Bolletta gas e luce operazione trasparenza, tutte le info per sapere quanto spendiamo

Uno studio della Camera di Commercio di Milano e Ref conferma la necessità di rivedere il sistema d’incentivazione, suscettibile di aver ridotto il differenziale fra tariffe diurne e serali. L’Autorità garante per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) ha dato quindi il via all’operazione trasparenza, volta a svelare i segreti della bolletta elettrica pagata dalle famiglie italiane.

 

L’intervento dell’Autorità si è reso necessario in vista dell’imminente approvazione dei decreti ministeriali, che introdurranno un nuovo sistema d’incentivazione per le rinnovabili, additate da molti come le principali responsabili dei continui rincari del costo dell’energia (l’ultimo in ordine di tempo è quello scattato il 1o maggio, ndr). Di parere opposto è il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che sin dall’inizio si è detto contrario all’ipotesi di tagliare gli incentivi, definendolo un “autogol” del Governo e sottolineando i benefici dell’energia verde, efficiente ma al tempo stesso amica dell’ambiente.

 

Come si legge nella nota “Elettricità: la bolletta trasparente” pubblicata dall’Aeeg, la spesa totale su base annua di un “utente domestico tipo”, ovvero una famiglia residente con consumi pari a 2700 kWh/anno e potenza pari a 3 kW, ammonta a circa 494 euro annui.

 

A pesare sulla bolletta sono soprattutto i servizi di vendita, ossia il prezzo pagato per portare l’energia nelle case degli utenti finali: dati alla mano, si scopre che da soli i servizi di vendita rappresentano quasi il 60% della spesa totale e sono pari a circa 294 euro annui.

 

A seguire troviamo i servizi di rete, ovvero le tariffe di trasporto, distribuzione e misura dell’energia elettrica, che rappresentano il 14% della bolletta e risultano pari a circa 69 euro all’anno; gli oneri di sistema previsti per legge, che ammontano a 64 euro annui (il 13% della bolletta) e che, per buona pace dei consumatori, sono destinati a salire nuovamente proprio per effetto della generazione distribuita. Infine, ci sono le imposte nazionali, che rappresentano il 13,5% della spesa e sono pari a circa 67 euro annui.

 

L’Autorità ha, però, precisato che tali valori non comprendono l’ulteriore aumento del +4,5% entrato in funzione a inizio fine mese per coprire la cosiddetta componente A3, ossia il sistema di finanziamento per le fonti di energia alternative. Se, infatti, si tenesse conto di quest’ultimo dato, la spesa media stimata per la bolletta di luce e gas, arriverebbe a quota 515 euro annui.

 

Come ha spiegato Guido Bortoni, Presidente dell’Aeeg, l’obiettivo dell’operazione trasparenza “era richiamare l’attenzione dei decisori pubblici sulla necessità di rivedere alcuni parametri” del sistema d’incentivazione destinato a rinnovabili e assimilate, che pesano troppo sulla bolletta e rischiano di ridurre il differenziale fra le tariffe elettriche diurne/feriali e quelle notturne/festive.

 

In questo senso, fa fede lo studio realizzato recentemente dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Ref, società di ricerche e consulenze. Dai dati raccolti risulta che, a fronte degli ultimi rincari sul costo dell’energia, le quasi 114.000 Pmi lombarde del settore commercio e ristorazione dovranno pagare complessivamente circa 80 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente.

 

In particolare, a essere penalizzate sono per lo più “le piccole e medie imprese lombarde, che consumano di più nelle ore serali e notturne, come per esempio quelle della ristorazione e del commercio e quelle del manifatturiero”. I dati evidenziano, infatti, che, proprio nelle fasce di minor richiesta, i prezzi dell’energia elettrica crescono per tutte le tipologie di contratto, con punte anche di oltre il 10%.

 

A titolo esemplificativo, basti pensare che se un tipico negozio di vicinato, che consuma 35 MWh annui prevalentemente di giorno, paga fino a un massimo di 84.000 euro annui, un ristorante, che consuma 150 MVh annui e, per ovvie esigenze di business, lavora prevalentemente nelle ore serali, la spesa media energetica è più che raddoppiata (33.500 euro). Se, invece, si considera un’impresa metallurgica, che lavora a ciclo continuo su tre turni giornalieri con un volume di prelievo pari a 800 MVh annui, l’aumento è ancora più consistente e può arrivare addirittura fino a 135.000 euro annui.

 

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Francesco Tempesta

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