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Vertice Berlusconi, Galliani e Allegri domenica 2 giugno 2013 sul futuro del Milan, esonero o riconferma dell’allenatore?

Dopo l’Inter tocca al Milan. Se nel fine settimana scorso era stato il presidente Moratti ad annunciare il cambio di rotta sulla panchina neroazzurra esonerando Stramaccioni e chiamando Mazzarri, in questo week-end potrebbe essere la volta dei rossoneri. Domenica sera, come ha annunciato Berlusconi, avverrà l’incontro tanto atteso tra lui, Galliani ed Allegri (nella foto, ndr). Da lì si capiranno le prossime mosse della società di via Turati.

 

LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI – Dopo oltre due settimane di attesa e di ripetuti vertici rimandati, ecco che Silvio Berlusconi nella mattinata di venerdì 31 maggio 2013 ha voluto precisare che a breve si terrà il famoso incontro a tre.

– “Credo che avremo un incontro con Galliani e l’allenatore probabilmente entro domenica sera – ha detto in collegamento telefonico a ‘Mattino Cinque’ – e da lì verrà fuori una soluzione che non è difficile da trovare se tutti si metteranno nella direzione di mettersi una mano sulla coscienza e di scegliere il meglio per il nostro Milan”.

 

TRE DUBBI SULLE PAROLE DEL PRESIDENTE – Quelle che ad una prima lettura sembrava fossero delle dichiarazioni ‘banali’, rileggendole si sono rivelate essere delle parole piene di significato.

– Tre, infatti, sono le questioni che rimangono aperte analizzando le parole del presidente del Diavolo:

1) Il “Credo iniziale con cui Berlusconi annuncia l’incontro con Galliani ed Allegri entro domenica sera

2) Il fatto che Berlusconi dica “l’allenatore” senza fare esplicito riferimento a Massimiliano Allegri, ennesima manifestazione di scarsa sintonia e di basso riconoscimento verso il tecnico livornese

3) “Mettersi una mano sulla coscienza”: cosa significa? C’è qualcuno che sta remando contro?

 

1) LA DATA DEL VERTICE – Il primo dubbio che emerge dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi riguarda la data in cui tale vertice avverrà. Ripercorrere tutte le giornate in cui il famoso ‘triumvirato’ si sarebbe dovuto riunire non è operazione agevole.

– Sicuramente possiamo dire che era dato per assodato il fatto che giovedì 30 maggio 2013, a Milano o in Sardegna, i tre si riuscissero ad incontrare. Nella stessa giornata, però, si è appresa la notizia che il vertice non avrebbe avuto luogo.

– Giovedì 30 maggio, con Berlusconi in Sardegna, in un locale in zona Brera a Milano è andata in scena un cena tra Galliani ed Allegri. Il commento, poco incisivo, dell’ad è stato il seguente: “Ultima cena tra me e Allegri? Non siate blasfemi, l’ultima cena è un’altra cosa”.

– Nella stessa serata Mauro Suma, direttore del canale tematico rossonero Milan Channel, ha reso pubblica la notizia che all’inizio della prossima settimana si dovrebbe svolgere il famoso vertice a tre con Berlusconi, Galliani ed Allegri.

– Le parole pronunciate venerdì mattina dal presidente, però, alimentano nuovi dubbi. Insomma: il vertice sarà domenica sera, lunedì o quando? Difficile saperlo. Galliani, nella serata di venerdì 31 maggio 2013 ha così affermato: “Presto incontrerò il presidente Berlusconi, è possibile che io lo veda già domenica”.

 

2) L’INNOMINATO – Che Berlusconi non veda di buon occhio Allegri è un fatto conosciuto e dato per scontato. Numerose, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo, sono state le manifestazioni di questo malessere.

– A partire dall’isterismo presidenziale di Milan – Barcellona dello scorso anno a San Siro, proseguendo per quel “no el capisse un casso” pronunciato a febbraio 2013 durante un comizio nel padovano, fino al confronto con Lotito in cui ha detto che regalerà Allegri alla Roma.

– Sicuramente, però, il fatto che un uomo come Berlusconi, maniacalmente attento alla comunicazione ed alle parole pronunciate, utilizzi i termini “Galliani e l’allenatore” piuttosto che “Galliani ed Allegri” fa riflettere.

