Milan 2013 – 14: Allegri rischia l’esonero; analisi e tour de force in arrivo con Udinese, Barcellona, Parma, Lazio, Fiorentina, Barcellona e Chievo

Milan_Calcio_Logo“Certamente non è un bel momento, la pausa è salutare”. Laconico il commento rilasciato da Adriano Galliani lunedì 7 ottobre fuori dalla Lega Calcio. L’ad rossonero non è sembrato sereno e tranquillo come sempre e questa sensazione non sarà certamente passata dopo aver visto la pessima figura fatta dal Milan in amichevole contro il Caen, squadra militante nella seconda divisione francese. I troppi gol subiti e la totale assenza di gioco preoccupano ed anche gli infortuni, solitamente considerati come un’attenuante, sembrano essere diventati un capo d’accusa per Allegri. Il tecnico livornese, per ora, non è sulla graticola; l’anno scorso dopo un avvio simile ha saputo risollevare la squadra, ma ora il Milan vede all’orizzonte tre settimane di ferro. Analizziamo la situazione.

 

LA METAFORA DELL’ICEBERG – La sconfitta per 3 a 2 contro la Juventus è solamente la punta dell’iceberg di questo inizio di stagione.

– Confondere la stizza di Galliani causata dalla stangata di Tosel al Milan, specialmente sul discorso “porte chiuse per Milan – Udinese”, con il congelamento dei rapporti con Allegri sarebbe un errore. Sono due cose diverse e vanno tenute distinte.

– L’ad, però, non può far finta di niente di fronte ad un inizio di stagione shock. Difesa che fa acqua da tutte le parti, equilibrio della squadra assente, troppi infortuni, nervosismo dilagante e mancanza di concentrazione.

– Sul capitolo gioco l’unica attenuante per Allegri. Gli è stato imposto il cambio di modulo, dal precedente 4-3-3 all’attuale 4-3-1-2, ma il tecnico livornese non ha ancora avuto a disposizione un trequartista di ruolo. Contro l’Udinese, sabato sera, rientrerà Kakà; si dovrà vedere un deciso cambio di ritmo.

 

IL CONFRONTO RISPETTO AL 2012 – Qualcuno potrebbe anche dire che, tutto sommato, il Milan 2013 non ha fatto altro che ripetere quanto fatto nella scorsa stagione.

– Alla settima giornata della stagione 2012/13 trovavamo i rossoneri a 7 punti in classifica, mentre ora ne hanno 8. Migliorati anche i gol fatti: 13 contro 7. Peggiorati, invece, le reti subite: anche in questo caso 13 contro 7.

– C’è una “piccola” differenza. Il Milan versione 2012/13 veniva da un’estate, sportivamente parlando, catastrofica: vendita di Thiago Silva ed Ibrahimovic e partenza di molti senatori: Zambrotta, Nesta, Seedorf, Gattuso ed Inzaghi.

– Insomma, era una squadra smembrata; priva di anima. Con diversi giocatori acquistati in extremis, vedasi De Jong, Bojan e Pazzini e con altri, Zapata, Constant e Montolivo, che dovevano ancora entrare nei nuovi meccanismi di gioco.

– Oggi, invece, abbiamo una formazione che è la stessa che nello scorso girone di ritorno ha conquistato 42 punti con 31 gol fatti e 12 subiti. I giocatori acquistati nella stagione scorsa hanno trovato i meccanismi giusti e la rosa è stata ampliata con gli arrivi di Silvestre in difesa, Poli a centrocampo, Kakà e Saponara sulla trequarti e Matri in avanti.

 

UN’ATTESA FATTA DI ILLUSIONE … – Insomma, era lecito attendersi qualcosa di meglio. Nessuno, sia chiaro, si aspettava di avere alla settima giornata 21 punti. I 14 conquistati dall’Inter, però, si.

– Anche perché i rossoneri in questi primi sette turni hanno affrontato cinque avversari agevoli come Verona, Cagliari, Torino, Bologna e Sampdoria. Passi pareggiarne una o due, ma da qui a fare 8 punti in questi cinque match proprio no.

