Legge di stabilità governo Renzi, taglio Ires, canone Rai nella bolletta e confermato l’addio alla Tasi

ParlamentoUna manovra da 27 miliardi di euro con l’obiettivo fondato di rendere l’Italia “forte, semplice, giusta e orgogliosa”. Una manovra che, almeno secondo le parole del premier, dovrebbe portare l’Italia “col segno più”; non una semplice legge di stabilità, ma una legge di fiducia con l’impegno di realizzare un Paese più semplice e più giusto. Si continua sugli sgravi per chi assume e viene inserito il taglio dell’Ires al 24% dal 2017; le altre novità il canone in bolletta e una spending review da 5,8 miliardi di euro. Vediamo tutte le misure.

 

LA FIDUCIA DI RENZI … – “Fino a qualche anno fa il mondo tirava, l’Italia arrancava. Adesso l’Italia è ripartita e il mondo non si sente benissimo. Non sappiamo cosa accadrà nei prossimi mesi ma il punto è che va sottolineato con forza è che l’Italia è tornata alla crescita. Lo slogan di questa legge di stabilità è: Italia con segno più”.

– Non nasconde la soddisfazione Matteo Renzi nell’annunciare tutti i punti della nuova Legge di Stabilità; una manovra da 27 miliardi di euro che ha richiesto quasi due ore di Consiglio dei Ministri.

– Una manovra che, almeno secondo il premier, va nella giusta direzione visto che “le tasse andranno giù in modo sistematico”, a partire dalla tassazione sulla prima casa, con l’addio all’Imu-Tasi, ma anche la conferma del bonus 80 euro.

 

… E LA BACCHETTATA DI BRUXELLES – Botta e risposta virtuale tra Bruxelles e Roma con Valdis Dombroviskis, vice presidente della Commissione europea che afferma.

– “In linea generale la Commissione consiglia agli Stati di spostare la tassazione dal lavoro a tasse che danneggiano meno la crescita come quelle sulla proprietà, sui consumi e sul capitale. L’Italia non sta andando in questa direzione e ora dobbiamo discutere con le autorità italiane quali sono le ragioni di questa scelta e le potenziali implicazioni”.

 

IL PACCHETTO FISCALE – Gran parte della manovra si concentra proprio sulla questione fiscale, a cominciare dal talgio delle tasse sulla prima casa. Un intervento da 5 miliardi di euro che porterà i Comuni ad essere interamente compensati, senza che siano previsti aumenti di tasse sulle seconde case.

– Focus anche sull’Ires, l’Imposta sul reddito delle società, che nel 2017 scenderà al 24% rispetto all’attuale 27,5%. Una decrescita che potrebbe iniziare già nel 2016 arrivando al 26%, ma questo intervento è condizionato al via libera della Commissione Ue sulla clausola di flessibilità migranti; l’obiettivo di Renzi è quello di ottenere lo 0,2% di flessibilità tra deficit e pil visto le spese che l’Italia sta affrontando per l’accoglienza dei migranti, ma l’Ue sembra tutt’altro che convinta a concedere questo “lusso” al nostro Paese.

– Spazio anche alle Partite Iva, con un innalzamento delle attuali soglie di ricavi differenziate per tipologia di attività per i cosiddetti forfettari. Tutte le categorie dovrebbero vedere un aumento di 10mila euro, mentre per i professionisti la soglia passerà da 15 a 30mila euro; le nuove partite Iva, invece, beneficieranno di una imposta sostitutiva del 5% e non del 15% per i primi 3 anni.

 

PENSIONI E CANONE RAI – Novità importanti anche sul fronte pensioni dove, in attesa dell’annunciata flessibilità, si è deciso di incentivare l’accesso al lavoro part-time per i lavoratori con soli 3 anni di distanza dai requisiti di pensionamento.

– Risolta anche la questione del Canone Rai, con una bollettazione che segue l’obiettivo del “pagare meno, pagare tutti”: 100 euro nel 2016, 95 nel 2017 e così via con una curva decrescente.

 

LA DISCUSSIONE SUL LIMITE DEL CONTANTE – Ha fatto, e farà, sicuramente più discutere la misura relativa all’innalzamento del limite per l’utilizzo del contante da mille a tremila euro. Una misura che porta, su questo punto, l’Italia a tornare alla media europea.

 

SPENDING REVIEW E TAGLI – La manovra dovrà essere garantita, almeno in parte, da misure strutturali di riduzione della spesa: almeno per i 5,8 miliardi che richiede il cosiddetto pacchetto fiscale.

– In aggiunta a questo, entrate dovrebbero arrivare dal taglio del 3% sui ministeri e con la norma dei costi standard, che dovrebbe garantire più efficienza in tema di acquisti centralizzati.

 

LE CRITICHE ARRIVANO DALL’INTERNO – Ma le critiche alla Legge di Stabilità arrivano proprio dall’interno, con il deputato del Pd Stefano Fassina che associa la manovra di Renzi a una strategia berlusconiana fatta di “fuochi d’artificio e titoli noti a evidente fine elettorale”.

– Contraria e delusa anche la Cgil che parla di quattro segni meno: “Meno libertà per i lavoratori: sul fronte delle pensioni non c’è flessibilità e senza flessibilità in uscita ci sono ancora meno possibilità per i giovani di entrare nel mondo del lavoro. Meno lotta all’evasione e all’illegalità: l’innalzamento della soglia dell’utilizzo del contante favorisce l’evasione e l’elusione fiscale, l’economia sommersa, il lavoro nero e la corruzione. Meno sanità: si continua nella politica di disinvestimento nella sanità pubblica. Il fondo passa dai 109 miliardi di un anno fa ai 110 di oggi, il miliardo in più non copre neppure gli indici di adeguamento del fondo previsti dall’invecchiamento della popolazione, e i nove milioni di persone che già oggi non riescono a curarsi faranno sempre più fatica. Meno valore al lavoro e meno salario: 300 milioni stanziati per il rinnovo del contratto dei lavoratori del pubblico impiego equivalgono a 7,80 euro lordi al mese per i prossimi tre anni”.

– Di diverso avviso la Cisl che applaude al pacchetto fiscale: “La decisione di alleggerire il carico fiscale su dipendenti e imprese agricole va ora difesa in Parlamento e collegata a una serie di altre iniziative che formino un patto per lo sviluppo del lavoro agricolo, le parti sociali hanno la responsabilità di intensificare la collaborazione, di valorizzare bilateralità e contrattazione per elevare gli standard di competitività e di tutela”.

 

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 Matteo Torti

Foto: wikipedia.org

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