Dove cercare castagne in Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto, i migliori percorsi e tutte le info

L’autunno, con i suoi colori ed i suoi profumi caratteristici, è anche una delle stagioni cardine della gastronomia di molte regioni italiane. Ad allietare le giornate di ottobre e novembre non ci sono, però, solamente funghi e tartufi. Oggi, infatti, parliamo di castagne fornendovi un elenco di zone in Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto nelle quali poterle cercare e nelle quali poter passare qualche ora all’aria aperta.

 

INIZIAMO DALLA LOMBARDIA – Nella nostra regione, praticamente ogni provincia ha i suoi luoghi d’oro per la ricerca delle castagne: Como, Lecco, Varese, Bergamo, Brescia sono sicuramente le più gettonate.

Iniziamo da Lecco e dalla Valle del Curone (da non confondersi con la Val Curone che, invece, è compresa nella provincia di Alessandria in Piemonte); qui, nel Parco Regionale di Montevecchia, ad una manciata di chilometri da Monticello, Barzanò, Casatenovo, Merate e Bevera di Sirtori sarete immersi in 2741 ettari di verde che, nella zona settentrionale, si caratterizza per la presenza di castagneti.

Spostiamoci di poco ed andiamo in provincia di Como; a Castiglione d’Intelvi. Sulla sponda occidentale del Lago di Como, ad una ventina di chilometri dal confine svizzero e sotto la cornice del Monte Generoso troviamo una zona molto interessante per la raccolta di castagne. Qui, i centri principali, sono Biazzeno, Casasco d’Intelvi, Castiglione d’Intelvi, San Fedele e Lanzo.

Sempre rimanendo nella provincia di Como, sono da menzionare i boschi tra San Fermo della Battaglia ed il Monte Croce; ma anche la zona di Canzo, Asso e Valbrona, oppure i dintormi di Magreglio e del Ghisallo.

A Varese, invece, i luoghi maggiormente indicati sono Bregazzana, Brinzio, Valganna e Rasa di Velate. Siamo esattamente in mezzo tra il Lago Maggiore, quello di Varese e quello di Lugano. La giornata potrebbe anche prevedere una visita a Porto Ceresio e Ponte Tresa, oppure Luino e Laveno.

La parte lombarda dei nostri itinerari si chiude con Brescia, con la Valcamonica e la Valtrompia. Molto indicati, qui, sono Bovegno, Bagolino, Collio o, sul Lago d’Iseo, Marone.

 

LA LIGURIA – Già parlando della raccolta di funghi abbiamo visto come la Liguria, in virtù della sua posizione geografica e della sua varietà interna, sia in grado di offrire ottimi ‘bottini’. Anche in tema di castagne abbiamo la conferma di questa peculiarità.

Nella regione ligure troviamo un posto davvero suggestivo; stiamo parlando del Parco di Portofino, nella sua zona appenninica, in prossimità del Passo della Crocetta. Una volta raggiunto il valico, davanti alla Madonnina, basterà attraversare la strada e scendere nel bosco.

Dopo un’ora di cammino, nel versante a monte, inizierete a scorgere i castagni ed a trovare centinaia di frutti al suolo. Continuando, con due ore e mezza di discesa, potrete tornare nuovamente a Rapallo.

Per chi ha meno voglia di camminare o semplicemente meno tempo, segnaliamo una variante: si può raggiungere il Passo della Crocetta da Rapallo e, così facendo, in un’ora di cammino sarete nel bel mezzo dei castagni. L’alternativa, sempre in zona, si chiama Zoagli.

 

PIEMONTE E VENETO – Anche i boschi del Piemonte, al pari di quelli della Lombardia, offrono luoghi molto interessanti per la raccolta di castagne.

Iniziamo dalla provincia di Torino e da Nomaglio, situato ad est della Dora Baltea ed a pochi chilometri da Ivrea e dal Lago di Viverone. Sempre in zona interessanti anche Donato, Netro e Chiaverano.

Rimanendo nella provincia del capoluogo di regione troviamo la zona di Bibiana, a sud di Pinerolo nella cornice del Monviso. Da non dimenticare anche la zona del Canavese, che si estende tra Torino e la Val d’Aosta e che ingloba il Parco Fluviale del Po, il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco Naturale Provinciale del Lago di Candia e le Riserve Naturali del Sacro Monte di Belmonte, dei Monti Pelati e della Vauda.

In Veneto, invece, la scelta ricade a Combai. Siamo in provincia di Treviso, nel centro di una ipotetica figura formata da Montebelluna, Conegliano, Belluno, Feltre e Bassano del Grappa. Nelle vicinanze c’è anche Miane, Pieve di Soligo e Monfenera.

Abbastanza fornita anche la provincia di Verona con San Zeno di Montagna e la zona limitrofe al Monte Baldo.

 

COSA FARE CON LE CASTAGNE – Dopo essere tornati a casa con un bel sacchetto pieno di castagne, non resterà che pensare a come utilizzarle; sarà sufficiente sfogliare qualche rivista culinaria o guardare uno dei tanti programmi di cucina per scoprire interessanti ricette che le prevedono nella preparazione.

– Una volta bollite, possono essere ad esempio essere utilizzate per preparare un gustoso risotto autunnale, magari affiancate da salsiccia e funghi. Stesso discorso per la pasta, magari tritandole ed utilizzandole come farina nell’impasto.

– Interessante anche il loro utilizzo come accompagnamento ad un secondo: un semplice arrosto impreziosito da una salsina ristretta di vino bianco, burro e castagne. Per finire, come non menzionare i dolci? Castagnaccio su tutti.

 

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Matteo Torti

Foto: amicomario.it

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