Expo 2015 e disabili. L’esposizione universale di Milano è davvero accessibile a tutti?

Expo MilanoPer rendere fruibile a chiunque l’Esposizione universale milanese, Comune di Milano ed Expo 2015, a suo tempo, hanno pensato davvero a tutto. Compresa – com’è d’obbligo – l’accessibilità al sito espositivo per le persone portatrici di disabilità, con specifiche esigenze fisiche o che deambulano con difficoltà. Il tutto avvalendosi anche della collaborazione “delle associazioni più rappresentative del mondo della disabilità in Italia”, come evidenziato sul sito istituzionale dedicato all’evento.

 

IL SITO UFFICIALE: ACCESSIBILITÀ FRUIBILE DA TUTTI – Spulciando la pagina web di Expo 2015 si apprende che i quattro grandi varchi d’ingresso, per esempio, sono stati resi accessibili ai visitatori disabili con tanto di corsie preferenziali. Lo stesso dicasi per le biglietterie loro riservate, tutte dotate di speciali sportelli per portatori di handicap.

– Una volta varcato l’ingresso, a chi lo desidera viene offerta la possibilità (a pagamento) di usufruire del Mobility Center, il servizio di noleggio di scooter elettrici a quattro ruote o delle classiche  carrozzine. Per non parlare poi del totale abbattimento delle barriere architettoniche per quanto riguarda percorsi, padiglioni e aree di servizio. Alcuni padiglioni prevedono anche “percorsi pedo-tattili a pavimento e mappe tattili che consentono l’orientamento in autonomia delle persone cieche”.

– Bisogna riconoscerlo: livelli di efficienza e pragmatismo impensabili solo fino a qualche anno fa. Tanto che parlare della presenza di bagni attrezzati o della fruibilità del Children Park anche per i bimbi con disabilità, sembra quasi scontato. Insomma, “sulla carta”, tutto fantastico. Ma sarà davvero così?

 

COSA NE PENSANO I DIRETTI INTERESSATI – Fidarsi è bene ma non fidarsi è ancora meglio, diceva un vecchio proverbio.  Molti dei padiglioni – è vero – sono totalmente accessibili con rampe e ascensori, e le infrastrutture dedicate a chi convive con difficoltà motorie non mancano.

– Ma che qualcosa ancora non funzioni, soprattutto sotto il profilo organizzativo, Padiglione Italia compreso (“Palazzo Italia, probabilmente il più brutto nella storia dell’architettura, con un chiaro invito ai disabili a tenersi lontani perché dentro – dove non migliora – è tutto scale”, così Furio Colombo sul “Fatto Quotidiano del 24 maggio 2015), è forse più che un sospetto. E così abbiamo voluto vederci più chiaro.

 

QUELLE QUESTIONI IRRISOLTE – Accoglienza impreparata. Tanto per cominciare, l’impressione riportata sui vari social network da molti visitatori in carrozzina, è quella di una generale scarsa attenzione riservata alle loro problematiche da parte del personale deputato all’accoglienza, spesso impreparato sull’argomento. Tante le risposte evasive, per esempio, davanti a domande relative alla presenza di ascensori, di entrate ad hoc per disabili o alla mancanza di segnaletica per i bagni.

– Percorribilità padiglioni. E ora uno sguardo alla percorribilità tra i vari padiglioni. Se l’asfalto del Decumano è generalmente molto comodo e scorrevole, diversa è la questione per i viali che lo intersecano. Elevate sono infatti le probabilità che le carrozzine hanno di finire impantanate dentro la ghiaia con cui sono stati riempiti i terrapieni che ospitano piante ed alberi, e che magari sarebbe stato meglio recintare.

– Troppi dislivelli. Così come numerosi sono i dislivelli che si incontrano lungo il cammino e non segnalati dalle necessarie indicazioni.  Cosa che finisce col rendere un percorso ad ostacoli quella che dovrebbe essere una tranquilla “passeggiata” tra gli allegri e colorati padiglioni.

– Noleggio carrozzine a pagamento. Stupisce notevolmente anche l’infelice decisione di rendere a pagamento il noleggio di uno scooter elettrico a quattro ruote o di una banale carrozzina manuale. Se la finalità è rendere autonoma la mobilità di chiunque all’interno di Expo (da precisare, non solo quella dei portatori di disabilità permanente o temporanea, ma anche degli anziani), far pagare dai 14,5 ai 34 euro gli scooter o dai 7,5 ai 15 euro le carrozzine per la mezza o l’intera giornata, stride fortemente con l’assunto di base. Tanto più se si considera che il biglietto d’ingresso è stato già pagato, e non poco.

Barriere sensoriali per sordi e ipovedenti. Least but not last, c’è poi la questione delle barriere sensoriali per sordi e ipovedenti sollevata da Simone Fanti, giornalista in carrozzella delle testate Rcs, da anni impegnato a verificare l’accessibilità delle strutture pubbliche alberghiere. Recatosi nelle scorse settimane ad Expo in compagnia di alcune persone con disabilità sensoriale – tra le quali Mara Paola Domini, presidente dell’Ente nazionale sordi (Ens) di Milano – sul suo blog “InVisibili” ha dovuto amaramente constatare che “nessuno parla la lingua dei segni, molte attrazioni sono al buio o a luce molto bassa, così diventa difficile vedere i segni. Quasi tutti i filmati sono sottotitolati, ma in inglese”. E poi quella gaffe degli addetti alla sicurezza che sa quasi di beffa: “La notizia che  tre ragazzi napoletani sordi sono stati fermati prima dalla sicurezza interna, poi dalle forze dell’ordine, perché vestivano una maglietta di protesta ‘No deaf no expo – no sordi no expo’”.

 

PAMELA: “EXPO A MISURA DI DISABILE “ – Chi invece promuove a pieno voti l’accessibilità ad Expo 2015 è Pamela, 39 anni, viaggiatrice onnivora, dal 1997 su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale. E che dalle pagine del suo blog, “ilmondodipamela.it”, elogia un’esposizione universale “a misura di disabile”. Anche perché, in una kermesse di tale portata, “sarebbe stata una vergogna riscontare problemi di accessibilità ai disabili o barriere architettoniche”.

– Partita da Lecco in auto ha parcheggiato in uno dei 220 posteggi gratuiti per disabili “posizionati proprio di fronte alle casse, in modo da non far percorrere troppa strada alle persone con mobilità ridotta”. Poi, individuato l’ingresso preferenziale per le carrozzine e le donne incinte, passato il metal-detector ha potuto accedere “facilmente a una lunga e dolce rampa che conduce ai padiglioni, che sono tutti totalmente accessibili con rampe e ascensori”.

 

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S.P.

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