Scudetto Inter 2011 – 2012, ecco perché i neroazzurri non possono più vincerlo; intanto Maicon si stira un muscolo

Un disastro: non si potrebbe riassumere diversamente la stagione neroazzurra che fin qui ha portato la magrezza di 8 punti in 9 partite. Chi sperava che l’avvicendamento tra Gasperini e Ranieri potesse dar seguito ad un’altra stagione ricca di successi è rimasto profondamente deluso: il tecnico testaccino non ha in mano la squadra e, perso con certezza il campionato, anche il terzo posto valido per i preliminari di Champions League rischia di non essere agevolmente raggiunto. Sarebbe una mannaia economica e sportiva per un club che, solamente nel dicembre 2010, saliva sul tetto del mondo (con Rafa Benitez).

 

LE ULTIME NEWS – A rendere ancora più pesante la situazione attuale è l’ennesimo infortunio muscolare patito dai neroazzurri nella sfida di sabato sera contro la Juventus. Questa volta è toccato a Maicon: per lui stiramento di secondo grado al bicipite femorale della coscia sinistra e rientro previsto ad inizio dicembre.

  • Le buone notizie arrivano dai recuperi di Samuel e Ranocchia, convocabili per la gara casalinga di mercoledì contro il Lille o, al più, per la trasferta di domenica (ore 12.30) contro il Genoa. Anche Thiago Motta è prossimo al rientro, anche se le sue condizioni fisiche sono un continuo dubbio.
  • Notizie negative sul fronte Julio Cesar e Forlan: l’estremo difensore rientrerà probabilmente il 3 dicembre nella sfida casalinga contro l’Udinese, mentre l’attaccante uruguaiano si dovrebbe vedere non prima del 18 dicembre o, addirittura, il 7 gennaio contro il Parma.

 

CAPITOLO ALLENATORI – Prima di addentrarci nel buio mondo dei numeri stagionali, un accenno alla fantomatica gestione degli allenatori va fatta: Mourinho, Benitez, Leonardo, Gasperini e Ranieri.

  • L’addio dello Special One nel maggio 2010, al termine di una stagione leggendaria, ha provocato un autentico tracollo della società di corso Vittorio Emanuele. Il portoghese, simpatico o maleducato, ha avuto comunque la forza di tenere in mano tutta la società comportandosi da presidente, ad, direttore tecnico ed allenatore. L’unica pecca del mago di Setubal era l’area tecnica: Quaresma acquistato e Carvalho e Deco fortunatamente non sbarcati a Milano.
  • Persa l’architrave societaria, i neroazzurri si sono ritrovati con un pugno di briciole. Branca ed il figlio di Moratti designano gli allenatori, prontamente rigettati dai capisaldo della squadra (capitan Zanetti, Cambiasso e Samuel in testa) e immediatamente eliminati dal presidente Massimo, da sempre pronto ad accogliere le istanze dei suoi beniamini.
  • E così i vari Benitez, Leonardo e Gasperini non hanno potuto fare altro che abbandonarsi al proprio destino, sapendo sin dall’inizio il declino fisico, mentale e, con le cessioni di Balotelli ed Eto’o e gli acquisti dei vari Jonathan, Alvarez e Castaignos anche tecnico della squadra.
  • L’unico che è riuscito a tirar fuori qualcosa di buono è stato Leonardo che però ha potuto godere di un Eto’o straripante, forse nell’annata migliore della propria carriera, e di un Pazzini in versione Milito 2010.

 

ANALISI (IMPIETOSA) DEI NUMERI STAGIONALI – Impietosamente negativi: non viene nemmeno facile apprestarsi ad analizzare i risultati ottenuti fin qui dalla squadra neroazzurra. Qualcuno potrà sostenere di essere eccessivamente pessimisti, tuttavia la realtà è profondamente nera.

  • Un avvio così disastroso non accadeva dalla stagione 1946/47, quando i neroazzurri chiusero al decimo posto. La conseguenza attuale? Niente coppe, niente soldi dall’Uefa: una mannaia per il bilancio neroazzurro, già profondamente a picco.
  • Ranieri ha totalizzato, in campionato, 7 punti in 6 partite che, sommato all’unico conquistato da Gasperini nel pareggio interno contro la Roma, fanno 8 in 9 match. Una media punti di 0,89. Non vogliamo nemmeno pensare che si possa continuare con questo trend visto che al 13 maggio la società neroazzurra sarebbe appena a 34 punti.
  • 11 gol fatti, tra i peggiori del campionato e 16 subìti, in linea con quanto fatto da Parma, Lecce e Novara, squadre con cui l’Inter divide le ultime posizioni di classifica. Se si considera che il Milan, nell’annata precedente, ha chiuso il torneo con solo 24 palle raccolte nella propria porta, si capisce bene quando la società di corso Vittorio Emanuele sia distante da tali ambizioni.
  • Dieci giorni fa, alla domanda di un cronista che chiedeva a Moratti delucidazioni circa la posizione in classifica da retrocessione, il presidente neroazzurro rispondeva: “Se vogliamo già menare gramo”. Bene, sono passate due giornate di campionato ed i neroazzurri sono al 17esimo posto, dietro ci sono solo le “piccole” Novara, Lecce e Cesena.
  • Certamente di retrocessione non si tratterà più, tuttavia c’è bisogno di un enorme bagno di umiltà: senza lavoro e continuando a gettarsi contro gli arbitri “perché siamo l’Inter e non possiamo accettare errori” (a proposito, ieri il dubbio fallo di Castellazzi su Marchisio non ha portato il rigore, come volevano Ranieri, Paolillo, capitan Zanetti, Lucio e Moratti) non sarà agevole uscire da questa situazione.
  • Ah, ma lo sapete che il bistrattato ed umiliato Benitez, dopo nove match, aveva totalizzato 18 punti nella scorsa stagione? Niente male per un tecnico che, a parere di gran parte dei supporters e della società neroazzurra, era in grado di allenare squadrette da Serie B.

