Terroristi Milano, due arresti in provincia di Brescia. Tra gli obiettivi anche il Duomo e la Centrale

minacce“Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X”. Non usavano mezzi termini il pakistano e il tunisino nei messaggi che da qualche tempo avevano cominciato a far circolare su un profilo Twitter. Avvertimenti minacciosi di stampo jihadista con tanto di foto ritraenti i luoghi simbolo delle principali città italiane, dal Colosseo, al Duomo, alla Stazione centrale. Ma anche vetture della Polizia di Stato o della Polizia Municipale. Come a dire che l’Isis è arrivata anche a Milano e Roma. Un’attività che però non è passata inosservata, tanto che i tweet, intercettati tre mesi fa dalla Polizia postale, hanno dato origine ad un blitz antiterrorismo della Digos che stamani ha portato all’arresto dei due stranieri.

 

TERRORISTI RESIDENTI A MANERBIO (BS) CON REGOLARE PERMESSO – Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip Elisabetta Meyer. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini (svolte dalla Polizia postale di Roma e Milano e dalla Digos e coordinata dal pubblico ministero Enrico Pavone), i due – un cittadino tunisino di 35 anni e un pakistano di 27 – vivevano in Italia da anni con regolari documenti. Entrambi residenti a Manerbio nel Bresciano – anche se uno di loro risultava residente a Milano – lavoravano uno come operaio e manovale, l’altro come addetto alle pulizie.

– Come appreso dalle intercettazioni telefoniche, tra di loro parlavano in italiano, la stessa lingua che, insieme all’arabo e al francese, figurava sui fogliettini mostrati con fare intimidatorio al popolo dei social network a partire dallo scorso 27 aprile. Allora, le fonti di sicurezza che monitorano l’attività delle cellule islamiste sul territorio nazionale avevano smentito un eventuale rischio attentato, assicurando però la massima allerta.

 

MIRAVANO AD ADDESTRARSI MILITARMENTE IN SIRIA – E così è stato. Tant’è che quando la coppia di terroristi ha intuito di aver attirato l’attenzione delle forze dell’ordine, ha immediatamente chiuso il profilo Twitter “Islamic_State_in_Rom”. Ma era ormai troppo tardi. Nelle scorse ore, a coronamento di un’operazione-lampo durata un paio di mesi, i due sono stati tratti in arresto dagli uomini della Digos. E in base all’articolo 270 bis del codice penale, ora dovranno rispondere di “associazione con finalità di terrorismo anche internazionale e di eversione dell’ordine democratico”.

– I due arrestati dalla Polizia di Milano, ha fatto sapere il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, miravano ad addestrarsi militarmente “in territorio siriano”, poiché “erano consapevoli di non avere un addestramento militare consolidato”. Inoltre, “parallelamente avevano iniziato un’attività di autoaddestramento attraverso la lettura di un manuale in circolazione in Rete che contiene indicazioni su come devono comportarsi i mujaheddin nei territori occidentali, come confezionare armi e ordigni in modo artigianale”, oltre a cercare online le videolezioni di Osama Bin Laden intitolate “Come si fa a riconoscere un kamikaze”.

– Magari per emulare gli attentatori della spiaggia di Sousse, in Tunisia, la cui foto è stata recentemente postata in Rete dallo stesso tunisino dopo i tragici fatti del 26 giugno. Negli scorsi giorni, aveva infatti raggiunto la località marittima dalla città natale di Kairouan, dove si era recato per passare il Ramadan con la famiglia.

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BECCALOSSI (FD’I-AN): “SERVE UN GIRO DI VITE” – “Adesso basta, serve un giro di vite come quello che in Lombardia abbiamo attuato con la Legge sui nuovi luoghi di culto. E ogni riferimento alle moschee non è puramente casuale”. Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio e Urbanistica, auspica misure pesanti commentando l’arresto dei due extracomunitari in odore di Stato Islamico.

– E punta il dito contro “i soloni che predicano nel nome dell’integrazione sempre e comunque”, invitandoli quantomeno “a riflettere”. Beccalossi ha le idee chiare anche sulle responsabilità: “Se questo è il modello di accoglienza tanto auspicato da Renzi, dal suo governo e dal centrosinistra, non possiamo dormire sonni tranquilli”.

 

GIRELLI (PD): “GRANDE ATTENZIONE GOVERNO E POLIZIA” – Di diverso avviso Gian Antonio Girelli, presidente della commissione speciale Antimafia del Consiglio regionale della Lombardia, esponente del Partito Democratico, secondo il quale, invece, “gli arresti dei due sostenitori dell’Isis a Brescia dimostrano l’attenzione del governo e il grande lavoro delle forze dell’ordine verso un fenomeno preoccupante e pericoloso come il terrorismo di matrice islamista”.

– Semmai, sostiene Girelli, “è a maggior ragione opportuno che le autorità competenti siano dotate di mezzi e di uomini adeguati a fronteggiare questo fenomeno in una realtà complessa come quella lombarda”.

 

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S.P.