– Prendiamo l’Inter. 14 punti su 7 giornate sono quanto ci si attendeva. Magari i tifosi avrebbero preferito evitare lo 0 a 3 patito contro la Roma, ma comunque la squadra di Mazzarri ha già affrontato quattro partite insidiose: la trasferta di Catania e le gare casalinghe contro Juventus, Fiorentina e Roma. Insomma: ha avuto un inizio più complesso del Milan.

 

… ED UN FUTURO FATTO DI INCERTEZZA – Avere 8 punti in 7 partite con un inizio così soft è preoccupante soprattutto se si guarda al futuro prossimo.

– Da sabato 19 ottobre e fino a domenica 10 novembre i rossoneri saranno chiamati a disputare sette sfide molto delicate che decideranno gran parte della stagione del Diavolo e del futuro di Massimiliano Allegri.

– Si inizia sabato 19 ottobre contro l’Udinese con l’assenza di Mexes e De Jong. Si prosegue con Milan – Barcellona di martedì 22. Poi il trittico di Serie A: trasferta a Parma domenica 27, Milan – Lazio mercoledì 30 e Milan – Fiorentina sabato 2 novembre. Poi ancora il Barcellona, al Camp Nou mercoledì 6 novembre e chiusura a Verona contro il Chievo per domenica 10.

– Un tour de force che preoccupa molto in quel di Milanello; soprattutto visto che la difesa, reparto più in difficoltà in questo inizio di stagione, sarà orfana di Mexes contro Udinese, Parma, Lazio e Fiorentina. Il posto del francese sarà preso da Bonera, ma Zapata potrebbe risentirne negativamente da questo cambio di compagno.

 

E ALLEGRI? ARRIVANO I CLASSICI “SETTE GIORNI”? – Partiamo da un assunto. Il Milan, nella gestione Berlusconi, ha imposto una linea: in corsa non si cambia mai allenatore.

– Questa regola, in oltre 27 anni di storia, è stata sovvertita solamente in quattro occasioni: nella stagione 1986/87 quando venne allontanato Liedholm per prendere Capello; nella stagione 1996/97 quando Sacchi subentrò a Tabarez; nella stagione 2000/01 quando si interruppe il rapporto con Zaccheroni per affidarsi a Cesare Maldini e, da ultimo, nella stagione 2001/02 quando dopo dieci giornate Carletto Ancelotti prese il posto di Fatih Terim.

– Nemmeno la scorsa stagione il tecnico livornese venne allontanato dopo l’inizio negativo, ma dalla nona giornata invertì decisamente rotta inanellando, fino al diciottesimo turno, 23 punti frutto di 7 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Trend proseguito poi nel girone di ritorno dove mister Allegri totalizzò 42 punti su 19 match con una media di 2,211 punti a partita.

– Con Silvio Berlusconi in altre faccende affaccendato, il futuro di Allegri sembra essere meno in bilico; le ultime voci che arrivano da Milanello dicono che il tecnico toscano si gioca tutto nelle partite contro Udinese e Barcellona. In caso di sconfitte pesanti, sono pronte due soluzioni.

– La prima vedrebbe l’olandese Frank Rijkaard, attualmente libero dopo i due anni passati da Ct dell’Arabia Saudita, al timone del Milan; la seconda, invece, spinge per la promozione in prima squadra di Filippo Inzaghi, affiancato da un tutor di lusso che potrebbe essere Giovanni Trapattoni.

 

LAVORARE, LAVORARE, LAVORARE – La pausa, l’ha detto anche Galliani, è arrivata in un momento molto delicato e si spera possa essere stata salutare per il Milan. A vedere la prestazione messa in campo contro il Caen non c’è molta fiducia per la ripresa della Serie A.

– L’anno scorso a partire dalla nona giornata c’è stata la tanto attesa inversione di rotta; quest’anno si spera che la vera stagione del Milan possa iniziare già all’ottavo turno contro l’Udinese.

– La sfida, ricordiamolo ancora, è fissata per sabato 19 ottobre alle ore 20.45.

 

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Matteo Torti

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