Autosospensione Sala, continua la bufera sul Sindaco di Milano

Autosospensione di Sala lecita o non lecita: ma intanto la città chi e come la governa?

Beppe SalaDopo tre giorni di caos, al seguito dell’annuncio del Sindaco Giuseppe Sala di autosospendersi dal proprio incarico cittadino dopo le presunte irregolarità riguardanti il suo operato in Expo 2015, non mancano i commenti e le ipotesi sullo scenario futuro che si profilerà a Milano.
L’OPINIONE DEL CODACONS
Secondo il Codacons, “Il politico è un normale lavoratore dipendente: stipendio = lavoro. Nessun lavoro = licenziamento o dimissioni”, spiega il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori.
– “La vicenda Sala sta raggiungendo connotati parossistici – prosegue l’Associazione –. Il Sindaco, fuori dal diritto amministrativo che regola il rapporto di lavoro tra il sindaco eletto e la pubblica amministrazione, si autospende. L’istinto non è previsto: o si dimette o lavora. Come tutti i lavoratori del pubblico impiego e privato.
– “Il rapporto di lavoro del sindaco richiesto e decretato da elezioni non può essere sospeso o autosospeso. L’avviso di garanzia non può giustificare l’auto sospensione. Può giustificare le dimissioni, ma questo rientra nelle prerogative del lavoratore”.
– Il Codacons invia diffida a Sala, entro 15 giorni dovrà decidere tra le dimissioni o la ripresa del lavoro
L’APPELLO DEI SINDACI – Sono 135 il i sindaci che hanno sottoscritto la ‘lettera aperta’ per il Sindaco Sala, nella quale definiscono “l’autosospensione un gesto di grande sensibilità, pieno di dignità e orgoglio”, ma chiedendogli di “riprendere la sua funzione”.
IL COMITATO PER LA LEGALITÀ DI MILANO – Invito a riprendere le proprie funzioni anche dal Comitato per la legalità, la trasparenza e l’efficienza amministrativa del Comune di Milano, istituito dalla giunta di Beppe Sala e presieduto dall’ex pm Gherardo Colombo.
– Il Comitato “ritiene, sulla base di quanto appreso sulla vicenda, che non vi siano motivi per protrarre l’autosospensione del sindaco e confida nella pronta ripresa dell’esercizio delle piene funzioni al servizio della città”.
L’OPPOSIZIONE – “I commenti e le reazioni alla annunciata autosospensione di Beppe Sala fanno esattamente capire che avevamo e abbiamo ragione a sollevare dubbi – ha dichiarato Riccardo De Corato, capogruppo di FDI AN in Regione Lombardia.
– “L’autosospensione di fatto non esiste, non è contemplata dal Testo Unico degli Enti Locali – prosegue De Corato. – Il quadro è molto più semplice di quello che qualcuno vorrebbe fare apparire: quello che chiediamo è chiarezza, e non una stasi senza fine. Sala vada lunedì mattina a palazzo di Giustizia, del resto sono soltanto pochi minuti da palazzo Marino, si presenti dal Procuratore Generale e dal Gip – che lo aspettano- e tolga ogni dubbio.
– “Milano non può pagare per mesi e mesi il prezzo dell’attesa indotta dal sindaco di una metropoli che prima fa un annuncio, e poi lo mette in dubbio il giorno successivo- Conclude De Rocato. – Sala faccia chiarezza, come del resto suggerisce anche oggi Raffaele Cantone con le sue riflessioni sulla stampa.Chiarezza o dimissioni, tertium non datur: non possiamo permetterci di pagare il prezzo della indeterminatezza del sindaco e delle sue decisioni”.

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