Inter Bologna 0 a 3 Serie A ventiquattresima giornata, Ranieri abdica

“Non c’è più niente da fare, è stato bello sognare”; nessun’altra melodia potrebbe descrivere meglio la situazione attuale dell’Inter. L’Inter perde la faccia a San Siro. Moratti non ci sta: essere ridicolizzati da Lecce, Roma, Novara e Bologna è troppo. Ranieri non sarà più l’allenatore dell’Inter.

 

Complice l’attacco influenzare che ha colpito Stankovic e Milito, Ranieri è costretto a cambiare ancora modulo; dopo la deludente sconfitta contro il Novara si passa al 4-2-3-1 con l’insolito Faraoni, la sicurezza Sneijder ed il rientrante Forlan alle spalle di Pazzini. Centrocampo formato da capitan Zanetti e Cambiasso mentre in difesa Maicon e Nagatomo agiranno sulle fasce. Al centro dentro Ranocchia e Lucio. Pali difesi da Julio Cesar.

 

Pioli si affida ad un ‘Albero di Natale’ rivisitato che prevede Gillet in porta; difesa a tre formata da Raggi, Portanova ed Antonsson. Centrocampo con Garics, Perez, Mudingayi e Morleo. Dietro l’unica punta Di Vaio spazio ai talentuosi Diamanti e Ramirez.

 

Ritmi molto bassi nei primi minuti dove l’unico evento degno di nota è un problema muscolare occorso a Faraoni; nonostante questo, l’ex Lazio, riesce a rimanere in campo. Per vedere un tiro in porta bisogna attendere l’11; è Sneijder ad eludere l’intervento di Portanova e ad andare al tiro dai venti metri. Palla centrale: Gillet para agevolmente.

 

Occasione ben più netta al 18’ quando Sneijder, su punizione, trova Maicon. Il brasiliano, tutto solo in mezzo all’area, colpisce di testa ma non riesce ad angolare. Gillet respinge con i pugni. La risposta degli ospiti arriva al 28’ ed è tutta in una punizione mancina calciata da Diamanti. Punto di battuta troppo lontano per sorprendere Julio Cesar.

 

Un minuto dopo è ancora Maicon, sempre di testa, a rendersi pericoloso. Cross dalla destra di Sneijder e tentativo del terzino verdeoro che si spegne a lato. Il colpo di testa non è la sua specialità. Sugli sviluppi dell’azione seguente l’occasione d’oro capita a Forlan. L’uruguaiano, solo contro Gillet, non riesce a superare l’estremo difensore. Tiro centrale.

 

L’incredibile succede al 37’: Lucio si dimentica di Ramirez; il Gaston rossoblu la mette in mezzo dove Perez serve sulla destra Di Vaio che, tutto solo, salta Nagatomo e deposita in rete. Nemmeno il tempo di ribattere ed arriva il raddoppio. È sempre l’ex bianconero che sfrutta un incredibile errore di Ranocchia che, stoppa malamente di petto e serve la punta rossoblu. Di Vaio, tutto solo davanti a Julio Cesar, non può che gonfiare per la seconda volta la rete. Valanga di fischi in quel di San Siro.

 

Neroazzurri visibilmente provati da questo micidiale uno-due degli uomini di Pioli. Al 44’, sull’ennesima svista della retroguardia del Biscione, ci prova anche Diamanti. Punizione che sorvola l’incrocio dei pali. La prima frazione di gioco si chiude, al 47’, con un tentativo velleitario di Faraoni dal limite dell’area.

 

Tra gli applausi del pubblico d San Siro, l’Inter rientra in campo per la ripresa con gli stessi effettivi. Ranieri, forse per la prima volta nella sua gestione, decide di non effettuare cambi nell’intervallo.

 

Le difficoltà neroazzurre non rimangono però negli spogliatoi; al 47’ è Sneijder ad avere un po’ di spazio sull’out di sinistra. Cross in mezzo sul quale non arriva nessuno. Ora i rossoblu si affidano al contropiede: al 51’ Di Vaio si invola, aggira Ranocchia e va al tiro. Pronta deviazione di Lucio.

 

Due minuti dopo è sempre la punta rossoblu a trovarsi tutta sola davanti a Julio Cesar; questa volta viene fermato, ingiustamente, dalla terna arbitrale. Il fuorigioco chiamato non c’era. Al 57’ arriva la prima sostituzione: Pioli inserisce il giovane Taider al posto dell’ammonito Diamanti.

 

Neroazzurri che sfiorano la rete al 59’: percussione sull’out di sinistra di Nagatomo che serve in mezzo Forlan. L’attaccante osannato dopo la vittoria della Copa America, come successo nel primo tempo, si divora un gol tutto solo davanti a Gillet.

 

Ranieri, al pari dei supporters neroazzurri che lo riempiono di fischi, si accorge della scarsa condizione della bionda punta e decide di sostituirlo. Al suo posto entra il giovane Poli. Il tecnico testaccino riequilibra la squadra posizionandosi, come fatto nella ripresa contro la Roma, con un più prudente 4-4-1-1.

 

L’Inter torna a farsi vedere al 67’: punizione dalla sinistra di Sneijder e colpo di testa di Ranocchia. Il centrale cerca di farsi perdonare dell’erroraccio che ha portato Di Vaio al raddoppio, ma deve abbandonare i suoi sogni di marcatore grazie ad un prodigioso intervento di Gillet.

 

Ranieri al 68’ modifica nuovamente il modulo e passa ad un 4-3-1-2. Richiamato in panchina Faraoni, al suo posto entra il giovane Castaignos. Pioli risponde con l’ingresso di Konè per Ramirez.

 

Ancora Inter al 72’: questa volta è Maicon, dalla destra, ad accentrarsi e ad andare al tiro con il sinistro. Palla che termina abbondantemente a lato. Al 75’ esce il mattatore della serata: Marco Di Vaio. È Acquafresca a fare l’ingresso sul terreno di gioco.

 

È difficile commentare quanto accade all’84’: sull’ennesimo contropiede rossoblu, Acquafresca slalomeggia tra Nagatomo, Ranocchia, Lucio e Poli prima di depositare in rete. La gente abbandona lo stadio. Julio Cesar, contro il palo, sembra voler iniziare a piangere da un momento all’altro. Ed al triplice fischio va in scena il congedo di Ranieri: prima di entrare nel tunnel saluto ai senatori Cambiasso e Zanetti.

 

Dov’è finita la squadra che nelle ultime settimane del 2011 ha messo a segno otto vittorie consecutive? È dal 22 gennaio che l’Inter non vince più. Se perdere contro il Napoli al San Paolo ci può anche stare, subire una roboante sconfitta contro la Roma, lasciare tre punti a Lecce e crollare, a San Siro, sotto i colpi di Novara e Bologna è troppo.

 

5 sconfitte su 6 partite non lasciano alcuna speranza a Ranieri. Giocarsi una settimana decisiva dove l’Inter affronterà l’Olympique Marsiglia ed il Napoli, entrambe in trasferta, con un tecnico che non sembra aver più il polso della squadra sembra una scelta azzardata. Non resta che attendere le decisioni di Moratti. Figo si è candidato. Ma i giocatori sarebbero comunque gli stessi. Cosa cambierebbe?

 

Per completezza d’informazione dobbiamo anche ricordare che l’Inter si mantiene sempre a quota 36 punti e viene superata dal Napoli, vincente per 3 a 0 nella trasferta di Firenze. Il terzo posto sembra ormai un’utopia.

Matteo Torti

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