Mostra Bio Modulazioni – suono, biologia, mito, 26 febbraio 2011 – 19 marzo 2011

“Bio_modulazioni. Suono, biologia, mito” è il titolo della mostra collettiva che si inaugura a Parma sabato 26 febbraio e proseguirà fino al 19 marzo 2011. Per la prima volta a Parma, un gruppo di artisti legati all’associazione milanese per le arti contemporanee, Imaginabox, espone in qualità di testimone di una nuova generazione che si sta affermando nel mondo dell’arte italiana.

 

Enrica Berselli, Marco Carli Rossi, Fiorella Fontana e Riccardo Pirovano presentano i loro lavori in una collettiva che ha come tessuto comune la biologia interpretata secondo i canoni della più pura soggettività.

 

Gli artisti esprimono infatti tale tema modulandolo e accostandolo a concetti differenti che spaziano dal suono, all’organico, al mito, esprimendosi con le più svariate tecniche. Interessante osservare come la sensibilità degli artisti selezionati e il loro vissuto personale possa dare vita a realizzazioni così diverse ma, soprattutto, come siano estremamente distinte le posizioni da cui prendono il via le singole riflessioni sul tema. Si va dagli acquerelli di Marco Carli Rossi alla grafite su tela di Fiorella Fontana, dal radiograph su carta di Enrica Berselli, alle installazioni polimateriche di Riccardo Pirovano.

 

Ciò che avvicina i quattro artisti non è l’utilizzo di un linguaggio comune, quanto la ripresa di un mondo organico dove la dicotomia tra scienza e mito si modula nelle forme del disegno e della scultura.

 

ENRICA SERSELLI – Enrica Berselli ha realizzato appositamente per gli spazi Audiomedica un’opera che si ispira al fregio di Beethoven del 1902 di Gustav Klimt, interpretazione della Nona sinfonia del famoso compositore tedesco. Riprendendo lo sviluppo orizzontale del fregio, che rimanda all’orizzontalità dello spartito musicale, l’artista si serve delle righe pentagrammatiche come ideale e decorativo legante tra le figure antropomorfe e i simboli che invadono lo spazio. Nelle altre opere esposte, dalla serie Geometrie ponderali, il corpo umano è completamente immerso in elementi naturali e simbolici che ne inibiscono la sensibilità, ma ne attivano al tempo stesso le potenzialità insite nella sfera psicologica.

 

RICCARDO PIROVANO – Un’altra contaminazione del biologico con il tema del suono, è visibile nella suggestiva opera “Kyoto” dell’artista milanese Riccardo Pirovano, selezionato per la sezione sculture del Premio Celeste 2009. L’artista presenta l’installazione di un grosso barile di ferro un tempo contenente petrolio e oggi trasformato da Pirovano in metafora del degrado del pianeta, dove il problema della futura scomparsa dell’acqua è rievocato da una “goccia infinita” della quale ormai si percepisce solo il suono ripetitivo e costante che, nella sua monotonia, induce lo spettatore alla riflessione. La passione di Pirovano per il biologico si esprime attraverso opere che inglobano in colate di resina insetti recuperati da antichi “insettari”, che vogliono ricondurre alla volontà sempre insita nell’uomo di catalogare la natura. Da qui si torna alla presenza dell’umanità, espressa attraverso il concetto dell’uomo catalogatore che sente la necessità di “schedare” e, quindi, di  razionalizzare un mondo che ai suoi occhi continua a sfuggirgli. Tale incapacità dell’uomo di dominare completamente il mondo naturale è espresso da Pirovano con l’inserimento di elementi discordanti che ne spezzano l’armonia e ne evidenziano i limiti intrinseci dovuti al costante rinnovamento delle forme organiche.

 

FIORELLA FONTANA – Fiorella Fontana, selezionata per il Premio Italian Factory 2008 e il Premio Arte Laguna 2009, affronta il tema della mostra affiancando alla tematica del biologico quella del mito, un mito attualizzato. Nelle sue opere il concetto di Biomodulazione è espresso attraverso la ripresa di figure antropomorfe e soggetti dall’ambigua e animalesca fisionomia: il capro per esempio ritorna spesso nei suoi disegni insieme a figure delle quali animalità e umanità si fondono in un ancestrale equilibrio. Tutto questo è realizzato servendosi diun’immagine dai contorni sfumati ottenuta con una gestualità quasi ossessiva che interviene sul supporto della tela.

 

MARCO CARLI ROSSI – Anche Marco Carli Rossi si avvicina al tema della mostra affiancandolo a quello del mito. Il suo intento è quello di proporre una propria mitologia illustrata attraverso immagini che realizza con macchie caotiche e multicolori, liquide e luminose. Questa volontà nasce dalla necessità di rielaborare i concetti della biologia conosciuta per ripresentarli nelle sembianze di opere “mute” ma che, nella loro tacita presenza, sono in grado di esprimere un loro personale suono: “Che si fondano flora e fauna non importa cosa dicono, urlano o cantano, nel loro grido muto che aizza nello stomaco dello spettatore una cacofonia”. Un’opera muta agli occhi dell’artista può così trasformarsi in una sinfonia di suoni molto più intensa di qualsiasi altra forma d’arte, come la musica, il video, tecniche che si rivolgono espressamente al sistema uditivo. Ogni opera ha un ritmo interno e sta allo spettatore decifrarlo.

 

L’INCONTRO CON GLI ARTISTI – La mostra presentata costituisce un progetto in evoluzione, che vuole coinvolgere lo spettatore e invitarlo a sviluppare, durante il suo personale percorso di visita della mostra, una lettura del tema proposto. Il progetto, infatti, non si esaurisce soltanto nel traguardo di un’esposizione, ma si sviluppa attraverso un processo che comprende una serie d’incontri con gli artisti coinvolti, al fine di creare insieme una nuova modalità di condivisione del progetto stesso.

 

Bio_modulazioni. Suono, biologia, mito

  • A cura di Giada_Lusardi e Andrea_Lacarpia
  • SPAZIO AUDIOMEDICA, Via Repubblica 49, PARMA (Ingresso da B.go Collegio Maria Luigia)
  • Inaugurazione sabato 26 febbraio ore 18,00
  • 26 febbraio 2011 – 19 marzo 2011.
  • Lunedì_sabato 9:00 -12:30 / 15:00 – 19:00.
  • Domenica 10:30 – 12:30

 

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Di Redazione

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