Campagna No Slot Regione Lombardia contro la ludopatia, presentati i dati del bando rivolto ai Comuni

Slot machineIl gioco d’azzardo in Lombardia non s’ha da fare. È questo, in estrema sintesi, ciò che emerge dai dati relativi alle adesioni a «No-Slot»,  il bando istituito a metà marzo dalla Regione Lombardia  per prevenire i fenomeni legati alla ludopatia, e dedicato a Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane e mondo dell’associazionistico. «Una risposta che ha superato tutte le aspettative».

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IL BANDO “NO SLOT” – Lo ha detto l’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombarda Viviana Beccalossi, presentando i risultati del bando promosso dal Pirellone e scaduto lo scorso 14 maggio.

Il progetto, finanziato interamente dal Bilancio regionale, mette a disposizione dei Comuni della Lombardia tre milioni di euro in due anni per finanziare progetti di prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo patologico, mediante azioni di controllo e vigilanza alla prevenzione nelle scuole, dalla mappatura del fenomeno alla formazione del personale.

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BECCALOSSI: “88 PROGETTI PER COMBATTERE QUESTA PIAGA” – «Con 88 progetti per chiedere finanziamenti sul nostro bando contro il gioco d’azzardo patologico – ha commentato – i Comuni lombardi, hanno dimostrato di voler lavorare con Regione Lombardia per contrastare e limitare gli effetti di questa piaga sociale».

«Le richieste – ha proseguito Viviana Beccalossi – sono pervenute da tutte le province e hanno un valore di quasi cinque milioni di euro. La commissione incaricata di giudicare i progetti è già al lavoro per accertare l’ammissibilità delle singole proposte ed entro fine giugno ufficializzerà una graduatoria attraverso la quale, per un totale di tre milioni di euro, finanzieremo fino all’80% del costo di ogni singolo progetto premiato».

«Dopo aver approvato all’unanimità la prima vera legge italiana sul gioco d’azzardo patologico – ha concluso l’assessore – mettiamo a disposizione risorse concrete, per un’azione mirata e capillare sul territorio».

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I NUMERI DELL’EMERGENZA IN LOMBARDIA –  La Lombardia è tra le regioni italiane con la maggior spesa assoluta per il gioco. Gli ultimi dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano nel 2013, parlano di 1.342 attività dedicate al gioco (il 14,5% del totale italiano)  che fanno della Lombardia la primatista nazionale. E Milano? Neanche a dirlo, con 521 attività è la provincia lombarda in cui si scommette di più.

Un fenomeno, quello del gioco, che attrae soprattutto coloro che hanno minori capacità di reddito. E le conseguenze di questa nuova emergenza sociale sono devastanti. Risulta sempre più elevato, infatti, il numero delle persone che manifestano problemi legati alla ludopatia e quindi costrette a ricevere le cure in strutture specializzate per nuove dipendenze, con costi considerevoli a carico della collettività.

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LA BATTAGLIA CONTRO LA LUDOPATIA – Per arginare questo problema, lo scorso 29 aprile, la stessa Regione Lombardia – in linea con la sua azione di tutela delle fasce deboli della popolazione e di contrasto al gioco d’azzardo patologico – ha approvato una legge regionale che inasprisce le precedenti direttive dell’ottobre 2013. Un’ulteriore stretta sulla diffusione di slot machine e apparecchiature per il gioco d’azzardo patologico che prevede, tra le altre novità:

– restrizioni all’installazione di nuove apparecchiature per il gioco d’azzardo elettronico
– l’obbligo di richiedere il permesso di costruire per le nuove sale giochi, per l’ampliamento delle esistenti o per il mutamento della destinazione d’uso di immobili
– la sanzione pecuniaria fissa a 15.000 euro con sigillo dell’apparecchio per chi viola le distanze minime dai luoghi sensibili.

Importanti modifiche che, nel giro di qualche anno, potrebbero anche far sparire le slot machine – secondo quanto stimato – nel 96 per cento del territorio. Non rimane da augurarsi, quindi, che l’esempio della Regione Lombardia venga seguito presto altrove. Del resto, la guerra alle slot è appena iniziata.

 

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S.P.

 

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