Riforma musei Franceschini, niente più ingressi scontati per studenti e over 65

SalvadanaioL’operato di un governo non si valuta solamente dalle tasse che aggiunge e dai vari bonus che decide di concedere alla popolazione, ma anche dalle riforme accessorie, sicuramente meno prioritarie e di immagine rispetto alle altre, ma forse proprio per questo più indicative della linea che si sta perseguendo. E la riforma dell’Arte e dei Musei proposta da Dario Franceschini, Ministro per i Bene e le Attività culturale e del turismo ed esponente del Partito Democratico, ci aiuta a capire molto del rinnovamento renziano.

 

IL DECRETO A FIRMA FRANCESCHINI – Dal 1° luglio 2014 sarà rivoluzione totale per i musei e per gli edifici pubblici aperti al pubblico e visitabili. Lo stabilisce un decreto legge firmato pochi giorni fa da Dario Franceschini, ministro della Cultura del Governo Renzi. Cosa va a modificare il decreto? Semplice: le tariffe di ingresso.

– Le novità principali? Sicuramente negative per i cittadini. Entrano gratis solamente i ragazzi fino ai 18 anni, mentre per chi ha meno di 25 anni sono previste semplici riduzioni. Tornano a pagare gli over 65, che non avranno più il beneficio di poter accedere gratuitamente alla cultura di cui il nostro Paese è così ricco.

– “Questo intervento sugli orari e sulle tariffe – ha concluso Franceschini – si somma agli altri significativi provvedimenti che il governo sta mettendo in campo per valorizzare il sistema museale italiano”.

 

INGRESSO AI MUSEI: PARTE LA RIVOLUZIONE “DEMOCRATICA” – Tariffe rimodulate, apertura prolungata e notti al museo. Sono questi i punti principali della riforma di Dario Franceschini:

Tariffe rimodulate. Come già accennato, l’ingresso gratuito sarà valido solamente per i minorenni; tra i 18 e i 25 anni d’età saranno previsti sconti, mentre gli over 65 torneranno a pagare il biglietto intero. Entrano gratuitamente, come già previsto nel 2013 dall’ex ministro dell’Istruzione Carrozza, i professori.

Apertura prolungata. Tutti i grandi musei, compresi il Colosseo, Pompei e gli Uffizi, prolungheranno l’orario di apertura alle 22 tutti i venerdì sera.

Notti al museo. Franceschini, fiero ed orgoglioso, ha spiegato di aver istituito la ‘Domenica al museo’. In corrispondenza della prima domenica di ogni mese tutti i luoghi della cultura statali saranno visibili gratuitamente, da tutti. Inoltre, ogni anno, saranno organizzate almeno due notti al museo con biglietto di ingresso a 1 euro.

 

RENZI: LA ROTTAMAZIONE DELLA CULTURA HA VERAMENTE SENSO? – Non solo gli esponenti politici. Dopo questa riforma sembra che il governo Renzi voglia rottamare anche la cultura. L’arte infatti è dei giovani, oltre che degli over 65. tuttavia, sembra che gli studenti, soprattutto nella deilcata fascia d’età in cui si tenta di uscire di casa per avviare la propria vita, siano out. Meglio che paghino.

– La domanda, a questo punto, viene spontanea: cosa ha mosso Franceschini ad elaborare questa riforma/rivoluzione? E la risposta sembra altrettanto spontanea: la voglia di evitare che i ricchi facoltosi stranieri over 65 possano entrare gratuitamente nei nostri musei.

– E per far questo, cosa fare? Ancora una volta, semplice: togliere la possibilità di ingresso gratis a tutti gli over 65, stranieri e italiani. Un ottimo modo per favorire la diffusione della cultura in Italia.

– Una concezione, questa, facilmente definibile come inconcepibile. I dati, infatti, parlano chiaro: il gettito derivante dagli ingressi ai musei rappresenta appena il 13% del bilancio del patrimonio culturale pubblico, che era già stato dimezzato da Bondi nel 2008. Un ministro per i Beni Culturali progressista come Franceschini, se volesse davvero “bene” all’Italia e al suo immenso patrimonio culturale, dovrebbe estendere il diritto alla cultura, non certo contrarlo, rottamando la cultura agli over 65 in favore dei minorenni.

