Inter, Milan e gli investitori cinesi, ecco la situazione

Chi l’avrebbe mai detto. Solamente dieci anni fa pensare che Berlusconi e Moratti, per mantenere la competitività di Milan ed Inter, avessero bisogno di liquidità aggiuntiva e di capitale freschi in entrata, era un’utopia. Ora, invece, è diventata la soluzione imprescindibile: ciclicamente tornano alla ribalta possibili contatti con gruppi americani, cordate russe, avvenenti arabi o investitori cinesi. Ed è proprio la potenzia asiatica che, in queste ultime settimane, si trova al centro di una accesa bagarre nel capoluogo meneghino. Se fino a quest’estate era l’Inter a gioire con il Dragone, ora sembra il Milan il meglio posizionato per debuttare sulla Muraglia. Vediamo tutti gli ultimi sviluppi.

 

INTER E LA CINA: IL SOGNO LUCAS E L’INCUBO BILANCIO – Era la fine di ottobre quando da Palazzo Saras vennero resi pubblici i dati del bilancio neroazzurro relativo all’esercizio 2011-12. Il risultato, pesantemente negativo, faceva registrare un rosso da 77,1 milioni di euro.

– I miglioramenti rispetto all’anno precedente, calcolati in 9,7 milioni di euro, ci sono effettivamente stati, ma l’assenza degli introiti della fase a gironi di Champions League ed il pesante mercato estivo hanno vanificato ogni altro sforzo per ridurre il deficit del Biscione.

– La direzione, quella definita dal Fair Play Finanziario di Platini, è ancora molto lontana e, anche nel prossimo esercizio, si prevede un rosso difficilmente inferiore ai 45 milioni di euro.

– La speranza, fino a quei giorni, si chiamava China Railways Construction; in realtà questa speranza aveva alimentato anche il mercato neroazzurro dell’Inter con Branca ed Ausilio intenti a cercare il colpaccio Lavezzi o Lucas, poi entrambi sfumati per l’intervento del Psg, grazie all’ipotesi dell’ingresso di capitale freschi cinesi.

 

CHINA RAILWAYS CONSTRUCTION: NIENTE QUOTE NELL’INTER – Il secondo agglomerato industriale cinese operante nel settore delle costruzioni, da lì a poco, si sarebbe dovuto occupare della costruzione del nuovo stadio interista in zona San Donato.

– Fu la stessa società, quotata in borsa a Shangai, a diffondere una nota in cui si precisava che i colloqui con la famiglia Moratti erano stati avviati unicamente per la costruzione dell’impianto sportivo e non, come detto erroneamente da molti, per l’ingresso in società.

– Il motivo è presto detto: una legge cinese prescrive che un’azienda del Paese abbia la facoltà di espandersi all’estero solamente se rispetta il proprio core business; ecco perché la costruzione dello stadio è, o era, possibile, mentre l’acquisto di quote non era e non è un’opzione percorribile.

 

LE ULTIME NEWS: TUTTO SALTATO? – I sogni di un’Inter di nuovo potente sul mercato, ipotizzati quest’estate, si sono parzialmente spenti dapprima quando si è capito che il gruppo cinese non poteva acquistare quote della società di corso Vittorio Emanuele e poi, a metà novembre, quando sono iniziate a trapelare notizie su un possibile flop dell’accordo.

– L’agenzia Radiocor, il 14 novembre del 2012, aveva così riferito: “Nelle ultime settimane, invece, sul fronte cinese – dove sono necessarie cinque autorizzazioni (ministero del Commercio, Ufficio Cambi, National Development and Reform Commission, Sasac e Consob locale) per l’operazione – le perplessità si sono moltiplicate”.

– “Le perplessità non riguarderebbero solo i soci, ma anche l’investimento in sé, che implicherebbe una copertura delle perdite fin qui con cadenza annuale, come  per l’iter burocratico per il nuovo stadio nerazzurro, che verrebbe costruito dalla stessa China Railways Construction. Anzi, a Pechino, c’è addirittura chi commenta l’intera vicenda definendola un equivoco destinato a chiarirsi nei prossimi mesi”.

