Profughi in arrivo dentro grattacielo via Pirelli 39 Milano; il Comune, titolare dello spazio, smentisce

Uffici-via-Pirelli-Milano-300x225“Desta sconcerto tra i dipendenti la decisione degli assessori Majorino, Rozza e De Cesaris di destinare il primo piano dell’edificio di via Pirelli, per il quale è già pronto il piano di ristrutturazione stilato da Mm spa, ai migranti in transito dalla Stazione Centrale“. Inizia così il comunicato diffuso da Cisl Funzione pubblica e dal Comitato ExpoSti Novicità Pirelli 39, portavoci dei lavoratori del settore Edilizia e Urbanistica del Comune di via Pirelli 39.

 

AL PRIMO PIANO DEL GRATTACIELO – Secondo fonti interne, si legge nella nota, “l’ex sede dell’Edilizia si prepara nelle prossime ore ad accogliere circa 300 profughi”, che verranno sistemati “al primo piano del grattacielo con entrata di fronte alla sede della Telecom, in piazza Einaudi (MM Gioia)”.

– E fin qui, non ci sarebbe niente di male. Non fosse altro per quella “Milano solidale che ha dato dimostrazione di grande umanità”, come ha detto ieri il sindaco Giuliano Pisapia (a sua volta al centro di numerose polemiche per la gestione dell’emergenza profughi) a margine della presentazione della fine dei restauri di San Maurizio. Ma la questione, ahinoi, è un po’ più complicata.

 

BONIFICA DA ETERNIT – Interessa infatti circa 800 dipendenti che da inizio anno hanno lasciato gli uffici comunali del palazzo di via Pirelli 39 per trasferirsi nell’edificio di via Bernina 12 (in mano al gruppo finanziario Bnp Paribas Real Estate). Un trasloco, com’è noto, resosi necessario dalla necessità di ristrutturare e bonificare gli oltre 20 piani del grattacielo di proprietà del Comune infarciti del pericoloso Eternit. Una questione nota a chi di dovere già dal lontano 2002, la cui soluzione era stata rinviata per anni nonostante le continue pressioni di lavoratori e rappresentanze sindacali

– “In questo caso – prosegue il comunicato – i tempi di rientro nel palazzo comunale di via Pirelli 39 (entro il 2018) si allungherebbero ulteriormente, aumentando i costi dell’affitto a carico del bilancio comunale e lasciando senza speranza di rientro i circa 800 dipendenti spostati in via Bernina dietro lo scalo Farini”.

 

RITARDO A SPESE DEI CONTRIBUENTI? – E pensare che la conclusione del piano di bonifica di via Pirelli 39 sarebbe dietro l’angolo (si parla di pochi giorni, entro fine mese). Invece, ora – la paura dei lavoratori – tutto rischia di slittare in avanti. A spese dei diretti interessati, certo, ma anche dei contribuenti, considerato che l’affitto per gli spazi di via Bernina andrebbe regolarmente pagato.

 

COMUNE: “NOTIZIA FALSA PRIVA DI FONDAMENTO” – Pronta però, nell’arco della mattinata, è arrivata la smentita del Comune, secondo il quale la notizia diffusa dalla rappresentanza sindacale sarebbe “totalmente priva di fondamento”. Come noto, fanno sapere da Palazzo Marino, l’immobile è oggetto di una profonda opera di riqualificazione, per il quale è stato appena approvato il progetto per la bonifica dall’amianto.

– “Escludo che l’edificio di via Pirelli 39 possa essere usato per ospitare i profughi. Abbiamo considerato diverse ipotesi, ma questa la escludo. Il cantiere sta per essere montato e i lavori devono partire”, ha chiarito l’assessore al Demanio, Daniela Benelli.

 

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S.P.

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