Debutto “Monsieur Quiconque” al BAFF 2019, Adalberto Lombardo ha dato forma all’onirico

L'umano e l'amore in tutti i loro aspetti più atavici e attuali, raccontati in una sospensione fiabesca tra realtà e fantasia

Ha debuttato al Busto Arsizio Film Festival 2019 ed è stato protagonista della première milanese organizzata al Cinema Anteo dall’associazione di promozione sociale Castello 13, il cortometraggio “Monsieur Quiconque”, diretto da Adalberto Lombardo.
Il concept dell’opera emerge come un abbraccio profondo che accompagna lo spettatore lungo un flusso emozionale chiaro al giovane regista Lombardo, abile nel mostrare l’umano e l’amore in tutti i loro aspetti più atavici e nel contempo attuali: la fragilità, la rabbia, la passione, l’accidia.
Attraverso il linguaggio potente delle energie creative, ogni elemento diventa quindi protagonista e fenomeno, ponte nel connubio tra realtà e illusione, paura e bellezza, differenze e uguaglianza.
Qui si proiettano verso cambiamento e compimento non solo l’egomaniaco regista Victor (Xavier Mussel), e la discutibile compagnia teatrale che si prepara a mettere in scena la beckettiana “Musica e Parole”, presto palco di scontro dove scintilla e arché sarà suo malgrado la delicata Capucine (Julie Panier), seduttrice insicura e malinconica che si è persa da qualche parte lungo la via. In questo dialogo tra visione e spettatore, infatti, trama essenziale diventa anche Parigi, città che presta la propria identità artistica e poetica alla narrazione, a sua volta catturata in un onirico frame di estate dove luci, oggetti e archetipi di tensione esistenziale conducono gli occhi, ma soprattutto il cuore, all’interno del piccolo teatro-barca ormeggiato sotto l’imponente cattedrale di Notre-Dame, sulla rive gauche della Senna. La location, davvero esistente, è pertanto ideale per essere eletta a culla del divenire filtrato e descritto, dove scoperte e fatti si susseguono a volte languidi, a volte fin violenti, in una sospensione fiabesca tra realtà e fantasia.
Il tutto legato assieme dall’empatico per eccellenza: il silenzioso Ilias (Fabien Gauthier), innamorato della bella Capucine, nonché incarnazione metamorfica di “Monsieur Quiconque” (Signor Chiunque): un uomo che si è reso schiavo di tutti, pur di non dover accettare se stesso e il proprio valore più autentico, vale a dire il prodigioso talento di assumere le forme altrui per capirne i sentimenti più profondi, le voglie, le paure e tutto ciò che ne comporta.
Se oggi, nel mondo reale, mantenere la propria identità è considerata una forma d’arte, nel mondo plasmato da Adalberto Lombardo, sullo scritto della brava autrice Costanza Bongiorni, è vero tutto il contrario: lo spazio svelato vive di aspirazioni sognate, ma anche di aneliti inquieti e brucianti tormenti, al limite di un filosofico che arricchisce il contesto attraverso perimetri onirici e intuizioni che, alla fine, riportano comunque all’inesorabile, nonché ineluttabile punto di partenza: “Non c’è nessuna passione più potente della passione dell’amore” (Samuel Beckett).

Monsieur Quiconque
– regista: Adalberto Lombardo
– sceneggiatrice: Costanza Bongiorni
– cast
° “Ilias”: Fabien Gauthier
° “Capucine”: Julie Parnie
° “Victor”: Xavier Mussel
– produttore: Enrico Di Paola
– produttore creativo: Davide Romeo Meraviglia
– presentazione: BAFF 2019
– première: Castello 13

Valentina Pirovano

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