– Pronta e netta la risposta proveniente dall’Inter: “Al momento non c’è alcuna trattativa con l’Inter perchè è già stata fatta e messa nero su bianco in un contratto vincolante, tuttora valido e firmato lo scorso agosto a valle di una due diligence di diversi mesi in cui i cinesi hanno condiviso il futuro piano industriale”.

 

MILAN: TI VENDO O NON TI VENDO? – Berlusconi, in estate, l’aveva detto: “Sono favorevole a nuovi investitori”. Difficile, almeno per ora, pensare però che un magnate arabo o russo che sia, possa decidere di acquistare quote nel Milan senza poter avere la maggioranza.

– Il Milan, nella classifica di Forbes, è il top club a livello italiano e, nonostante la partenza di molti importanti giocatori, presenta una valutazione che, ancora oggi, si assesta tra i 750 e gli 850 milioni di euro.

– Vendere la società in toto è un’opzione che non piace a Berlusconi e che difficilmente si può avverare. Trovare dei soci che subentrino e che, con il passare degli anni, possano acquisire il pacchetto di maggioranza è l’idea più credibile, ma non facilmente realizzabile.

– Negli ultimi mesi, più di una volta, si è affiancata la galassia Mediaset con quella araba di Al Jazeera che, nelle ipotesi dei più, sarebbe dovuta entrare nella società presieduta da Fedele Confalonieri con il vincolo, però, di occuparsi anche del Milan.

– Dopo giorni di euforia, in cui anche il titolo in Borsa ha fatto registrare clamorosi rialzi, nelle ultime ore l’ipotesi sembra essersi arenata. Di certo, invece, ci sono i dati dei primi nove mesi dell’emittente televisiva: prima trimestrale in rosso della storia con perdita secca di 88 milioni di euro, contro l’utile di 1,4 milioni di euro del periodo luglio-settembre 2011.

 

L’INCONTRO CON LIPPI E LIU YONGZHUO – Accantonato, almeno per ora, il feeling con gli arabi, è giunto il tempo dei cinesi.

– La notizia è stata lanciata nei giorni scorsi da alcuni media italiani e vede il presidente del Guangzhou Evergrande, la società cinese che allena Marcello Lippi, interessato all’universo Milan. I mediatori di questa vicenda sono i Lippi, padre Marcello e figlio Davide, procuratore già in orbita Milan per alcuni affari definiti negli ultimi anni.

– Già da tempo si parla della volontà del Milan di lanciare il proprio brand, uno dei più solidi ed importanti a livello mondiale, in Asia replicando l’idea del “local sponsors”; con questa opzione, infatti, il marchio Milan entrerebbe in Cina ed uno sponsor locale potrebbe essere associato alla società rossonera al fianco degli sponsor globali, ossia Fly Emirates ed Adidas.

– Una cosa è certa: martedì 4 dicembre 2012, la delegazione cinese capeggiata da Liu Yongzhuo, farà visita al Milan in occasione della sfida di Champions League contro lo Zenit; l’obiettivo, secondo alcuni, è quello di analizzare l’organizzazione societaria del Milan per poi replicarla in Cina mentre, per altri, è la conferma di una possibile partnership tra il club di via Turati e Liu.

 

I BUONI PROPOSITI – In ottica Milan, delle interessanti conferme arrivano da Davide Lippi, figlio e procuratore del ct Marcello: “C’è la volontà di conoscerci, il presidente (Liu Yongzhuo, ndr) verrà in Italia. Sicuramente ci sarà un incontro con Galliani, non so se ci sarà anche Berlusconi. Intanto ci conosciamo, poi non è escluso che possa nascere dell’altro”.

– Farà piacere ai tifosi rossoneri che, nella mattinata del 15 novembre 2012, quando Milan Channel ha letto la notizia del flirt tra cinesi e rossoneri, non sia stata pronunciata alcuna smentita. La speranza aumenta.

 

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