Strage Parigi, a Milano scoppia il caso sui luoghi di culto, intanto il Prefetto aumenta la vigilanza

ParigiLa questione dei bandi sull’assegnazione dei luoghi di culto, a Milano, era già un argomento caldo. Ora, dopo la strage di Parigi alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo,  il caso è scoppiato in tutta la sua prorompenza.

 

LA RICHIESTA DEL CAIM CIRCA LA REVOCA  DEL BANDO DI ASSEGNAZIONE DEI LUOGHI DI CULTO – Era stata diffusa ieri la notizia della richiesta, presentata dal Coordinamento delle Associazioni islamiche (Caim), circa  la revoca del bando comunale per la concessione di aree pubbliche per nuovi luoghi di culto, con la conseguente pubblicazione di una nuova gara “depurata da aspetti problematici e da ritenersi illegittimi”, che “non permettono a nessuna delle 52 associazioni iscritte all’Albo voluto dal Comune di partecipare”.

– “Ci sono criteri che riteniamo inaccettabili – aveva spiegato il coordinatore del Caim, Davide Piccardo, – e per evitare che il provvedimento sia impugnato davanti al Tar chiediamo all’amministrazione di revocare il bando e emetterne uno nuovo, cosa fattibile in un paio di giorni, che tenga conto delle nostre osservazioni legittime rispetto a punti discriminatori. E’ pronta una comunicazione ufficiale indirizzata all’amministrazione, che sarà sottoscritta dalle nostre associazioni”.

-I punti contestati riguardano in particolare i criteri introdotti nel bando in base all’ordine del giorno presentato da Matteo Forte dei Popolari per Milano e approvato dal consiglio comunale il 18 dicembre: “Nessuna delle 52 associazioni iscritte all’albo è un ente di culto, come chiede il bando per assegnare i punteggi e solo una ha partecipato al percorso per la sottoscrizione della ‘Carta dei Valori’ proposta dal governo nel 2007 – spiega Reas Syed, responsabile dell’Area Legale del Caim – e che non ha valore vincolante. Inoltre è discriminatorio anche il criterio formale relativo ai ministri del culto, che peraltro noi non siamo tenuti ad avere”.

-Per contro, il Caim chiede che “venga riconosciuto maggior peso alla rappresentatività sul territorio delle associazioni e alla esperienza di quelle che in questi anni hanno fornito luoghi per il culto ai fedeli milanesi” e venga inserito un punteggio per la qualità del progetto architettonico: “Non è previsto, e questo davvero stupisce: non c’è nessun interesse da parte dell’amministrazione comunale alla forma della struttura che sarà costruita”, prosegue il legale.

-Infine, il Caim ha spiegato anche di ritenere troppo piccola l’area messa a disposizione in via Sant’Elia per la preghiera: “Al momento metà dei fedeli che si trovano a pregare al Palasharp restano fuori dall’attuale tensostruttura, sotto le intemperie: per una sala preghiera servono almeno 2.500 metri quadri, il doppio di quanto previsto dal bando”.

 

ANCORA IL CAIM, A COMMENTO DELLA STRAGE DI PARIGI – «Il mio cordoglio e la mia solidarietà vanno alle famiglie delle vittime e alla Francia tutta», ha dichiarato Piccardo dopo la tragedia che ha colpito la redazione di Charlie Hebdo . «Non si sa ancora chi abbia commesso il vile crimine, ma sappiamo che dopo i morti le prime vittime saranno i 6 milioni di musulmani francesi. Ancora una volta vittime di odiose strumentalizzazioni e discriminazioni».

-«Considero criminale – ha proseguito Piccardo – tracciare qualsiasi relazione tra i diritti dei cittadini musulmani e fatti di questo tipo».

-«Le grida con cui gli assassini hanno voluto caratterizzare e “firmare” la loro aberrante impresa – ha concluso Piccardo – non è altro che blasfemia e forse depistaggio e, chiunque abbia la responsabilità atroce di questo attentato, sappia che ci troverà fermi e coesi nella difesa della legalità, della sicurezza e della coesistenza tra genti di diversa cultura e religione ma uniti nel comune interesse della pace. Il Caim esprime tutto il suo dolore per le 12 vittime e per i feriti che stanno lottando contro la morte e invita i musulmani e le musulmane di Milano a testimoniare il loro sdegno recandosi al Consolato di Francia in via Moscova».

 

I PRESIDI DI SOLIDARIETA’ – Nella giornata di ieri, intanto, le forze politiche (FdI e Forza Italia, ma anche il Pd) hanno organizzato un presidio di solidarietà davanti al consolato francese di Milano.

-Tra i presenti Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, il vice-presidente del Consiglio comunale e capogruppo di FdI-An in Regione Riccardo De Corato, Daniela Santanché, il coordinatore cittadino Giulio Gallera e il capogruppo in Consiglio comunale Pietro Tatarella.

– Per la sinistra, presente l’assessore alla politiche sociali di Milano, Pierfrancesco Majorino, Stefano Boeri e Carmela Rozza.

– Circa un centinaio, inoltre, i cittadini italiani e francesi che hanno manifestato mostrato cartelli con la scritta «Je suis Charlie».

 

INTANTO, IL PREFETTO INTENSIFICA LA VIGILANZA –  Mentre, in queste ore, si sta svolgendo una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza fissata da Francesco Paolo Tronca, il Prefetto ha anche già stabilito l’intensificazione della vigilanza sugli obiettivi sensibili in città.

 

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Di Redazione

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