Un convento di suore nel centro milanese era l’anello di un traffico di cocaina tra cosche calabresi e colombiane

CarabinieriL’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Piacenza; la base dell’inimmaginabile traffico di stupefacenti era a Milano, in un tranquillo convento di suore.

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LA STRATEGIA CRIMINALE – “I corrieri fingevano di essere dei pellegrini che raggiungevano il convento milanese per trascorrere periodi di fratellanza e pace spirituale” hanno spiegato dai Carabinieri. “In questo modo riuscivano a consegnare al portinaio del convento stesso grandi valigie ripiene di coca.”

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LA MENTE – Mente dell’operazione sarebbe stato un imprenditore della provincia di Piacenza collegato alla ‘nrangheta, arrestato tra gli altri insieme ad alcuni affiliati delle cosche ‘Pelle/Vottari’ e ‘Coco/Trovato’, a loro volta legate a gruppi di narcotrafficanti colombiani.

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L’OBBIETTIVO – Proprio l’imprenditore voleva arrivare ad importare in Italia fino a 300 chili di cocaina alla volta, sfruttando rotte via nave. Per questo motivo era riuscito ad impossessarsi illecitamente i fondi Fao per lo sviluppo della pesca, con i quali aveva realizzato una base di stoccaggio della cocaina in Ghana.

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IL CONVENTO NON ERA ASSOLUTAMENTE A CONOSCENZA DEI FATTI – Completamente estraneo ai fatti il convento e tutte le religiose in esso residenti.

Di Redazione
Foto per gentile concessione Ambrosiana Pictures

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