Sud Africa 2010

nazionale-italianaGiugno è alle porte e, conseguentemente, si avvicina anche il Mondiale di calcio in Sud Africa. La Nazionale Italiana dovrà difendere il titolo conquistato quattro anni fa a Berlino battendo ai rigori la Francia di Zidane. Considerando le ultime uscite amichevoli, potrebbe trattarsi di un’impresa alquanto ardua.
L’anno del trionfo è stato caratterizzato da un’atmosfera surreale dovuta, in massima parte, allo scandalo di Calciopoli che sembra sia stato, paradossalmente, il collante e la fonte della compattezza dei nostri giocatori.
Quest’anno, la stagione calcistica non ha vissuto fatti di cronaca eclatanti, al di fuori delle solite polemiche post-partita e accese ancor di più dalle trasmissioni televisive, avide di moviola e commenti provocatori. Tuttavia, le premature eliminazioni delle squadre italiane dalle competizioni internazionali e le prestazioni della selezione italiana, non sembrano buoni viatici per affrontare il più prestigioso ed emozionante torneo calcistico.
Il nostro C.T. non appare preoccupato per le prestazioni della squadra in vista del Campionato del Mondo. La sua, probabilmente, è quella che potrebbe essere definita “Presunzione ottimistica”, per una serie di motivi.
In primis, il girone di qualificazione che ci è toccato (composto da Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia), risulta essere alla portata di qualsiasi formazione con un minimo di ambizione. In secundis, laddove la nostra Nazionale riuscisse a passare indenne il primo girone eliminatorio, la storia calcistica ci insegna che l’Italia ha sempre onorato le fasi finali in maniera importante (4 titoli vinti, 2 finali perse, 1 terzo posto).
Infine, la grande, ma forse eccessiva, la stima e fiducia concessa a giocatori ai quali Lippi dovrebbe affidare le sorti della Nazionale. E sottolineo l’aggettivo “eccessivo”, dal momento che 16 dei 23 convocabili sarebbero gli stessi che hanno trionfato in Germania, ma la carta di identità di ciascuno di loro non si è fermata, purtroppo, al 2006.
Stiamo parlando, infatti, di giocatori ultra-trentenni calati in una competizione nella quale l’età media delle altre squadre si attesta sui 23/24 anni. L’esperienza è una delle componenti principali in occasioni simili, ma la freschezza atletica e la propensione al recupero fisico, giocando ogni 3 giorni, risultano essere altrettanto necessari, per non dire fondamentali.
Inoltre, i tormentoni (prima Cassano e poi Balotelli) che hanno accompagnato il cammino pre-convocazioni, non sono una novità nel nostro Paese  (basti pensare a quello tra Trapattoni e Roberto Baggio in occasione del Mondiale in Korea del 2002), e hanno preso di mira il Commissario Tecnico in due distinti periodi. Nonostante ciò, la sua tempra da “lupo di mare” ha fatto sì che fossero solo chiacchiere da bar, sebbene venissero editti su ogni testata, sportiva e non.
A circa 100 giorni dall’inizio della kermes sudafricana, è vero che non siamo considerati tra i favoriti alla vittoria finale ma, in fin dei conti, non lo siamo stati neanche a Berlino la sera del 12 luglio di 4 anni fa.

Andrea Albergati