Rom uscito di prigione e reo di 30 nuovi colpi, De Corato: “Basta con i trattamenti di favore per i rom che delinquono”

“Pene certe e severe, soprattutto per i recidivi, dovrebbe essere la regola. Tanto più per un rapinatore seriale incallito. E invece, molto spesso, la certezza della detenzione è un optional e, tra sconti di pena e scarcerazioni facili, ci ritroviamo in giro sempre gli stessi soggetti a commettere reati predatori e di allarme sociale. È inaccettabile che un soggetto con un ‘curriculum’ come quello del rom arrestato dai Carabinieri di Corsico faccia avanti e indietro dal carcere, scontando pene all’acqua di rosa e tornando ogni volta libero di razziare banche, negozi e cittadini”.

 

Lo afferma il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, commentando l’arresto di Giuliano Stepich, nomade rom appena uscito di prigione che aveva accumulato un ‘bottino’ da circa 100 mila euro in meno di 30 giorni, assaltando banche, negozi e passanti casuali.

 

“Troppo spesso – aggiunge De Corato – nei confronti dei nomadi che commettono reati abbiamo assistito a trattamenti di favore e sconti di pena. Parliamo di soggetti che costruiscono villette abusive e che non vengono mai perseguiti penalmente per un presunto stato di necessità, come è accaduto per tutte le costruzioni illecite nei campi regolari puntualmente denunciate dalla Polizia Locale di Milano. Gli stessi soggetti che reclutano baby scippatori e donne incinte per rubare, contando sulla non punibilità dei minori e sulla benevolenza dei giudici. O che occupano le aree abusivamente senza essere mai condannati. Soggetti che non hanno alcun rispetto per le regole, anzi tentano a più riprese di aggirarle. E nonostante tutto la passano liscia e continuano a delinquere”.

 

“Già ieri – conclude il vice Sindaco – abbiamo constatato, e per l’ennesima volta, come gli appartenenti all’area no global e dei centri sociali godano continuamente di sconti e favoritismi. Che occupino scuole, stabili pubblici e privati o provochino scontri con le Forze dell’ordine, non fa differenza. Per loro c’è una sorta di impunità. Una storia che si ripete e che non vorremmo si replicasse anche per i rom che se ne infischiano della legge”.

 

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Di Redazione

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