Crisi Milan 11 novembre 2013, si profila una stagione da metà classifica. Analisi e dettagli

Milan_Calcio_LogoSfiducia ed imbarazzo. Sono queste le parole d’ordini del post Chievo – Milan. Difficile commentare positivamente la prestazione di ieri pomeriggio; inutile parlare di Champions ed Europa League, la stagione del Diavolo non decolla e se il passo che si manterrà sarà questo, sarà difficile chiudere con più di 50/55 punti. Di seguito ‘analisi di cronacamilano.it.

 

UNA BUONA PRESTAZIONE? – “Non ho niente da rimproverare ai ragazzi – ha dichiarato Allegri poco dopo le 17.30 di ieri -, c’è solo mancato il gol. Ci sono i presupposti per far bene”.

– Sinceramente non ci sembra facile essere così ottimisti. La partita contro il Chievo ha sì evidenziato una fase offensiva volenterosa, ma nulla più visto che non si è riusciti a segnare contro una formazione che aveva subito 18 gol nelle precedenti 11 partite.

– In compenso, giusto per proseguire sulla strada del non equilibrio tattico, si sono presi diversi contropiedi e si sono regalate al Chievo diverse occasioni per andare a rete: al 16′ con Estigarribia, al 51′ con Thereau prima e Rigoni dopo ed al 73′ con la rete annullata a Paloschi. Fortunatamente il Chievo non ha nell’attacco la sua migliore arma (sono solamente 7 le reti messe a segno nelle precedenti 11 partite)

– Insomma: sembrava di vedere la classica partita di Zeman; spettacolo, ribaltamenti di fronte continui e tante occasioni da entrambe le parti. Se al posto del Chievo ci fosse stata una squadra con un attacco più concreto, siamo sicuri che il match sarebbe finito 0 a 0? Difficile, molto difficile. La sensazione è che la porta di Abbiati sia stata inviolata per carenze avversarie più che per meriti rossoneri.

 

UN PASSATO DIFFICILE … – La sconfitta per 2 a 1 contro il Verona il 24 agosto scorso non lasciava presagire nulla di buono, ma in pochi probabilmente pronosticavano un Diavolo ad un passo dalla zona retrocessione dopo 12 turni.

– 13 punti conquistati in 12 partite sono un risultato pesantemente negativo se ti chiami Milan e se in squadra puoi vantare giocatori del calibro di Abbiati, Abate, Mexes, De Jong, Montolivo, Robinho, Kakà, Matri e Balotelli.

– Lasciano per un attimo da parte le colpe e continuiamo ad analizzare i numeri. Sono solamente 3 le partite vinte in questo primo terzo di stagione; volete un po’ di ottimismo? Eccolo: sono arrivate tutte contro squadre che non sono davanti in classifica: Cagliari, Sampdoria ed Udinese.

– Anche la differenza reti è negativa: 17 gol fatti contro i 19 subiti. Tuttavia, se fino a poche partite fa il Diavolo almeno sul fronte dei gol fatti poteva stare tranquillo, ora anche la concretezza offensiva sembra latitare.

 

… ED UN FUTURO PREOCCUPANTE – Con una media a partita di 1,08 punti, 1,42 gol fatti e 1,58 reti subite è difficile, se non impossibile, pensare con fiducia al futuro.

– L’ultima posizione utile per accedere alla Champions League, la terza, dista 15 punti, mentre la quinta piazza, ossia l’ultima per accedere all’Europa League, è occupata dalla Fiorentina e dista 11 lunghezze. Un’eternità guardando alle prestazioni attuali del Diavolo.

– Dunque, cosa aspettarsi per il prosieguo della stagione e per il finale di campionato? Basandoci sui numeri possiamo ipotizzare che domenica 18 maggio, alle 23.00 circa, il Milan possa avere 50 punti, 55 punti al massimo.

– Praticamente quanto fatto da Stramaccioni lo scorso anno con l’Inter (i neroazzurri chiusero noni con 54 punti). Difficile aspettarsi di più, anche perché per arrivare a 50/55 punti vuol dire farne 37/42 nelle prossime 26 gare, ossia tenere da qui al 18 maggio una media di 1,42/1,62 punti a match. Pensate che si possa fare meglio? Noi no.

 

DI CHI E’ LA COLPA? – Analizzando una situazione di questo tipo è impossibile non soffermarsi sulle colpe. Società? Allenatore? Giocatori? Di chi è la colpa?

