Vigili assolti con bomba a Milano via Friuli: dopo la sentenza che scagiona i “ghisa” accusati di aver fatto sparire 816mila multe, ieri al Comando dei Vigili Urbani è scattato l’allarme bomba a causa di un finto ordigno

Forse qualcuno si è arrabbiato. E ha voluto fare uno scherzo decisamente di cattivo gusto.

 

 

 

 

 

LE MULTE “STRACCIATE” DAI VIGILI

  • La sentenza di assoluzione dei tre dipendenti della Polizia locale di Milano, accusati di aver “stracciato” tra il 2001 e il 2004 ben 816mila multe per infrazioni del codice della strada (causando tra l’altro al Comune un danno valutato in circa 25,8 milioni), non è infatti passata inosservata.
  • Il procedimento aveva preso il via dall’ispezione ordinata nell’agosto 2003 dall’allora comandante della Polizia locale Antonio Chirivi’ al suo futuro sostituto, Emiliano Bezzon.
  • Era stata poi la pm Grazia Pradella a chiedere il “non luogo a procedere” per prescrizione, riconoscendo però le responsabilità penali degli imputati.

 

LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE

  • Qualche giorno fa, invece, il verdetto: il collegio giudicante della decima sezione penale del Tribunale di Milano ha assolto il dirigente e i tre vigili accusati “perché il fatto non sussiste”.
  • L’unica prescrizione ha toccato l’accusa di ingiuria, rivolta ad un solo imputato che aveva insultato un dipendente dell’Ufficio notifiche perché lo aveva denunciato.

 

LA BOMBA: SCHERZO O VENDETTA? – Forse, qualcuno non ha gradito. E la vendetta (o il pessimo scherzo), è stata di abbandonare una bomba con tanto di timer impostato sulle 11,35 all’interno della sede del Comando dei Vigili Urbani di via Friuli, proprio davanti all’Ufficio Sanzioni.

 

PIANO DI EVACUAZIONE ED ARRIVO DEGLI ARTIFICIERI – Immediato l’allarme a seguito della segnalazione di un dipendete: evacuazione immediata dell’edificio presenza immediata sul luogo di Carabinieri e del nucleo degli Artificieri, pronti a disinnescare l’ordigno.

 

ERA SOLO UNA BUFALA

  • Dall’analisi eseguita, però, fortunatamente la bomba si è rivelata una “bufala”, per quanto di aspetto molto convincente per gli occhi dei non esperti: timer, fili elettrici e collegamento con due piccole batterie, il tutto all’interno di una scatola di cartone.
  • Per ora, nessuno ha rivendicato il gesto. Se il responsabile venisse rintracciato, per lui l’accusa di procurato allarme comporterebbe conseguenze giuridiche molto gravi.

 

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Di Redazione

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