Donna accoltellata e uccisa via San Dionigi Milano, marocchino uccide compagna per gravidanza indesiderata, dettagli

Quando sabato sera gli agenti delle Polizia sono arrivati in via San Dionigi, periferia Sud-Est di Milano, M.M., un marocchino di 28 anni,  giaceva privo di sensi sul pavimento del balcone del quarto piano.

 

La chiamata in Questura era giunta poco dopo le 22. Parlava chiaro: una persona era precipitata dal sedicesimo piano dello stabile atterrando, quasi miracolosamente, sul balcone del quarto.

 

L’anziana proprietaria dell’appartamento ha raccontato ai poliziotti di aver udito, attorno alle 21.50, un pesante tonfo provenire dal suo balcone. A quel punto, dopo aver scorto la presenza di un uomo riverso esanime sul balcone, in preda al panico, la donna non ha potuto fare altro che allertare i suoi vicini.

 

I condomini, accorsi in suo aiuto, hanno provato a far rinvenire l’uomo che, prima dell’arrivo del 113, ha anche ripreso brevemente coscienza, salvo poi svenire di nuovo.

 

Durante la verifica delle condizioni del nordafricano, gli agenti hanno notato una inquietante anomalia:  le sue calze erano completamente inzuppate di sangue, pur non riportando sul resto del corpo segni evidenti di ferite.

 

Dalle dichiarazioni dei condomini presenti, i poliziotti hanno scoperto che in realtà l’uomo non risiedeva al sedicesimo piano, ma al settimo, dove condivideva la casa con la propria compagna e un figlio di 14 mesi.

 

Precipitatisi di fronte alla porta della coppia, gli agenti hanno suonato il campanello senza ricevere risposta alcuna. Solo i Vigili del Fuoco, con l’ausilio di un’autoscala, sono riusciti ad entrare nell’appartamento.

 

Nella camera da letto, però, l’atroce e inaspettata sorpresa: la compagna del 28enne nordafricano, A.F.S., italiana di 26 anni, era riversa a terra, ormai senza vita, in una pozza di sangue. Il bimbo, fortunatamente, era seduto a terra in buone condizioni. Sul pavimento, le impronte insanguinate dei piedi dell’uomo.

 

Il marocchino è stato subito trasportato al Policlinico, in codice rosso, e successivamente al Fatebenefratelli. Dopo le prima cure, i medici hanno riscontrato nel suo stomaco la presenza di liquido corrosivo simile a quello contenuto nei normali prodotti chimici utilizzati per sturare i lavandini, cosa che ha avuto riscontro nel ritrovamento, sul suo balcone, di una bottiglia di “Idraulico scrostante”.

 

La donna, secondo la ricostruzione del medico legale, è stata uccisa con 10 coltellate, di cui 6 sulla parte anteriore del busto e le restanti quattro sulla schiena.

 

Un coltello da cucina corrispondente all’ipotetica arma del delitto è stato recuperato e sequestrato dagli agenti.

 

Nella casa è stato anche rinvenuto un test  di gravidanza usato e dall’esito positivo, che avvolererebbe l’ipotesi del delitto per gravidanza indesiderata, commesso da parte del compagno della donna.

 

Mentre le indagini proseguono, il nordafricano è tuttora piantonato in ospedale in attesa che possa  rispondere all’interrogatorio delle forze dell’ordine.

 

Il piccolo, invece, è stato affidato alle cure dei parenti della madre.

 

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S.P.

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