– Il problema è che i minorenni entrano già gratis in tutti i musei nazionali, così come gli studenti universitari che, invece, non godranno più di questo privilegio, forse per loro effettivamente utile e interessante vista la voglia e la passione che li fa studiare.

– Chi è la categoria veramente aiutata da questo provvedimento? Gli insegnanti, a prescindere da ciò che insegnano. Franceschini, del resto, mette in pratica quanto previsto pochi mesi fa da Chiara Carrozza e Massimo Bray. Perché, dunque, gli insegnanti sì, mentre gli studenti universitari no?

– Non si tratta, i questo, di perseguire l’equità sociale. Togliere ai pensionati italiani la possibilità di entrare gratis nei musei italiani, per evitare che qualche centinaio di ricchi facoltosi stranieri over 65 entrino gratuitamente appare, francamente, inaccettabile e veramente anacronistico.

 

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 Matteo Torti

3 COMMENTI

  1. Retorica populista da quattro soldi tipica di teleidioti sempre più numerosi.
    Se potessi sfiderei l’autore a un confronto di cultura generale sicuro di vincere.
    Caro mio, non è che sei ignorante perchè, poverino, la mamma non ti ha portato ai musei da piccolo, ma perchè non ti ha insegnato a usare la tua testa e a studiare chino sui libri.
    Quelli cui la cultura interessa davvero pagano per andare ai musei come altri pagano per andare al cinema. Perchè per quelli è un piacere come per costoro lo è andare al cinema, a ballare o a fare la gita fuori porta.
    Ma a te piace la retorica banale. Banale, risaputa e ridondante fino alla noia. Lo si capisce benissimo da come non fai che ripetere gli stessi identici concetti fino allo sfinimento di chi ha la sventura di leggerti. Incapace persino di elaborare qualche concetto in autonomia mentale. Banalità, nient’altro. E si che il tema si presterebbe a considerazioni ampie. Protesta, protesta… riempiti la bocca con la parola “Cultura” non sai fare altro. Il vero scopo è spargere sempre e comunque malcontento. Tu si che avresti saputo che fare…. naturalmente aumentando sempre più le tasse a tutti. Anche a chi non è interessato ai musei… Ehhh, ma la “Cultura” esige uno sforzo da parte di tutti, nevvero? E le bocciofile? E quei pensionati italiani che preferiscono le bocciofile? Avranno il diritto di svagarsi come vogliono, o no? O sono meno italiani di quelli che vanno ai musei? Perchè pagare (tutti) per chi vuole andare ai musei gratis e far pagare solo quei pensionati ignoranti (non è detto ma vien fuori dal tuo discorso e dal tuo ipocrita disprezzo) che vanno in bocciofila? BOCCIOFILA GRATIS PER TUTTI!!!! ALTRO CHE MUSEI GRATIS. P.P.I.C.N.S.A. (Povero Pirla Ignorante Che Non Sei Altro).
    P.S.) Mi piacerebbe sapere in quanti musei sei davvero stato negli ultimi tre anni….e cosa hai capito di ciò che hai visto (poco poco). Io, comunque, sono STUFO di pagare per cose che NON uso e NON mi interessano. Ognuno si paghi il suo e non pretenda che siano altri a farlo per lui. Infatti per me non lo fa nessuno. Se uno non può pagarsi l’ingresso ai musei, ne faccia a meno. Esistono i libri per imparare e documentarsi. Esiste Internet. Esistono i documentari. Andrà ai musei quando avrà appreso un lavoro e potrà pagarseli magari risparmiando sui cinema (e nei musei um mestiere non l’ha MAI imparato nessuno (forse solo (sottolineo: SOLO) chi studia arte perchè deve documentarsi sugli originali per imparare a distinguerli dai falsi. Problema di pochi.).Bye.

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