Allarme profughi in Lombardia lanciato da Majorino, l’assessore: Abbiamo bisogno di regole e fondi

Pierfrancesco MajorinoEra il 16 agosto scorso quando, nelle acque vicino a Pachino, in provincia di Siracusa, un lungo cordone di bagnanti formatosi spontaneamente, traeva in salvo decine di profughi provenienti dalla Siria, a bordo di un vecchio barcone di legno. L’imbarcazione era partita quattro giorni prima dalla Turchia, con 160 migranti in fuga dalla guerra civile. una volta giunta a poche decine di metri dalla spiaggia di Morghella, senza pensarci troppo, i bagnanti presenti si erano fiondati in acqua, andando a formare una lunga catena umana di braccia e tanto cuore che aveva aiutato i profughi ormai stremati – tra cui molte donne e una cinquantina di bambini – a raggiungere incolumi la riva.

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LA ‘PRIMAVERA ARABA’ – Quelle immagini toccanti le abbiamo ancora davanti agli occhi, così come quelle delle innumerevoli carrette del mare – cariche di disperati in fuga dai Paesi della “Primavera araba” – che quest’estate hanno raggiunto le coste della Penisola, alla ricerca di un futuro migliore o, più semplicemente, di un futuro e basta. L’Italia, anche questa volta, ha fatto la sua parte, con tanto di encomio, qualche giorno fa, da parte dell’Unione Europea.

 

IL COLLASSO DELLE STRUTTURA ITALIANE – Del resto, Italiani brava gente, si sa. Ma i centri di prima accoglienza, quella strutture atte a garantire un primo soccorso agli immigrati, sono ormai pieni e molti di essi vanno verso il collasso. in questo senso, anche per quanto riguarda la Lombardia, la situazione che si va profilando all’orizzonte non lascia ben sperare.

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3.600 PROFUGHI IN LOMBARDIA, NEL DOPO GHEDDAFI – In tema di accoglienza, la nostra regione ha avuto una posizione di rilievo – pur palesando parecchie inefficienze – nel 2011. Allora, dalla Libia del “dopo Gheddafi” giunsero in Lombardia circa 3.600 richiedenti  asilo, con un picco milanese di più di 350 persone da ospitare. A ricordarlo è l’assessore comunale alle Politiche Sociali di Milano, Pierfrancesco Majorino che, in vista dell’imminente nuova emergenza umanitaria, lancia l’allarme riguardo la reale capacità del capoluogo milanese di affrontare l’eccezionale afflusso di cittadini provenienti, ora, anche dal martoriato Egitto.

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L’ALLARME LANCIATO DALL’ASSESSORE PIERFRANCESCO MAJORINO – “Alla luce anche dei fatti che stanno coinvolgendo la Siria – ha avvertito l’assessore – lo scenario che si apre è di una emergenza simile (a quella del 2011, n.d.a.) con numeri comparabili se non addirittura  superiori. Riteniamo che tutte le istituzioni debbano fare la propria parte e lanciamo un allarme non per sottrarci all’impegno di accogliere i richiedenti asilo, ma per richiamare ognuno alle proprie responsabilità e il Governo a una maggiore chiarezza su questo fronte”.

 

LA SITUAZIONE CRITICA DI MILANO – La situazione per la nostra città è già critica: da una nota del Comune si apprende che in città, ospiti di varie comunità, vi sarebbero già 600 minori stranieri non accompagnati; di questi, circa 100 sarebbero arrivati all’ombra della Madonnina solo tra luglio e agosto e, neanche a dirlo, il 40% è di origine egiziana.

 

DATECI REGOLE & FONDI – L’appello che Majorino rivolge al Viminale, quindi, non può che essere perentorio e senza mezzi termini: quello che il Comune di Milano si attende, infatti, è “una programmazione efficace e tempestiva, affinché sia possibile avviare percorsi di accoglienza certi e supportati da sufficienti contributi per uomini, donne, bambini e intere famiglie”. In due parole: regole e fondi.

 

GIA’ 25MILA I PROFUGHI FUGGITI DALL’EGITTO E GIUNTI IN ITALIA – I numeri, peraltro, diffusi qualche giorno fa a Roma, durante un incontro tra Regioni e governo, sull’emergenza sbarchi, sono più che eloquenti: dall’inizio dei tumulti politici in Egitto ad oggi, sarebbero circa 25.000 i profughi giunti dalle aree in crisi per richiedere asilo politico nel nostro Paese. Una cifra già di per sé allarmante e destinata ad aumentare inesorabilmente se non si prenderanno le giuste contromisure per contenere il fenomeno.

 

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S.P.

Foto: gaytv.it