 

INTER: LO SCUDETTO E’ NON-MATEMATICAMENTE PERSO – Visto che analizzare i punti attuali appare un esercizio piuttosto semplice, spingiamoci oltre: come potrebbe finire questa stagione?

  • Sono 29 le giornate ancora a disposizione, che si traducono in 87 punti ancora plausibilmente conquistabili. Negli ultimi sette tornei (quelli con 38 giornate), la media dei punti totalizzati dalla vincitrice del campionato è di 86,71. Se consideriamo solamente gli ultimi quattro, decisamente più competitivi, il dato scende a 83,25.
  • Matematicamente l’Inter potrebbe chiudere l’anno a 95 punti (87 ancora in gioco più gli 8 già conquistati).
  • Visto l’inizio rallenty, possiamo ipotizzare che il campionato, quest’anno, possa essere vinto ad 80 punti. L’Inter, per arrivare a questa quota, deve totalizzare ancora 72 punti in 29 match: una media pari a 2,48 punti a partita.
  • 72 punti si potrebbero tradurre in: 23 vittorie, 3 pareggi ed altrettante sconfitte. Un rullino di marcia che sembra una chimera per la società neroazzurra. Sono solo 15, secondo questi calcoli, i punti che Moratti potrebbe perdere per poter sperare nel tricolore.
  • Lo stesso discorso vale per la Roma che, con tre punti in più dei neroazzurri, non sta molto meglio.
  • Al contrario Juventus e Milan, le due principali accreditate a vincere la Serie A edizione 2011/12, per arrivare alla fatidica quota 80 punti, necessitano ancora di, rispettivamente, 61  e 63 punti. Trend alla portata di entrambe.

 

E PER LA ZONA EUROPA? – Se la corsa al campionato è ufficiosamente fallita l’obiettivo, forse,  realistico appare essere il raggiungimento della zona Europa. Più probabile l’Europa League, più difficile a meno di una ripresa immediata, il terzo posto che consente il raggiungimento dei preliminari di Champions League.

  • Ipotizzando che Juventus e Milan si giochino i due gradini più alti del podio, gli altri tre posti per accedere alle competizioni europee (uno per la Champions e due per l’Europa League) della stagione 2012/13 saranno definiti tra Inter, Lazio,  Napoli, Roma ed Udinese.
  • Il terzo posto lo si dovrebbe ottenere con 70 punti: in questo caso l’Inter ne avrebbe bisogno 62 (2,13 a partita) sugli 85 conquistabili (19 vittorie e 5 pareggi). Questo traguardo sembra poter essere alla portata del Biscione, tuttavia è necessario trovare una continuità non facile dal momento che devono essere disputati ancora i due derby e che, nel girone di ritorno, i match clou contro Roma, Napoli, Juventus, Udinese e Lazio saranno tutti giocati in trasferta.
  • Più realistico pensare ad un quarto o quinto posto, raggiungibile con non più di 65 punti (sono quindi 57 quelli mancanti) e con una media punti a giornata pari a 1,97 (18 vittorie ed una manciata di pareggi).
  • Impossibile pensare ad un’Inter fuori dall’Europa che significherebbe un buco ancor più grande nel bilancio ed una autostima ai livelli minimi dal post-calciopoli.
  • Moratti ha lasciato intendere che a gennaio interverrà con qualche nuovo acquisto: Viviano e Kucka sembrano appetibili, ma non in grado di far fare quel salto di qualità necessario per concludere il campionato in crescendo. Ma ha veramente senso peggiorare la squadra in estate e cercare di salvare il salvabile in inverno?

 

CAPITOLO CHAMPIONS LEAGUE – L’unico merito avuto fin qui da Ranieri è stato quello di aver prontamente salvato la stagione in Champions League. Le due trasferte vittoriose contro Cska Mosca e Lille hanno infatti rimediato alla brutta sconfitta casalinga subìta con il Trabzonspor.

  • Mercoledì San Siro ospiterà il Lille che, nella ripresa della gara d’andata, ha messo non poco in difficoltà i neroazzurri. Per riportare ad un livello discreto il morale e l’autostima è necessaria una bella vittoria.

 

LA TABELLA EUROPA – Un countdown lungo 29 giornate che dovrebbe portare ad almeno 19/20 vittorie. È questo l’unico modo che l’Inter ha per poter tornare nella zona Europa.

 

Matteo Torti

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