Vox Diritti, Milano e Roma tra le città più intolleranti verso LGBT

Una mappa dell’intolleranza emersa da uno studio che ha coinvolto le Università di Milano, Bari e Roma: lo scopo è conoscere, per programmare un’efficace azione di prevenzione

mappa intolleranzaVox Diritti, Osservatorio italiano sui diritti, ha lanciato la prima mappa dell’intolleranza in Italia. Lo scopo di questo progetto, realizzato in collaborazione con l’Università di Milano, Bari e Roma, è mappare grazie a Twitter le zone in cui l’odio verso le donne, l’omofobia e la discriminazione sono più presenti.
L’idea alla base del progetto, nato prendendo ispirazione da esempi come la Hate Map della americana Humboldt  State University, è molto semplice quanto interessante. Mappare per un anno i tweet contenenti parole sensibili e, tramite la geolocalizzazione, creare una mappa dell’intolleranza del nostro paese.
Il progetto ha comportato un enorme lavoro di ricerca e analisi dati e si è sviluppato in 4 fasi. La prima fase, seguita dal dipartimento di Diritto Pubblico italiano e sovranazionale dell’Università degli Studi di Milano, si è focalizzata sull’identificazione dei diritti il cui mancato rispetto infuisce maggiormente sul tessuto connettivo sociale. La seconda fase si è concentrata sulla creazione di una lista di parole considerate sensibili in base all’aspetto che si vuole analizzare, questa fase è stata gestita dal dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma. La terza fase ha riguardato la creazione di un software che fosse in grado di comprendere la semantica di un testo ed estrapolare i dati richiesti. Questa fase è stata seguita dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Bari. Una volta raccolti tutti i dati si è arrivati all’ultima fase, ossia l’analisi e l’elaborazione psico-sociale delle informazioni raccolte (effettuata dal team della Sapienza) per la creazione della prima mappa dell’intolleranza in Italia.
Lo studio dell’Osservatorio si è concentrato su 5 categorie: donne, immigrati, omosessuali, ebrei, diversamente abili. La ricerca ha evidenziato sostanzialmente due aspetti. Il primo riguarda il fatto che l’intolleranza è polarizzata soprattutto a Nord e a Sud. Il secondo aspetto mostra invece un ribaltamento della situazione per quanto riguarda l’antisemitismo, molto più presente nelle regioni centrali d’Italia.
Per quanto riguarda l’omofobia, la regione in cui si sono registrati più tweet discriminatori è la Lombardia, mentre nella classifica delle “città più omofobe d’Italia” rientrano Roma, Milano, Bologna e Napoli.
Nonostante i tweet omofobi siano solo 110.774 su un totale di 1.800.000 tweet analizzati, è evidente che i problemi legati all’orientamento sessuale siano un aspetto serio e non debbano essere sottovalutati ,soprattutto se andiamo ad analizzare i dati legati all’omofobia in Italia. Il 18% degli italiani considera inaccettabile l’omosessualità, il 69% degli omosessuali dichiara di aver paura a camminare mano nella mano con il proprio partner e 3 persone su 4 appartenenti alla comunità LGBT ( Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) hanno dichiarato di aver subito episodi di discriminazione o pregiudizio. Il risultato è che il 36% degli omosessuali nasconde la propria identità sul lavoro e ben il 76% a scuola.
Vox Diritti ha creato questa mappa per rendere più coscienti regioni, comuni e scuole dei problemi più importanti legati al territorio, permettendo così loro di programmare un’efficace azione di prevenzione.

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