Rivoluzione FIGC in Serie A, rose di 25 giocatori e maggiori investimenti sui vivai nazionali

CalciomercatoAlla fine ha vinto lui. Carlo Tavecchio, tanto bistrattato per i suoi modi di fare poco eleganti, ha già ottenuto una prima parte di ciò che voleva. La rivoluzione del calcio italiano ha avuto inizio ieri con il varo della riforma che va a modificare le norme che definiscono la gestione delle rose delle squadre di calcio. A disposizione, per ciascun club di Serie A, non più di 25 giocatori con due importanti vincoli: 4 calciatori devono essere cresciuti in Italia e altri 4 devono essere cresciuti nel vivaio del club per cui sono tesserati.

 

UN CONSIGLIO FEDERALE STORICO – Quello che si è svolto ieri a Milano è stato, senza dubbio, un consiglio federale storico per l’importanza delle norme approvate. Norme che fissano i primi paletti che sono stati definiti come necessari per contribuire a rafforzare e valorizzare al meglio i giovani calciatori italiani.

– Contrari alla decisione solamente i rappresentanti delle componenti tecniche, calciatori e allenatori. Il provvedimento sarà valido a partire dalla prossima stagione, la 2015/16. Vediamo nel dettaglio i tre punti principali della riforma:

1) Le rose delle squadre di Serie A non potranno contare più di 25 calciatori; di questi almeno 4 devono essere cresciuti in Italia e altri 4 devono essere cresciuti nel vivaio del club per cui sono tesserati.

2) Introdotto il concetto di “giovani di serie”: ossia giovani extracomunitari al primo tesseramento che devono essere residenti in Italia e che devono essere entrati nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e comunque aver frequentato la scuola per almeno 4 anni. Importante sottolineare che il tesseramento di questi calciatori non potrà essere utilizzato per la sostituzione con un nuovo calciatore extracomunitario.

3) Legato al tema precedente, il calciatore extracomunitario potrà essere sostituito (venduto liberando lo slot di extracomunitario) solamente in caso di esistenza del contratto da professionista da almeno 3 anni (a partire dal 2012).

 

E’ LA RIFORMA “ANTI OPTI POBA'” – “Le questioni di accoglienza sono un conto, le questioni del gioco sono un altro. L’Inghilterra individua i soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare; noi, invece, diciamo che Optì Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree”.

– Parole, quelle pronunciate da Tavecchio lo scorso 25 luglio, che fecero e che fanno tutt’ora discutere, ma che sembrano si siano in parte avverate con la riforma varata ieri. Una riforma che inizia a mettere dei paletti soprattutto sul libero tesseramento dei giovani extracomunitari.

 

LA SPENDING REVIEW FIRMATA CONI – Oltre alla riforma riguardante le rose di Serie A, ieri si è parlato anche del taglio al mondo del calcio imposto dal Coni. Tavecchio si è mostrato contrario a questa decisione.

– “Quando mai ad un’azienda al mondo gli togli a ottobre 25 milioni di ricavi? E cosa deve fare l’amministratore in quel caso? Il calcio non può essere soggetto vilipeso ogni volta, noi fatturiamo 6 miliardi all’anno per il Paese ma non possiamo essere il pozzo di San Patrizio, dove si mettono dentro le mani e si tirano fuori i soldi”.

 

IL PROSSIMO OBIETTIVO DI TAVECCHIO – Antonio Conte l’ha voluto lui e ora non può che difenderlo. Il prossimo obiettivo di Tavecchio sarà quello di “istituire un tavolo tecnico per trovare soluzioni che tengano conto dei desiderata del Commissario tecnico Antonio Conte”.

– Il riferimento è chiaramente rivolto alle parole pronunciate dal ct dopo Italia – Albania, quando aveva retoricamente detto: “Se la Nazionale viene dopo tutto e tutti, non chiedetemi di fare chissà cosa poi”.

– 5 partite vinte su 6 nella gestione Conte, ma un’intesa ancora da trovare. Conte avrebbe bisogno di altri allenamenti, magari di qualche amichevole o almeno dei famosi stage di Coverciano. Invece, sino a metà marzo, non sono previsti appuntamenti. Ergo: Conte non vedrà i suoi giocatori per quattro mesi. Troppo tempo per l’ex tecnico Juventus, troppo anche per Tavecchio.

– Da qui la necessità di un tavolo tecnico per far tornare la Nazionale Italiana ad avere un ruolo cruciale nella programmazione degli impegni italiani.

 

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Matteo Torti

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