Sfruttamento prostituzione Lodi, ragazze romene attirate in Italia col miraggio di fidanzarsi

Veniva promessa loro una nuova vita, invece venivano obbligate a prostituirsi con botte e minacce

Polizia_Di_StatoL’operazione è stata compiuta dalla Polizia di Lodi: in arresto per un’ordinanza firmata dal Gip di Lodi, una famiglia di origine romena accusata di aver indotto, favorito e sfruttato la prostituzione di almeno quattro ragazze connazionali. Tra gli arrestati anche un uomo italiano, secondo gli Inquirenti responsabile di aver accompagnato ed essere andato a riprendere alcune ragazze.
Secondo quanto spiegato dalla Polizia, l’indagine è nata dopo che, nell’agosto 2015, una delle vittime ha trovato il coraggio di rivolgersi alle Forze dell’Ordine.
La giovane era stata attirata in Italia con la tecnica “standard” utilizzata dagli indagati: attirare ragazze in internet, da far giungere in Italia promettendo loro un fidanzato per cominciare una nuova vita. Invece, ciò che si apriva era solo la via per la prostituzione.
Dopo essere stata picchiata per l’ennesima volta, la giovane si è recata al pronto soccorso di Lodi, giungendo poi alla Polizia, ai cui agenti ha raccontato delle minacce continue, le costrizioni e le violenze subite, se non avessero guadagnato almeno 450 euro al giorno.
Gli agenti hanno appurato anche i ruoli ricoperti dagli indagati: tre ragazzi tra i 20 e i 27 anni, il  padre di 43 anni e l´attuale sua convivente dell’uomo, di 34.
Sarebbe stata proprio la donna a individuare la piazzola in cui le ragazze dovevano fermarsi.  Il resto della famiglia, poi,  si occupava di accompagnare, controllare, fissare gli orari di lavoro e acquistare abiti succinti.

1 COMMENTO

  1. In ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here