Chiusura circolo privato via Don Minzoni Milano, era stato trasformato in una discoteca abusiva

A seguito di intervento congiunto coordinato dalla Procura della Repubblica ed effettuato da Polizia Locale, Polizia di Stato, Vigili del fuoco e Asl, è stato sequestrato nei giorni scorsi un circolo privato di via Don Minzoni.

 

Il presidente dell’associazione, un italiano, e il gestore, un nigeriano, sono stati denunciati per apertura abusiva di luogo per pubblico spettacolo. Gli stessi soggetti erano già stati diffidati due settimane fa.

 

Al momento del controllo, avvenuto intorno all’una del mattino, sono state rinvenute 125 persone all’interno del locale, per lo più extracomunitari che ballavano mentre suonava una gruppo musicale sudamericano: molti erano già in stato di ebbrezza e un centinaio attendeva fuori.

 

Tra le numerose violazioni sono state riscontrate:

  • la tesserazione irregolare dei soci,  che avveniva al momento,
  • le uscite di sicurezza non a norma,
  • gli estintori antincendio cui erano stati falsificati i certificati sui periodici controlli.

 

Complessivamente sono state comminate multe per oltre 12 mila euro.

 

Molti cittadini – spiega il vice Sindaco di Milano e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato – mi avevano segnalato il degrado creato da questo circolo privato che in realtà era una discoteca abusiva, frequentato per lo più da sudamericani e dopo una certa ora anche da trans.

 

A Milano ci sono 761 locali serali e 108 discoteche – aggiunge De Corato, – luoghi che nella stragrande maggioranza rispettano le regole. Poi ci sono i circoli privati. Che hanno una veste giuridica particolare perché basta una dichiarazione di inizio attività per aprirli. Non hanno l’obbligo di rilasciare scontrini fiscali, non hanno limiti all’orario di chiusura e soprattutto non hanno una capienza certificata, non essendo sottoposti a licenza di agibilità. Una manna per alcuni che fanno i furbi. E mascherano, dietro presunte attività ricreative private per pochi soci, vere e proprie attività imprenditoriali aperte al pubblico spettacolo. E aggirano pertanto la legge con notevoli guadagni in nero, facendo pagare ingresso e consumazione di bevande come in una normale discoteca. E soprattutto violando le normative sulla sicurezza. Speculano cioè sulla pelle dei clienti stipati in luoghi privi di minime garanzie per ospitare centinaia di persone che rischiano di  fare la fine dei topi in gabbia se scoppia un incendio”.

 

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Di Redazione

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