Assistenza domiciliare: cosa dice la legge a riguardo

Chi ne ha diritto, come si attivano e in cosa consistono: prima di tutto, la dignità per chi soffre

Non tutti sanno che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire il diritto alle cosiddette cure domiciliari per tutte quelle persone che non sono autosufficienti o che vivono in condizioni di fragilità. Questo diritto è riservato a chi soffre di determinate patologie o condizioni di non salute come malattie inguaribili, patologie vascolari, gravi fratture, disturbi cronici, impossibilità a spostarsi, insufficienza cardiaca e respiratoria, malattie degenerative, cerebropatie, paraplegie e tetraplegie. A tale riguardo la normativa italiana ha dato un forte sostegno alle persone che vivono in queste condizioni di sofferenza e ha stabilito anche quali sono le terapie per assistere i pazienti a domicilio.

La tutela della dignità del malato
Il principio alla base della legge a tutela delle persone bisognose di assistenza domiciliare riguarda la protezione del diritto di tutti a vivere una vita dignitosa. La normativa oggi protegge tutte le categorie bisognose oltre a invalidi e anziani e include anche i malati inguaribili. Il servizio di erogazione delle cure domiciliari è disciplinato tramite una redistribuzione regionale in modo da garantire supporto a tutti i soggetti che ne hanno bisogno. L’assistenza a casa è quindi tutto l’insieme di trattamenti a supporto di una persona malata, disabile, anziana o non autosufficiente che vengono erogati direttamente presso il domicilio. Il tipo di assistenza che il paziente riceve varia in base alla gravità della sua condizione e include quindi trattamenti medico-sanitari e supporto alle proprie attività quotidiane.

Cure e trattamenti previsti
Questo significa che il Sistema Sanitario eroga trattamenti riabilitativi, medici e infermieristici tramite operatori sociali e sanitari specializzati nel trattamento delle patologie di cui i pazienti sono affetti. L’obiettivo di questo tipo di servizio è quello di migliorare la qualità della vita del paziente cercando di mantenere il suo ambiente familiare, i suoi oggetti e la sua quotidianità. Il tipo di assistenza viene definito in base al bisogno del paziente, all’intensità e alla complessità del disturbo di cui è affetto e, per questo, le cure domiciliari sono suddivise in più livelli.

Come si attivano le cure domiciliari
Esistono infatti le cure domiciliari prestazionali, le cure integrate di primo e secondo livello e le cure domiciliari ad alta intensità di terzo livello, in cui rientrano anche le cure palliative. Le prime riguardano trattamenti medici, riabilitativi ed infermieristici che vengono attivate dal medico di medicina generale o dal pediatra. Quelle di primo e secondo livello riguardano prestazioni mediche, infermieristiche e riabilitative oltre ad assistenza farmaceutica e diagnostica che richiedono continuità assistenziale fino a 5 o 6 giorni. Le cure di terzo livello riguardano trattamenti ad altissima complessità e di difficile controllo per cui è necessario anche fornire supporto a familiari e caregiver. Infine le cure palliative sono quelle che tutelano la dignità del malato inguaribile per accompagnarlo nel migliore dei modi al fine vita. In generale queste cure si attivano tramite il medico di famiglia o il pediatra, figure professionali che si interfacciano continuamente con le équipe multidisciplinari a domicilio

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