Omicidio Gucci, Reggiani rifiuta semilibertà per non dover iniziare a lavorare

“Non ho mai lavorato in vita mai”, è con queste parole che Patrizia Reggiani ha rifiutato la semilibertà concessale dai magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

 

La vedova è detenuta a San Vittore dal 31 gennaio 1997 per l’omicidio premeditato dell’ex marito Maurizio Gucci, avvenuto nel marzo del 1995.

 

Fra indulto e liberazione anticipata, la Reggiani ha scontato oltre la metà dei 26 anni di reclusione ai quali è stata condannata, termine che le ha concesso la possibilità di accedere alla semilibertà.

 

La donna, però, non ha voluto chiedere il beneficio che le permetterebbe di trascorrere parte della giornata fuori dal carcere per svolgere un’attività lavorativa.

 

Nel corso dei colloqui con i magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Milano, infatti, Patrizia Reggiani ha dichiarato di “non aver mai lavorato in vita sua” e di voler rimanere in carcere per occuparsi delle sue piante.

 

La vedova Gucci, quindi, ha chiarito di preferire restare nella sua cella, dove gode anche della compagnia del suo amato furetto, piuttosto che iniziare a lavorare, in un ristorante o in una palestra.

 

Come conferma il suo avvocato Danilo Buongiorno, alla donna sembrano bastare i permessi premio dei quali ogni fine settimana usufruisce per andare a trovare la mamma.


Francesco Tempesta

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