– La maggior parte dei tifosi rossoneri identifica Massimiliano Allegri come unico e principale responsabile. Come tutti i tecnici sanno, è evidente che se la squadra non fa punti sono loro ad essere messi sulla graticola. Per inciso, ieri Galliani ha dichiarato: “Allegri? Non si cambia” garantendo piena fiducia al tecnico.

– Altri, seguendo la tesi Barbaresca, parlano di una società allo sbando che spende i pochi soldi a disposizione per comprare giocatori dal carattere molto labile e poco utili alla squadra.

– Noi abbiamo un’idea diversa: se hai in rosa giocatori del calibro di Abbiati, Abate, Mexes, De Jong, Montolivo, Robinho, Kakà, Matri e Balotelli (escludiamo El Shaarawi in quanto non si è mai visto), non puoi inanellare prestazioni come queste. Ergo: la colpa principale è dei giocatori: inaffidabili e, forse, desiderosi di una “crisi di governo”.

 

TRA FALCHI E COLOMBE ROSSONERE: QUALI SOLUZIONI? – Se facessimo un’analisi di questo tipo senza parlare delle soluzioni saremmo populisti e poco credibili. Una cosa è certa: superare questo momento non sarà certo facile; ogni possibile soluzione può essere facilmente confutata.

1) Cambiare tecnico: è l’ipotesi che dilaga tra i tifosi rossoneri. Via Allegri e dentro un nuovo allenatore, non importa che sia Inzaghi (che verrebbe bruciato), Trapattoni (farebbe meglio?) o qualcun altro (chi?). Soluzione non da Milan e difficile da attuare visto che non ci sono nomi all’altezza. L’ha dimostrato la Juventus del pre-Conte quando ha sostituito Ferrara con Zaccheroni o l’Inter morattiana in diverse circostanze: non è cambiato nulla. Potrebbe essere una soluzione ipotizzabile solo se davanti ci fosse un nome in grado di garantire l’apertura di un nuovo ciclo, un po’ come avvenne nel novembre del 2001 con Ancelotti al posto di Terim.

2) Comprare nuovi giocatori: ipotesi che incontra i favori di chiunque, ma difficilmente realizzabile. In questo contesto il calciomercato rossonero viene fatto con il bilancino. Pensare di poter comprare 4/5 giocatori da Milan è impensabile; qualche aggiustamento è possibile (vedasi Rami ed Honda per gennaio 2014), ma mancando l’Europa è più probabile ipotizzare una cessione importante più che una serie di acquisti. Il Milan ha in squadra giocatori apparentemente di livello (Mexes, Montolivo, Robinho e Matri sono buoni esempi), ma strapagati visto l’inaffidabilità che stanno dimostrando (per loro si investono ogni anno circa 30 milioni di euro lordi di ingaggio).

3) Lavorare sulla testa dei giocatori: se si accetta l’ipotesi che il Milan abbia in rosa giocatori di un certo livello che l’anno scorso si sono dimostrati all’altezza, ma che quest’anno stanno deludendo, la soluzione più realistica per l’immediato potrebbe essere questa. Sono da recuperare mentalmente, perché attualmente sembrano non essere presenti: poca la concentrazione, scarsa la grinta, finto l’interesse per la maglia. E’ possibile? No. In altre squadre, vedasi Napoli e Juventus, farebbero meglio. Ed allora perché al Milan rendono così poco? Bisogna recuperarli. Solo così si potrà risolvere, almeno fino al termine della stagione, il problema del Milan.

 

E DOPO? LA STRADA, PURTROPPO, E’ GIA’ SEGNATA – E se si riuscisse a trovare la soluzione per arrivare degnamente a fine stagione, dopo cosa potrebbe accadere? La strada è già, purtroppo a nostro avviso, segnata.

– L’uscita di Barbara Berlusconi ha generato uno strappo difficilmente sanabile al comando del Milan. Galliani non ha lanciato nessun ultimatum, ma difficilmente (e come dargli torto) potrà accettare un suo ridimensionamento in favore della figlia del presidente o di qualche ex grande giocatore senza alcuna esperienza come dirigente.

– Di questo, però, parleremo più avanti. Ipotizzare l’organigramma del Milan 2014/15 rischia di portare i problemi su un binario certamente preoccupante, ma non di estrema attualità visto le numerose incognite che aleggiano su questa stagione.

 

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