Restauro Ponte delle Gabelle Milano, iniziata la riqualificazione di questo capolavoro di ingegneria idraulica, alla cui progettazione lavorò forse anche Leonardo

Erano passati quindici anni dall’ultimo intervento di restauro ma il ponte della Conca dell’Incoronata, meglio noto come “Ponte delle Gabelle”, tra via San Marco e via Castelfidardo, rivedrà in breve tempo nuova luce. Lunedì mattina, 10 settembre 2012, alla presenza dell’assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano e ai rappresentanti di Navigli Lombardi, sono partiti i lavori di restauro conservativo per la valorizzazione di uno splendido manufatto dell’ingegno umano lasciato cadere colpevolmente nel dimenticatoio.

 

UN PO’ DI STORIA – Questo capolavoro di ingegneria idraulica risale al 1496, all’epoca della signoria di Ludovico il Moro sul ducato di Milano. Per far sì che arrivasse più acqua ai Navigli cittadini, il corso del Naviglio Martesana (canale costruito per desidero di Francesco Sforza) venne dirottato in città. Il ponte, con le sue porte, aveva lo scopo di limitare e regolare la portata dell’acqua della Martesana, che andava a confluire nella cerchia di canali interna.

– L’opera deve il suo nome al fatto che i barconi che vi transitavano dovevano pagare il dazio – le allora tanto invise ‘gabelle’ – ai gabellieri.

– Si ritiene che alla progettazione dell’opera vi abbia partecipato anche il grande Leonardo da Vinci, poiché all’interno del codice Atlantico sarebbero presenti alcuni disegni raffiguranti una chiusa del tutto simile a quella presente nel manufatto.

– Il ponte della Conca dell’Incoronata è rimasto in attività fino agli anni ’20 del 900, quando il Naviglio della Martesana andava ad immettersi nel laghetto di San Marco, il noto “Tumbun”. Allora, sul corso del canale, transitavano perlopiù materiali per l’edilizia, ma anche la carta destinata alla rotativa del vicino Corriere della Sera seguiva lo stesso percorso. Poi, dopo la copertura del Naviglio nel suo tratto interno – lavori iniziati nell‘aprile del 1929 e che trasformarono la città in un enorme cantiere – la chiusa “leonardesca” ha cessato la sua attività.

– Da allora, questo angolo nascosto di Milano, è caduto prigioniero del degrado, della sporcizia e di un generale stato d’incuria che hanno fatto sì che venisse quasi dimenticato, nonostante l’opera fosse tutelata da un vincolo monumentale. Secondo una vecchia legge (L. 1089/1939), poiché trattasi dell'”unico resto del Naviglio Martesana nel suo tratto urbano, caratterizzato dalla sopravvivenza dell’ultimo ponte antico del Naviglio, dell’ultima chiusa e della garitta, resti di originali attrezzature addette alla navigazione”, il Ponte delle Gabelle rientra in quell’ordine di opere cittadine da tutelare e valorizzare, affinché la cittadinanza ne possa fruire e godere.

 

NUOVA VITA – E così sarà. I lavori, approvati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Milano e il cui costo è stimato per un totale di 130mila euro, dovrebbero terminare entro la fine di ottobre. Si provvederà a impermeabilizzare e consolidare il ponte e a metterne in sicurezza i parapetti, secondo le norme vigenti. Dopodiché, sarà la volta della bonifica da erbacce e piante infestanti che hanno fatto sì che l’area diventasse habitat ideale per una colonia di felini che tuttora ne popola il suolo. Anche in questo senso sono state offerte garanzie poiché i gatti verranno trasferiti in un luogo più adatto sotto la tutela del garante degli animali.

– Per quanto riguarda le celebri “Porte vinciane”, il restauro sarà in parte coperto dal contributo di “Riva 1920”, sponsor trovato da Navigli Lombardi. A lavori ultimati, ad occuparsi della futura pulizia dell’area, ci penserà l’Ente regionale sviluppo agricolo e forestale, che effettuerà gli interventi a titolo gratuito.

– Per l’assessore Lucia Castellano l’auspicio è quello che la conca dell’Incoronata diventi la “location per eventi di prestigio e punto di riferimento turistico in una sorta di percorso leonardesco. Gli interventi di restauro sono fini a se stessi se i luoghi non vengono vissuti e restano abbandonati al degrado e agli atti vandalici”.

 

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Salvatore Patella

 

 

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