– Con questo non intendiamo dire che il vertice si farà con un nuovo tecnico; ma sicuramente è un’ulteriore dimostrazione che il rapporto tra i due è ai minimi storici e, a dispetto di quanto viene detto in molte circostanze, non è sicuramente personale, affettivo e di stima.

 

3) LA MANO SULLA COSCIENZA – Se sulle prime due questioni qualcuno potrebbe anche obiettare che stiamo facendo ragionamenti troppo arditi, sul terzo c’è veramente da ragionare.

– Cosa significa: “verrà fuori una soluzione che non è difficile da trovare se tutti si metteranno nella direzione di mettersi una mano sulla coscienza e di scegliere il meglio per il nostro Milan”?

– Chi deve mettersi una mano sulla coscienza? Difficile pensare che l’invito sia rivolto ad Adriano Galliani, che di sicuro non può essere tacciato di remare contro l’indirizzo della società.

– Impossibile pensare che sia stato un invito auto-referenziale, come a dire: “Io Berlusconi non devo remare contro al Milan, alla società, ai tifosi ed ai giocatori che vogliono Allegri saldo sulla panchina anche durante il prossimo anno”.

– Più facile, invece, ipotizzare che queste parole siano rivolte ad Allegri. Ora, però, sorge un dubbio: su quale termine negoziale Allegri dovrebbe mettersi la mano sulla coscienza per il bene del Milan? C’è forse un problema legato al futuro del tecnico, nel senso di licenziamento vs. dimissioni?

 

APPROFONDIAMO MEGLIO LA QUESTIONE – Che Allegri sia cercato, con insistenza, dalla Roma non è un mistero. E questo è dimostrato dal fatto che Walter Sabatini, ds dei giallorossi, stia seguendo la questione Allegri-Milan direttamente nel capoluogo meneghino.

– La Roma, però, è un’ipotesi che sembra non allettare particolarmente il livornese, soprattutto dopo la mancata qualificazione all’Europa League e la sconfitta in Coppa Italia.

– Le soluzioni per il ‘Conte Max’, quindi, potrebbero essere solamente due: continuare con il Milan, in caso di conferma di Berlusconi, o rimanere fermo un anno. Da qui ci si può riagganciare al punto precedente, quello della mano sulla coscienza.

– Allegri è sotto contratto con il Milan fino al 30 giugno 2014 con un emolumento da 2,5 milioni di euro netti all’anno. Se il tecnico toscano dovesse venire licenziato, il Milan dovrebbe pagargli lo stipendio anche durante la prossima stagione o comunque accordarsi su una buonauscita da 1-1,5 milioni di euro.

– Possibile, quindi, che la mano sulla coscienza derivi da questo scenario: Allegri ha rifiutato la Roma; se il Milan lo licenzia deve dargli soldi ulteriori. L’invito è: rescissione contrattuale ed ognuno per la propria strada senza chiedere/spendere euro in più.

 

UN SOLO OBIETTIVO IN TESTA – Il rapporto tra Berlusconi ed Allegri è tanto complesso quanto è solido ed autorevole quello tra il presidente rossonero e Seedorf. L’olandese, ora giocatore del Botafogo, è il prescelto per prendere in mano le redini tattiche del Milan.

– Le difficoltà, però, sono molte. La più importante riguarda il patentino di Clarence, come spiega Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio: “Seedorf non può allenare in Serie A. Al massimo potrebbe fare il secondo, il regolamento parla chiaro. Il patentino che Seedorf sta per ottenere, seguendo un corso ‘online’ della federcalcio olandese, non ha nessun valore in Italia”.

 

UN WEEK-END MOLTO CALDO – Mancano poche ore alla giornata decisiva.

– Da una parte il continuo posticipare l’incontro tra Berlusconi, Galliani ed Allegri porterebbe a dire che la situazione è positiva per i tifosi rossoneri: se il presidente avesse voluto esonerare il tecnico avrebbe già potuto farlo.

– Dall’altra parte, però, sembra che sia in atto una vera e propria guerra di nervi. In questo senso, le parole pronunciate venerdì mattina da Berlusconi sono la riprova che le parti sono decisamente più distanti.

 

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Matteo Torti

Foto: wikipedia.org

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