Vendita Inter ai cinesi: Thohir rimane e Moratti esce. E il Milan?

Scompare il calcio dei mecenati milanesi: Moratti lascia definitivamente, Berlusconi tentato dall'idea di cedere il suo giocattolo. I cinesi la fanno da padrona, ma la passione è finita

CalciomercatoI prossimi dieci giorni potrebbero essere decisivi per il futuro della Milano del calcio. Inter e Milan sono entrambe in trattativa con gruppi cinesi pronti a rilevare pacchetti di maggioranza per cifre davvero elevate. 1,5 miliardi di euro la valutazione complessiva fatta dai due gruppi cinesi di rossoneri e neroazzurri. C’è la regia del Governo cinese, c’è la volontà di mettere le mani sul calcio europeo per trasferire nel Vecchio Continente altri interessi e accordi economici, per creare consenso e simpatia; una strada sostenuta negli ultimi anni anche da russi e petrolieri arabi. C’è il business, non la passione. Ci sono i soldi, non le prospettive di medio – lungo termine.
INTER – SUNING: LA PROSSIMA SETTIMANA SARA’ DECISIVA – Una trattativa che va avanti da mesi, una trattativa cercata e voluta proprio da quell’Erick Thohir che solamente quattro anni fa entrava nell’universo Inter e che poco meno di tre anni fa rilevata la maggioranza, succedendo alla storia e al vigore di Massimo Moratti.
– Entro fine giugno la trattativa con il gruppo cinese Suning dovrebbe arrivare a una conclusione che sarà verosimilmente positiva. L’obiettivo del Suning Commerce Group è l’acquisto immediato del 70% delle quote, cosa che comporterebbe l’addio definitivo di Massimo Moratti.
– Thohir, seppur con il 30% delle quote, rimarrebbe comunque presidente onorario, ma il fine ultimo dei cinesi è prendersi la totalità dei neroazzurri in tre anni. 700 milioni di euro la valutazione fatta, con i 300 milioni di euro di debiti e i 100 milioni prestati da Thohir.
SUNING: UN THOHIR BIS? – Il rischio c’è ed è forte. Certo, la solidità economico-finanziaria del gruppo Suning sembra ben maggiore rispetto a quella di Erick Thohir, ma l’ottica è sempre la stessa.
– Thohir prima e il gruppo Suning ora, sono entrati nel calcio italiano con l’obiettivo di ottenere un profitto, con l’obiettivo di ottenere dal calcio un volano per i propri interessi societari. Ma, lo sappiamo bene, il calcio italiano porta tutto fuorché i profitti.
– Thohir se n’è accorto dopo pochi mesi e ha da subito iniziato a cercare altri investitori che lo potessero supportare, o addirittura sostituire; la Suning ha una visione senza dubbio più ampia, visto che il calcio e lo sviluppo sportivo sono parte di un programma generale supportato dal Governo cinese che ha l’obiettivo di presentarsi agli occhi del Mondo come una vera economia di mercato, come una grande nazione economica in grado di muoversi su diversi fronti. Il calcio come porta d’accesso all’economia europea.
E IL MILAN? BERLUSCONI E’ TENTATO DI PASSARE LA MANO – Dopo la trattativa, non si capisce ancora quanto vera e realistica, con Mister Bee, ecco che il Milan sta trattando la cessione con un altro gruppo cinese che fa capo a una cordata di imprenditori e uomini d’affari, capitanati dall’advisor americano Sal Galatioto e da Nicholas Gancikoff.
– Berlusconi ha avallato l’approfondimento della possibile compravendita, di fatto ascoltando le insistenti voci di Fininvest che vorrebbero presto una cessione del club rossonero, ormai ritenuto troppo oneroso da mantenere ai livelli che gli competono.
– Berlusconi ha confermato la serietà della cordata cinese e la sua solvibilità economica, di fatto annunciando che sta trattando la cessione della maggioranza del club, ma specificando che “soffrirei moltissimo nello staccarmi dal club. Sono preoccupato che la negoziazione vada troppo per le lunghe”.
– Ciò che pare non convincere Berlusconi è l’eccessiva parcellizzazione del consorzio che si sta affacciando all’acquisto del Milan e il fatto che questi nomi non abbiano un richiamo mediatico nell’Occidente.
PERCHÈ È PIÙ DIFFICILE LA CESSIONE DEL MILAN? – Ma la situazione del Milan non è uguale a quella dell’Inter; ed è per questo che probabilmente la chiusura della cessione neroazzurra sembra più avanti e realistica di quella rossonera.
– Il motivo di tutto questo è presto spiegato: l’Inter ha già avuto la transizione dalla passione morattiana al business indonesiano; il club neroazzurro si è già abituato a non avere più al timone il mecenate che ha contraddistinto la storia interista degli ultimi quindici anni.
– Il Milan, invece, questo passaggio non l’ha ancora avuto e, seppur se ne parli da diversi anni, nessuna trattativa è mai arrivata a un punto tale da dare l’idea che Berlusconi si fosse convinto di cedere il suo Milan.
– Ed è sostanzialmente questo ciò che ci rende dubbiosi sul buon esito della trattativa della cessione del Milan: riuscirà Berlusconi a cedere il Milan? Riuscirà Berlusconi ad accettare che qualche altro gruppo prenda in mano il futuro del suo Milan?
L’AUSPICIO: UNA RISTRUTTURAZIONE INTERNA – Passione o business, chi vincerà? Nell’Inter la strada sembra ormai segnata verso la seconda delle alternative, mentre per i rossoneri il dubbio è ancora lecito.
– Sono molti i tifosi rossoneri che sperano nell’arrivo dei cinesi, ma in realtà la cessione potrebbe solo aprire la strada a un futuro ancora più incerto, fatto di ondate di entusiasmo non supportate dalla realtà dei fatti.
– Non sarebbe più solido dare atto a una ristrutturazione interna che possa affiancare logiche economiche alla passione del presidente? Magari ampliando la parte tecnica e sportiva di una squadra, il Milan, che da troppi anni vede il potere concentrato esclusivamente su Adriano Galliani.

Matteo Torti

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