da tutti. Julio Cesar, fresco di passaggio al QPR, ha salutato il proprio pubblico e la squadra, prima del calcio d’inizio. Momenti commoventi per l’ex numero uno nerazzurro che, con una lettera di ringraziamento alla squadra, alla società ed ai tifosi, ha fatto commuovere San Siro e tutti i cuori nerazzurri.

– Qualche lacrima anche sul volto dell’Acchiappasogni, il quale lascia “casa” Inter per approdare in Premier League. Sullo sfondo, intanto, la proiezione delle migliori parate del portierone brasiliano e le foto dei trionfi nerazzurri delle stagioni passate. Tanti applausi, cori e qualche striscione di ringraziamento.

 

VALIGIE PRONTE ANCHE PER MAICON – Nella giornata di giovedì 30 agosto 2012, il “Colosso” ha raggiunto l’intesa con il Manchester City di Roberto Mancini, dove guadagnerà 4 milioni a stagione più bonus. Alla controparte interista andranno 4,5 milioni di euro subito, più altri due di bonus legati a presenze e risultati ottenuti dal giocatore.

 

LA GARA – Inter chiamata a conquistare la qualificazione alla fase a gironi di Europa League. All’andata Palacio e Cambiasso regalarono la vittoria alla compagine milanese. Stramaccioni, forte della precedente esperienza con l’ Hajduk, mette in guardia i suoi, chiedendo sacrificio e fame di vittoria.

– Formazione rimaneggiata: Centrocampo da ridisegnare e turnover per gestire al meglio le energie anche in virtù del fatto che domenica a San Siro arriva la Roma. Quindi davanti a Castellazzi, difesa inedita con Jonhatan a destra, tandem argentino composto da Samuel e Silvestre al centro, con l’esordiente in Europa Juan Jesus a sinistra.

– Sulla mediana, Stramaccioni inventa Nagatomo come interno sinistro, Cambiasso al centro e J.Zanetti sul centro destra. Coutinho e Cassano a supporto dell’unica punta Palacio, schierato come vice-Milito.

– La partita, che comincia sotto una fitta pioggia, non offre particolari spunti nelle fasi iniziali. Si nota la pochezza di idee della formazione nerazzurra, alla quale manca il metronomo di centrocampo. Troppi lanci, soprattutto ad opera di Samuel e Silvestre, che regalano palla agli avversari, anche perché il trio offensivo non è tra i più “pesanti”.

– Al 12’ prima occasione per l’Inter: Capitan Zanetti dribbla gli avversari come se fossero birilli e conquista una punizione al limite dell’area. Cassano pesca Samuel che di testa centra la traversa. Primi applausi dalle tribune.

– N’Doye prova dalla parte opposta ad impensierire Castellazzi, ma il piede dell’ivoriano non è dei migiori e le conclusioni si spengono in tribuna.  Coutinho alla mezzora, dopo uno scambio ravvicinato con Cassano, prova a piazzarla ma Straton è bravo a deviare in corner.

– Al 34’ arriva l’episodio chiave del match: Cambiasso perde palla, Stanciu imbecca Antal, Samuel sbaglia clamorosamente il fuorigioco, che viene steso da Castellazzi: rigore ed espulsione. Stanciu batte il neo entrato Belec per lo 0-1.

– Doccia fredda per l’Inter e gelo su San Siro: Inter che non riesce a reagire. Finisce la prima frazione con il Vaslui clamorosamente in vantaggio.

– Stramaccioni cambia le carte tra primo e secondo tempo. Fuori un Samuel irriconoscibile, dentro Fredy Guarin. Nagatomo passa a sinistra con Juan Jesus al centro della difesa. 4-4-1 con Palacio unica punta e Coutinho largo a sinistra. Inferiorità numerica e risultato da recuperare.

– Nonostante sia in dieci uomini, l’Inter cambia marcia nella ripresa. Il “sempre verde” Javier Zanetti prova a mettere paura ai romeni. Cambiasso non sfrutta una indecisione di Straton su corner di Coutinho mandando a lato.

– Guarin dà ossigeno al centrocampo e alla manovra nerazzurra. Il colombiano, al minuto ventuno, prova a sorprendere Straton dai 30 metri su calcio di punizione. La conclusione viene deviata in corner dall’estremo difensore ospite.

– Inter che prende sempre più coraggio_ la manovra viene accompagnata e supportata dai mediani ed il gioco, anche di Palacio, ne trae i benefici.

Alla mezzora arriva il pari dei nerazzurri: corner spazzato da Guarin di testa che imbecca Coutinho; il brasiliano serve Palacio in corsa il quale supera un avversario e batte Straton per l’1-1. Contropiede da manuale che in tre passaggi si conclude in gol.

– Dura poco, però, la gioia nerazzurra. Al 34’ della ripresa, su corner di Sanmartean, Belec si cimenta in un’uscita folle spianando la strada a Varela che di testa corregge in rete. 1-2 e paura che torna a San Siro. Un gol del Vaslui complicherebbe la qualificazione.

– Cinque minuti più tardi l’Inter si vede negare da Straton con un miracolo il pareggio: l’assist perfetto di Guarin per Palacio viene murato dalla mano dell’estremo difensore rumeno. Miracoloso.

L’Inter soffre, soprattutto i calci piazzati. Stramaccioni richiama Jonhatan, che precedentemente in diagonale argina Antal, per inserire Ranocchia. Più centimetri e fisicità. Nagatomo cambia ruolo per la terza volta: terzino destro.

– Nerazzurri che provano a guadagnare secondi preziosi. Palacio non ha più energie. Guarin decide di fare tutto da solo e trascinare l’Inter alla fase a gironi. Sontuoso il colombiano che recupera palla a centrocampo, punta la difesa superando Varela e al 92’ piazza un bolide alle spalle di Straton per il 2-2 finale.

Nerazzurri qualificati alla fase a gironi di Europa League dopo 90 minuti di sofferenza. Venerdì 31 agosto 2012, a Montecarlo, i sorteggi.

 

GUARIN TOP, SAMUEL FLOP: CHI HA FATTO BENE, CHI MENO – In una gara da solita Pazza Inter, ovviamente c’è chi si mette in mostra per le cose buone e chi per le meno buone.

– Di sicuro Walter Samuel, il muro del Triplete e non solo, non riesce ad entrare in condizione e la squadra ne risente. Il fuorigioco su Antal dal quale nasce lo 0-1 è l’emblema della difficoltà i questo giocatore.

– Fredy Guarin, invece, entra nella ripresa e trascina l’Inter. Recupera, imposta segna.Javier Zanetti è sempre il Trattore ed il motore della squadra. Corre e recupera palloni a non finire. Non ci sono più parole per descrivere questo giocatore.

– Palacio soffre le palle alte e spesso va fuori dalla manovra. Sigla, però, il gol del pareggio. Bene anche Coutinho nel secondo tempo, Jonathan e Juan Jesus. Da rivedere Belec: pesa il gol del 2-1 dove esce in maniera non proprio corretta.

 

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Giovanni Parisio

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