Il vischio: tradizione, storia e leggende nella magia di un bacio

Una piantina collocata ad hoc, e il nuovo anno potrebbe iniziare nel migliore dei modi. Scopriamo insieme perché

Una tradizione antica ma ancora attualissima, tramandata da generazioni in Italia e in tutto il mondo. Stiamo parlando dell’uso di appendere un rametto di vischio e, per capirne le motivazioni, è necessario ripercorrere le leggende  delle lontane terre del nord Europa, popolate dai celti e dai mitici sacerdoti druidi.
I SACERDOTI DRUIDI – Proprio questi ultimi, ad esempio, associavano al vischio prima di tutto una forza magica, in grado di far deporre le armi ai nemici che si fossero incontrati in sua prossimità. Per tale ragione, questo piccolo vegetale è considerato oggi augurio di serenità e pace e, appenderlo alla porta di casa, regalerà armonia a tutti i suoi abitanti.
LE DOTI CURATIVE – Inoltre, le antiche popolazioni nordeuropee vi attribuivano anche importanti doti curative. Tutt’oggi, i contadini che lo trovano tra i rami dei propri meli, dei peri, dei susini, dei mandorli, dei pioppi, degli aceri e ovviamente degli abeti, lo considerano un dono da proteggere contro mani avide ed inopportune. E ci racconteranno che un tempo non era insolito ritrovarlo in farmacia, quando con i suoi frutti si preparavano i cerotti; assumendolo sotto forma di tisana, invece, era possibile curare tantissimi mali come l’ipotensione, la tosse ostinata e l’asma. Infine, sotto forma di tintura, era un toccasana per reumatismi, sciatica e geloni.
LE VIRTÚ FECONDATIVE – Ma c’è di più. Leggende appartenenti alle popolazioni più disparate (non solo inglesi e scandinave, ma anche australiane, africane e giapponesi), attribuiscono al vischio speciali virtù fecondative. In particolare, tale valore sacro è rimasto nel folklore delle popolazioni del nord dell’Europa ed è legato al periodo del solstizio d’estate (San Giovanni), e d’inverno (Natale).  La mitologia anglosassone racconta che il vischio fosse la pianta della dea Freya, abitante del Valhalla e protettrice degli innamorati. Da tutto questo, la consuetudine di “far comparire all’occorrenza” un utilissimo rametto di vischio per riuscire, non senza una dose di innocente sollecitudine, a sfiorare con un bacio l’innamorato, coprendo imbarazzi e rossori dietro la “magnifica scusa” di voler tramandare un’usanza affascinante ed antichissima.
CHE ASPETTO HA? – Il vischio si presenta come un ciuffetto grassottello e tondeggiante di un bel verde allegro e vivace. E’ costituito da rametti cilindrici e molto articolati, foglie carnose, minuscoli fiorellini gialli e, soprattutto, è contornato da tante palline splendenti, che sembrano scolpite direttamente nella madreperla. Ne esistono circa una trentina di specie differenti (anche nelle nostre campagne è possibile incontrarne alcune) e nascono generalmente tra i rami delle piante da frutto che, rese spoglie e grigie dall’inverno, possono così riacquistare un gioioso, incantevole aspetto. Il tutto grazie a questo piccolo sempreverde, considerato uno degli “aiutanti” più preziosi del mondo vegetale.

 

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