Thohir presidente dell’Inter, Moratti onorario ed Angelomario Moratti vice presidente, ecco il nuovo organigramma neroazzurro

InterIl ventunesimo Presidente della storia dell’Fc Inter è Erick Thohir. Nel Cda di ieri è stato ratificato l’organigramma del nuovo corso neroazzurro; al comando della società di corso Vittorio Emanuele non troviamo più Massimo Moratti, rimasto solamente come Presidente onorario; il figlio Angelomario, invece, siederà nel Consiglio di amministrazione e ricoprirà la carica di Vice-presidente. Gli sviluppi della giornata di ieri.

 

L’ANNUNCIO TANTO ATTESO – Sono le 12.18 di venerdì 15 novembre 2013 quando Massimo Moratti presenta all’assemblea i nuovi soci: “Facciamo partecipare subito i nuovi soci perché oltre che amici miei sono amici dell’Inter”.

– Dieci minuti dopo arriva la notizia tanto attesa. Come si vociferava negli ultimi giorni, l’IndonesInter non vedrà Massimo Moratti come presidente; questo ruolo sarà ricoperto da Erick Thohir. All’annuncio, la sala si è lasciata andare in un lungo applauso.

– Alle 12.54, poco prima della fine della seduta, Erick Thohir ha chiesto a Massimo Moratti di rimanere come presidente onorario; l’ex patron neroazzurro non ha risposto, ma la sala gli ha tributato un lungo applauso.

– Il resto dell’organigramma è fatto; il nuovo Cda dell’Inter sarà composto da 9 persone. Oltre a Thohir, socio di maggioranza e presidente, troviamo Rosan Roeslani, Handy Soetedjo, Thomas Shreve e Hioe Isenta, Angelomario Moratti, Rinaldo Ghelfi ed Alberto Manzonetto.

 

MORATTI LASCIA CON L’AMARO IN BOCCA – Presidente o non presidente? Questo era il dilemma che ha attanagliato Massimo Moratti nelle ultime settimane. La scelta è ricaduta sulla seconda opzione.

– La consapevolezza di essere troppo ingombrante per i nuovi arrivati e la volontà di non intralciare l’attività del team indonesiano lo hanno condotto a farsi da parte. La scelta è giusta: la storia dell’Inter si lega con la famiglia Moratti; il figlio Angelomario nel Cda rappresenta una sicurezza per il futuro.

– C’è però un altro aspetto che non deve essere trascurato e che sicuramente avrà influenzato Massimo Moratti nella scelta di non accettare la carica di presidente; stiamo parlando di quello striscione esposto lo scorso sabato 9 novembre durante Inter – Livorno: “Le gioie più grandi, le sofferenze più imbarazzanti, 18 anni di gestione racchiusi in quelle 12 domande (risalenti allo scorso maggio prima della sfida contro la Lazio, ndr). L’essere troppo tifoso a volte è deleterio. In fondo le abbiamo voluto bene”.

– Un messaggio molto polemico della curva neroazzurra che, se allo stadio non ha rovinato l’emozione e la festa, nel privato ha fatto molto male a Moratti spazzando via ogni dubbio sull’eventuale possibilità di rimanere al timone dell’Inter.

 

TUTTO PREVISTO, TRANNE DUE NEW ENTRY – Se il rifiuto di Moratti a ricoprire la carica di presidente era praticamente annunciato, nel Cda di ieri hanno fatto il loro ingresso due uomini di cui poco conosciamo. Si tratta di Hioe Isenta e di Alberto Manzonetto. Chi sono?

– Hioe Isenta, 42enne, è una vera e propria new entry visto che il suo nome è stato fatto nelle ultime ore; si tratta del direttore finanziario della Surya Esa Perkasa, il colosso del gas di proprietà del fratello di Erick Thohir, Garibaldi.

– Alberto Manzonetto, invece, è il socio fondatore di Four Partners, ossia la società di consulenza finanziaria che ha accompagnato la famiglia Moratti nella delicata trattativa oltre ad aver seguito la quotazione in Borsa della Saras.

 

UNA CITAZIONE IMPORTANTE … – “Voglio rivolgere un ringraziamento davvero speciale al mio amico e nuovo partner Massimo Moratti per la fiducia e per il supporto. Ma soprattutto – ha continuato Thohir – grazie ai nostri tifosi in tutto il mondo,  ovunque li abbia conosciuti, su Twitter o di persona”.

– L’emozione del primo giorno al comando dell’Inter è molta per l’indonesiano: “Oggi è un giorno davvero speciale della mia vita. L’Inter racchiude in sé una splendida storia di passione, una tradizione di vittorie e una forte ambizione al successo. Come ha detto l’indimenticabile Giacinto Facchetti ‘Il segreto di ogni trionfo sta nella propria convinzione’. La nostra convinzione sta nella nostra passione, che spianerà la strada all’Inter per raggiungere nuovi e importanti successi. Forza Inter”.

 

UNA TIMELINE UN PO’ TROPPO DILATATA – Se il Thohir che cita Facchetti e quello che si è lasciato andare in un “Chi non salta rossonero è” è piaciuto molto, altrettanto non si può dire sul fronte degli obiettivi della nuova IndonesInter.

– Thohir su questo punto è stato piuttosto chiaro: ” Nei prossimi 2-3 anni sarà una grande sfida per noi rendere questa squadra più competitiva. Tra dieci anni solo 10 club calcistici saranno ricordati in tutto il mondo, perché saranno vincenti per l’entusiasmo che sapranno trasmettere e perché saranno società sane. E l’Inter sarà tra questi club”.

– 2/3 anni per tornare ad essere una squadra competitiva e 10 anni per diventare un top club sembrano francamente troppi, soprattutto per una società come l’Inter.

 

E ORA? MERCATO … – “Devo precisare che in questo momento (4 novembre 2013, ndr), quando mancano due mesi alla riapertura del mercato, le nostre operazioni sono congelate. Anche perché non sappiamo al momento se la società cambierà padrone e chi si farà carico del club in questo momento”.

– Marco Branca sarà contento ora che è tutto più chiaro. Sue, infatti, sono le dichiarazioni di cui sopra; parole rilasciate al quotidiano cileno El Mercurio e riguardanti Nicolas Castillo, giovane talento dell’Universidad Catolica.

– Con la definizione del nuovo assetto societario si può finalmente parlare di mercato in casa Inter. Si può parlare di mercato, ma resta ancora il dubbio su chi lo dovrà fare. Marco Branca è sulla graticola e potrebbe essere ‘silurato’ dalla nuova dirigenza che vorrebbe Sabatini della Roma o Pradè della Fiorentina.

– La rivoluzione societaria potrebbe completarsi in estate; quindi è probabile che la campagna trasferimenti di gennaio 2014 la affronti ancora Branca. Inutile sperare nel top player, meglio focalizzarsi su nomi abbordabili e che possano migliorare la qualità di una rosa che conta su uno dei migliori allenatori in circolazione.

– Le esigenze sono tre: un difensore (Cannavaro è il nome forte), almeno un esterno (D’Ambrosio o Vrsaljko in pole) ed una punta (Gilardino o Rolando Bianchi).

 

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 Matteo Torti