Italia – Spagna 2 a 0 Ottavi di finale Europei 2016 Francia, trionfo Azzurro

Chiellini e Pellé regalano i Quarti agli uomini di Conte che al 90' esplode di gioia: sabato alle 21.00 arriva la Germania

Stadio San SiroEccoci nuovamente qui ad elogiare la vittoria del gruppo, come se vincere con il gruppo sia necessariamente una strategia da attuare quando mancano tecnica e qualità. Per l’Italia non è così: vincere con il gruppo è un aspetto prioritario della gestione Conte che mette fine al ciclo della Spagna imponendosi per 2 a 0 grazie a una rete per tempo, di Chiellini e Pellé. La difesa è sempre più solida, l’attacco sempre più cinico, il centrocampo sempre più grintoso. Questa è l’Italia. Sabato alle 21.00 Quarti di finale contro la Germania. Ci aspetta un’altra finale anticipata.
LA PARTITA – Tutto confermato per Conte che si affida ai fedelissimi, dando fiducia a Eder e Pellé davanti, con De Sciglio preferito a Darmian sulla sinistra e Florenzi al posto dell’infortunato Candreva sulla destra; per il resto tutto confermato, con Giaccherini, De Rossi e Parolo al centro. Indietro è blocco Juve con Barzagli, Bonucci e Chiellini a proteggere la porta difesa da Buffon.
– L’Italia parte forte e aggredisce da subito le Furie Rosse, sfiorando il vantaggio in due occasioni con Giaccherini che testa i riflessi e l’agilità di De Gea. Gli Azzurri premono sull’acceleratore e dominano la prima mezz’ora, andando al gol al 33′: punizione insidiosa di Eder, Giaccherini si avventa sul pallone, ma viene steso da De Gea; poco male visto che la sfera arriva sul mancino di Chiellini che da due passi deposita in rete e fa gioire di gioia gli Azzurri.
– Conte predica calma, la Spagna prova a reagire, ma Iniesta non sembra in serata e Buffon non deve compiere alcun intervento in un primo tempo che si chiude sull’1 a 0 per l’Italia.
– La ripresa è diversa, la sinfonia sembra cambiata, la Spagna sembra essere scesa in campo. Inizia il tiki-taka, il possesso di palla, il calcio totale, la manovra avvolgente. Ma al 55′ colpo di tacco di Pellé che mette Eder tutto solo davanti a De Gea che si immola, negando la gioia del gol all’attaccante interista.
– Riparte il monologo iberico e questa volta anche Buffon deve intervenire: al 76′ devia il tiro insidioso di Iniesta, poi un minuto dopo neutralizza anche un tap-in ravvicinato di Piqué, stesso discorso all’89’.
– Qui l’Italia ha l’ultimo sussulto di orgoglio: è il 90′ quando Insigne, da poco entrato al posto di un meraviglioso Eder, cambia gioco e lancia Darmian che entra in area e serve Pellé che, in semi rovesciata, calcia in rete. 2 a 0 e italiani che esplodono.
– Il finale è tutto degli Azzurri, con lo stadio che intona il tormentone di Berlino 2006 e Conte che esplode di gioia saltando sulla panchina. Al triplice fischio di Cakir, l’Italia festeggia. Il ciclo della Spagna è finito, il sogno Azzurro continua.
IL GRUPPO PRIMA DI TUTTO – Arrivare ai Quarti di finale dopo aver battuto il Belgio nei gironi e la Spagna agli Ottavi è un’impresa per chiunque; e lo è ancora di più per questa Italia che in molti prima degli Europei davano per spacciata.
– In pochi credevano al passaggio dei gironi, figuriamoci a delle prestazioni così entusiasmanti contro campioni del calibro di Belgio e Spagna. Ma l’orgoglio italiano si vede in queste situazioni, la voglia di sorprendere c’è sempre.
– E allora Conte si riscopre essere il ct perfetto in questo particolare momento storico dove la tecnica, e questo è sotto gli occhi di tutti, scarseggia in campo. Dove serve un motivatore più che un tecnico di schemi e fantasie, dove serve avere la fame e la cattiveria agonistica più che la convinzione che “tanto prima o poi un gol lo si fa”.
– Questa è l’Italia che i tifosi sognano, questa è l’Italia che Conte aveva in testa, questa è l’Italia che sa sorprendere e far sognare. A molti questi successi potrebbero sembrare frutto del caso, dell’irrazionalità di Conte. Ma non è così: c’è molta logica e ragionamento, razionalità e abnegazione, praticità e convinzione nelle scelte del commissario tecnico Azzurro.
– C’è la convinzione di poter battere chiunque, ma anche l’umiltà che questa convinzione può nascere solo sul campo con grinta e passione, con orgoglio e motivazione. C’è la convinzione di poter regalare un sogno, ma anche l’umiltà di capire che questo sogno lo si potrebbe raggiungere esclusivamente con il sacrificio e il lavoro.
– C’è Conte, c’è tutto il suo carattere. C’è l’Italia.
SABATO LA GERMANIA – Ma nel calcio c’è sempre poco tempo per lodarsi e gioire; qualche giorno di riposo e poi altra “finale anticipata” visto che gli Azzurri, sabato alle 21.00, affronteranno ai Quarti di finale la Germania.
(foto: wikipedia.org)

Matteo Torti

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