Uomo accoltellato fast food piazza Duomo Milano, due arresti

Era stato picchiato e accoltellato, rimediando ferite per 50 giorni di prognosi. Ora i primi 2 arresti

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini egiziani pregiudicati, del ’97 e del ’96, ritenuti responsabili in concorso con altri soggetti, al momento ignoti, del reato di lesioni gravissime aggravate dall’uso delle armi, per aver aggredito, il 2 dicembre 2017, un uomo all’interno dell’esercizio commerciale Mc Donald’s nel pressi di Piazza Duomo, e averlo accoltellato.
“In particolare, la sera di quel giorno – ricostruisce la Questura di Milano –, intorno alle ore 20.30 circa, all’interno del Mc Donald’s sito in Galleria Ciro Fontana, un uomo, cittadino albanese, è stato dapprima avvicinato e molestato da un gruppo di giovani ragazzi di origine nordafricana (una decina circa) che già in precedenti occasioni si erano rivolti a lui con frasi ingiuriose e minacciose. Nell’occasione, accortosi del fatto – ha proseguito la Questura –, è dapprima intervenuto il responsabile del servizio di accoglienza dell’esercizio pubblico, che ha provveduto a esortare i giovani nordafricani a uscire dal locale, considerato che gli stessi “bivaccavano” senza avere intenzione di consumare nulla. Ciò nonostante, non appena il responsabile dell’accoglienza si è allontanato – prosegue –, la discussione tra il gruppo dei giovani ragazzi e l’albanese è proseguita anche fuori dal locale. Giunti all’esterno del fast-food, la vittima è stata ripetutamente colpita con violenti calci e pugni e infine attinto con alcuni fendenti sferrati utilizzando una arma da punta e taglio. Il giovane riportava, quindi, diverse ferite all’altezza dell’arcata sopra cigliare sinistra e nella parte lombare sinistra, nonché la lussazione della spalla sinistra e un trauma nasale, per una prognosi complessiva di circa 50 giorni”.
Di seguito al primo intervento sul posto effettuato dalle Volanti, nei giorni immediatamente successivi all’evento, i poliziotti della Squadra Investigativa del Commissariato Centro della Questura di Milano hanno iniziato un’intensa e complessa attività di indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore Basilone. Sono state, quindi, acquisite le immagini delle telecamere comunali e dei diversi esercizi commerciali presenti in zona per cercare di ricostruire la dinamica dei fatti.
Gli agenti del Commissariato Centro hanno raccolto utili elementi per il prosieguo delle indagini nel corso delle quali è emerso che il gruppo in questione era solito frequentare il fast food, attuando costantemente un atteggiamento di disturbo sia nei confronti degli avventori, che del personale in servizio.
Dagli elementi raccolti, il personale del Commissariato è risalito a un soggetto che a seguito di approfonditi accertamenti è risultato collegato a una serie di personaggi, tutti di origine magrebina che da qualche tempo frequentavano il centro città. Il loro profilo forniva così agli investigatori ulteriori elementi utili. L’ulteriore esame delle immagini estrapolate dalle telecamere, ha immortalato il gruppo dei soggetti in questione che negli istanti immediatamente successivi all’aggressione si dà a precipitosa fuga. Sia alla vittima che al responsabile della sicurezza è stato mostrato un album fotografico dal quale sono stati estrapolati due profili corrispondenti ai soggetti presenti la sera dei fatti.
Nel corso di questi tre mesi il personale ha svolto un’intensa attività di monitoraggio del centro cittadino, identificando diversi soggetti che corrispondevano alle caratteristiche segnalate: “Si tratta di soggetti stranieri – ha specificato la Questura – con un curriculum criminale già sufficientemente collaudato da pregressi arresti per reati gravi come la rapina aggravata da travisamento, ovvero dall’uso di armi e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Gli stessi sono stati più volte sottoposti a controlli di polizia nel centro cittadino (Piazza Mercanti e zona “Duomo) ove abitualmente si riunivano in gruppo all’interno di esercizi pubblici”.
“Vivono in Italia con residenze o dimore di non facile individuazione – ha aggiunto la Questura –, poiché sono soliti cambiarle a seconda delle “esigenze”. Nonostante i controlli di polizia patiti, ovvero gli arresti subiti, hanno proseguito nei loro intenti criminosi manifestando di non aver alcun timore neanche dinanzi ad una loro potenziale detenzione”.
All’esito dell’emissione delle misure cautelari, dopo diversi giorni di servizi di osservazione, nella tarda serata del 1° marzo il personale operante ha dapprima rintracciato uno degli indagati, proprio all’interno del Mc Donald’s e successivamente, con non poche difficoltà anche il secondo, quest’ultimo nell’estrema periferia a sud di Milano. Entrambi, dopo gli atti di rito sono stati associati presso la casa Circondariale di San Vittore. Un terzo cittadino egiziano è stato indagato a piede libero per i medesimi fatti.

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