Gran Sasso, una scuola green per i bambini terremotati

La scuola, costruita in tempi record, ha consentito di chiudere l’anno scolastico degnamente a circa 60 bambini, la cui comunità è stata colpita dal terremoto

scuola-ikeaGrazie al contributo di circa 6.000 collaboratori IKEA, da un paio di settimane gli studenti di Crognaleto, provincia di Teramo, nel cuore del Gran Sasso, hanno una nuova scuola interamente “green”. Si tratta di una struttura realizzata con materiali ecocompatibili, di classe energetica A4, di cui se ne trovano tanti esempi sul catalogo online La Pratolina. Nel giro di circa 45 giorni, come riportano gli organi di stampa nazionali, un comunissimo prato è stato trasformato in una scuola che ha consentito di chiudere l’anno scolastico degnamente a circa 60 bambini, la cui comunità è stata colpita dal terremoto.
Stiamo parlando di Crognaleto, un paesino in provincia di Teramo abitato da circa 1.300 anime. La nuova scuola, all’ingresso della quale gli alunni hanno appeso i disegni che rappresentano i loro sogni di rivalsa, oltre ad essere ecocompatibile, è colorata e ricca di giochi. Un plesso moderno che sorge nel Parco Nazionale del Gran Sasso e che include al suo interno una scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Aperta ufficialmente il 29 maggio scorso, la scuola ha rappresentato un importante segnale di rinascita per un territorio che nell’ultimo decennio è stato funestato da calamità naturali. Tutto ebbe inizio con il terremoto de L’Aquila del 2009, con 309 morti, 1.600 feriti circa e oltre 80.000 sfollati. Il processo di ritorno alla normalità è lento e macchinoso e tra case rase al suolo, alloggi di fortuna e casette di legno, lo scenario è quello di un luogo scosso da una “guerra”.
Il secondo duro colpo è arrivato ad agosto del 2016, quando il 25 agosto ad essere colpite furono i centri di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto con un bilancio di 299 morti e circa 400 feriti. Nonostante l’epicentro fosse tra il Lazio e le Marche, anche in Abruzzo furono registrati dieci morti. Il colpo di grazia arriva però a gennaio del 2017, quando una nevicata blocca elettricità e trasporti in molti comuni della provincia di Teramo, con un terremoto di magnitudo 5.3 che danneggiano in concorso il 60% degli edifici. Partiti i controlli della protezione civile, il 6% delle scuole sono state dichiarate inagibili, mentre il 28% temporaneamente inutilizzabili. Dall’iniziale sconforto alla rinascita, però, in questo caso il passo è stato abbastanza breve.
Gli studenti, che in un primo momento sono stati costretti a studiare in scuole temporanee, hanno almeno in parte trovato nuove soluzioni, grazie alla buona volontà di circa 6.000 lavoratori che hanno rinunciato ai rispettivi premi natalizi per dare una scuola a circa 60 bambini. È così partita quell’iniziativa che ha coinvolto anche la Protezione Civile e la Regione Abruzzo per il completamento del plesso scolastico “Alfredo Quaranta”, la cui struttura è in legno lamellare certificato. La struttura è di circa 325 mq, ha una classe energetica A4 e garantisce consumi bassi sia in estate sia in inverno. È resistente nel tempo e non inquina l’ambiente, oltre a dare agli alunni della scuola, una costante visione del parco che li circonda tramite due grandi vetrate. E non finisce qui, perché si tratta solo della prima di altre iniziative previste sul territorio martoriato dell’Abruzzo nei prossimi mesi.

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